ivan cervesatoMILANO, Italy
Nov 18, 2016
Scrive in data odierna una collega toscana: “Sono tornata a casa dopo aver partecipato alla conferenza di servizio del Miur a Firenze e sono molto amareggiata... Si è perso di vista il principale soggetto della questione, lo studente, e non si ascoltano per niente i docenti che manifestano in tutte le forme il loro disagio. Si ha il coraggio di dire che la simulazione del 25 ottobre era semplice, che siamo noi che esageriamo e spaventiamo i ragazzi. Ci invitano ad operare dei tagli notevoli ai contenuti delle linee guida del programma di fisica, cercando di individuare ciò che "non serve" per la seconda prova. Per non parlare di come bisogna insegnare matematica: da ora in avanti niente più teoremi e dimostrazioni, fare solo ciò che è funzionale alla fisica. Così è se vi pare.”
La testimonianza è molto interessante. Ne concludiamo che sei docenti universitari, centinaia di docenti liceali di tutta Italia e migliaia di studenti stanno sognando (o forse è un incubo?). Così, quel che tutti dicono perlomeno inadatto (non dirò facile o difficile) diventa semplice per decreto, banale per volontà ministeriale. Ma forse gli esperti del Miur hanno fondati motivi per esprimersi così. Forse, a insaputa di tutti, nei mesi scorsi hanno condotto una verifica scientifica sul campo: magari hanno somministrato le varie simulazioni a un campione statisticamente significativo di classi quinte dell’intero territorio nazionale, in condizioni controllate, ottenendone risultati eccellenti.
In questo caso sarebbe interessante conoscere tali dati: farebbero certo cambiare idea ad ogni scettico e i nostri studenti e le loro famiglie non avrebbero più alcun motivo di preoccupazione.
Solo un dubbio: ma se è così, quali le ragioni di tanta segretezza?
Copy link
WhatsApp
Facebook
Nextdoor
Email
X