ivan cervesatoMILANO, Italy
Nov 6, 2016
Ad una settimana dal lancio della petizione, sento l’esigenza di ringraziare i quasi 3800 firmatari: anzitutto genitori e studenti, del cui futuro in fondo stiamo parlando.
Ringrazio anche le decine (o forse dovrei dire centinaia?) di colleghi, e finanche alcuni docenti universitari, che esprimono dissenso per orientamenti didattici (chiamiamoli così) imposti dall’alto. Orientamenti che, privi di ogni riscontro con la realtà di quelle aule in cui noi insegnanti entriamo ogni giorno, appaiono drammaticamente insensati.
La petizione rimane aperta: per farci ascoltare da chi il potere ce l’ha, noi – che invece di ogni potere siamo felicemente sprovvisti – dobbiamo essere quanto più numerosi possibile.
Sottoponiamo allora la questione: non tanto a chi vuole una scuola “facile” (che in quanto tale tradirebbe i propri scopi: educare, istruire, sviluppare il pensiero e in tal modo preparare alla vita).
Sottoponiamola invece a chi pensa che la scuola debba essere anzitutto “giusta”: una scuola cioè che, dopo avere dato molto ai propri ragazzi, sappia anche poi porre richieste sensate, coerenti, intelligenti, dunque realmente formative.
A tutti un rinnovato grazie, auguri di buon lavoro e un cordiale saluto.
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