"Non è mai troppo tardi!"

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Lettera aperta alla Signora MINISTRO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE ON. LUCIA AZZOLINA
Gentile Ministro,
La proposta veicolata dalla presente è quella di usare parte dei palinsesti della Tv di Stato per raggiungere con programmi educativi e didattici ad hoc tutte quelle famiglie che non dispongono in questo momento né di dispositivi tecnologici né della possibilità di connettersi alla rete.
L’urgenza di trovare un canale complementare alla Rete per “fare scuola” è dettata anche dalle mutate necessità delle famiglie in regime di emergenza Covid-19: lo smart working per un numero sempre più elevato di lavoratori costringe a dirottare l’occupazione di banda verso le esigenze di comunicazione "degli adulti”.
A tal proposito la Radio Televisión Española, in collaborazione con il Ministero dell'Istruzione, ha lanciato il progetto “Apprendiamo a casa”, offrendo agli studenti compresi tra i 6 e i 16 anni cinque ore al giorno, per cinque giorni a settimana, di lezioni da seguire da casa. La programmazione è suddivisa in fasce orarie, a seconda dell'età. Ogni giorno è in programma una lezione diversa: matematica, lingua, educazione artistica, scienza sociale, educazione fisica.
Questo ovviamente non sostituisce l’interazione con il docente ma costituisce un possibile supporto su cui attivare quell’interazione e aiuta le famiglie nel difficile compito di supportare l’apprendimento dei propri figli.
Questo modo di fare scuola verrebbe incontro a tutta una serie di esigenze: dalle scarse dotazioni informatiche delle famiglie meno abbienti alla carenza di competenze digitali, dalla difficoltà di avere a disposizione una connessione a banda larga su tutto il territorio nazionale, alla difficoltà dei docenti di predisporre in tempi brevi materiali di qualità per la formazione a distanza.
Le professionalità presenti nella televisione pubblica italiana potrebbero consentire di progettare in tempi rapidissimi dei format in grado di favorire l’attenzione e stimolare la motivazione a partire proprio dalle caratteristiche del linguaggio televisivo. Da questo punto di vista è necessaria una sinergia tra mondo della scuola e mondo della televisione, un patto educativo e sociale per dare alle famiglie che si trovano in difficoltà oggettive un modo per favorire il successo scolastico dei propri figli.
Il progetto potrebbe essere supportato da personalità del mondo dello spettacolo che si rendessero disponibili, in grado di raggiungere efficacemente l’immaginario dei giovani, non sostituendosi agli insegnanti chiamati a far lezione televisiva ma promuovendo la loro azione. Si potrebbe pensare ad una partecipazione a distanza delle scuole sparse in tutta la penisola, una gara di solidarietà (anche lanciando una raccolta fondi sul modello Telethon) che permetta alle famiglie di identificarsi con il proprio Istituto e contemporaneamente con tutto il Paese.
L’emergenza Covid-19 non deve essere una causa per aumentare il divario digitale e sociale tra famiglie. Se l’obiettivo è l‘inclusione di tutti gli allievi, a prescindere dalla disponibilità di banda, strumenti informatici e competenze digitali, allora la Tv di stato potrebbe costituire un valido ausilio.
Ancor oggi viene lodata in tutto il mondo la fortunata esperienza del progetto televisivo “Non è mai troppo tardi”, in cui il maestro Alberto Manzi ha scritto pagine indimenticabili di storia dell’istruzione italiana.
Bene, questo è il messaggio che vorremmo dare. La Spagna è già partita. L’Italia deve partire. Adesso. Subito. “Non è mai troppo tardi”.
Massimo Sapia – Dirigente Scolastico,Torino
Roberto Trinchero – Università degli studi,Torino
Maria Ranieri - Università di Firenze, Firenze
Centro Alberto Manzi - Bologna