Vittoria confermata

Permettiamo agli innovatori italiani di partecipare ai contest mondiali semplificando le norme che oggi ci escludono

Questa petizione ha creato un cambiamento con 1.876 sostenitori!


È successo di nuovo, era già successo e rischia di succedere ancora. L’Italia, anzi, gli italiani esclusi dalla partecipazione a due concorsi con premi multimilionari e straordinarie opportunità di mostrare al mondo la genialità e creatività italica.

Un viaggio nello spazio, altri premi per milioni di euro, messi in palio per cittadini di tutto il mondo eccezion fatta per gli italiani ed i residenti in una manciata di altri Paesi con i quali, salvo eccezioni, non abbiamo molto a che spartire in termini di storia, cultura, democrazia e civiltà.

E, all’origine di tutto questo, vi è la disciplina nazionale in materia di giochi e concorsi a premio [Dpr 430 del 2001], scritta tanto ambiguamente da spaventare letteralmente tutti i promotori di iniziative di questo genere che si tratti di giganti del calibro di Google – come accadde qualche anno fa – o Intel – come appena accaduto – o, invece, di grandi e piccole community internazionali.

La disciplina italiana impone, infatti, al promotore di un’iniziativa del genere un arduo confronto con la nostra pachidermica burocrazia, la presentazione di uno schema del Regolamento, la prestazione di una fideiussione bancaria di importo pari a quello dei premi in palio e, soprattutto, la partecipazione di un Notaio o di altro garante della pubblica fede all’eventuale estrazione.

È, evidentemente, più di quanto i promotori stranieri di concorsi ed operazioni a premio siano richiesti di fare nella più parte degli altri Paesi al mondo.

E, come se non bastasse, le poche eccezioni a regole tanto rigide sono scritte in modo tanto criptico da risultare irriconoscibili persino agli stuoli di avvocati dei grandi studi internazionali e degli uffici legali delle corporation che, infatti, sistematicamente suggeriscono ai loro clienti di escludere gli italiani dall’elenco dei partecipanti.

È una forma di ghettizzazione del nostro Paese, grave, inutile e, certamente, evitabile.
Basterebbe, infatti, che il Ministero dello Sviluppo Economico semplificasse la vita ai promotori di simili iniziative e chiarisse, una volta per tutte, in quali ipotesi si può organizzare un concorso o un’operazione a premi senza confrontarsi con l’italica burocrazia.

Not 4 italians, non vogliamo leggerlo più! Firma anche tu per chiedere al Ministro dello Sviluppo economico di semplificare le regole ed aprire le porte a chi, da domani, potrebbe offrire ai nostri concittadini, premi milionari e soprattutto la possibilità di partecipare attivamente alla costruzione del futuro attraverso la propria creatività e le proprie idee.

Massimo Banzi (presidente di Make in Italy) - Riccardo Luna (vice presidente di Make in Italy) - e Guido Scorza (presidente dell'Istituto per le politiche dell'innovazione)



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