Concorso DS 2017: no al depennamento forzoso!

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Preg. Sig. Ministro,

Le scriviamo a nome di tanti colleghi che, come noi, hanno concluso con successo le selezioni concorsuali per il ruolo di dirigente scolastico: l’attesa della pubblicazione della Graduatoria di Merito, laddove dovrebbe essere foriera di gioia ed entusiasmo, porta con sé invece angoscia e una grande amarezza: la prospettiva per molti di noi di essere costretti a scegliere tra la diaspora o la rinuncia all’incarico per cui abbiamo tanto lavorato e ci siamo sacrificati con dedizione.

L’algoritmo che si va definendo per l’espressione delle preferenze per la sede su tutto il territorio nazionale porrà un capestro al collo della maggior parte dei vincitori, per la maggior parte dei quali si prefigura il dilemma tra il trasferirsi lontano dal proprio luogo di vita e lavoro e l’essere ignominiosamente depennati dalle graduatorie, rinunciando così all’occasione professionale per cui tanti sacrifici hanno affrontato nel corso degli ultimi due anni.

La questione non riguarda soltanto, come erroneamente si ritiene, gli aspiranti dirigenti meridionali: la penuria di posti disponibili in cui versano numerose regioni del Sud e non solo (Campania, Calabria, Sicilia, Puglia, ma anche Marche, Toscana, Abruzzo), condurranno molti vincitori ivi residenti a scegliere regioni viciniori, sottraendo così posti ad altri vincitori, e scatenando così un immenso effetto domino su tutto il territorio nazionale, che lascerà scontenti e frustrati quasi tutti. Il malcontento serpeggia tra gli aspiranti Dirigenti dalle Alpi alla Sila, dal Garigliano al Piave.

Il passo successivo sarà, quasi certamente, il tristemente noto Walzer dei ricorsi incrociati: un precedente poco felice è rappresentato indubbiamente dai risultati del famigerato algoritmo che nel 2016/17 gestì la mobilità straordinaria ex art. 1 c. 108 della L. 107/2015; in più casi i docenti hanno impugnato davanti al giudice del lavoro, come si ricorderà, gli esiti di tale mobilità, in contenziosi che hanno visto spesso il MIUR soccombente.

A ciò si aggiunga una stortura tipica della gestione delle destinazioni sul territorio nazionale mediante algoritimo: sic stantibus rebus, i vincitori posti nelle ultime posizioni, destinati dunque a essere immessi in ruolo non dal settembre 2019, ma dal settembre 2020, potranno scegliere sedi più vantaggiose rispetto ai loro colleghi che quest’anno saranno costretti all’esilio forzoso, in un palese ribaltamento del criterio di merito e con una manifesta lesione dei principî amministrativi di imparzialità e ragionevolezza

Si rifletta, dunque: si intende ripetere un'esperienza fallimentare delle peggiori distorsioni introdotte dalla famigerata Buona scuola, con strascichi che ancora oggi riverberano sul sistema d’Istruzione? O si vuole risolvere il problema delle reggenze introducendo nel sistema Dirigenti preparati e motivati, che possano assumere in condizioni di piena serenità personale il cruciale ruolo che sono chiamati a ricoprire?

Si aggiunga inoltre a tale coacervo di criticità la spada di Damocle del ricorso pendente al Consiglio di Stato, che rende possibili le nomine solo con la sospensiva e dunque sub iudice.

La nostra proposta in tal senso è dunque la seguente:

Dare la possibilità, a ciascun candidato utilmente collocato nella graduatoria di merito, di indicare, ai fini della nomina, una o più regioni in ordine di preferenza; al termine di tali operazioni saranno costituiti degli elenchi regionali degli aspiranti, ordinati in base al punteggio finale di merito conseguito da ciascun candidato che abbia espresso una preferenza per tale Regione.

Ciascun candidato posto negli elenchi regionali sarà chiamato per l’immissione nei ruoli della dirigenza compatibilmente con i posti disponibili in ciascuna regione.

I vantaggi per l’Amministrazione sono evidenti:

La possibilità di risolvere nell’immediato il problema delle reggenze attingendo a tutta la Graduatoria di merito nazionale; ciò sia grazie ai candidati che sceglieranno le regioni più interessate da tale fenomeno perché ivi residenti, sia grazie a coloro che, provenienti da altre regioni, essendo interessati a entrare subito in ruolo, abbiano indicato sedi anche lontane dal proprio luogo di residenza.

La possibilità di coprire stabilmente tutti i posti, con Dirigenti preparati, accuratamente selezionati e in condizioni stabili sul piano affettivo ed esistenziale; si eviterebbe così il ricorso diffuso a congedi, aspettative, etc., che lascerebbero ancora sedi vacanti e reggenze diffuse.

In ta modo, anche gli aspiranti Dirigenti posti al termine della graduatoria, se disposti ad essere nominati in Regioni con un maggiore fabbisogno, potranno sfruttare tale opportunità per entrare prima nei ruoli dirigenziali.

In subordine, è possibile pensare a un sistema che renda disponibile a ciascun vincitore la possibilità di congelare, su base volontaria, la propria posizione in graduatoria, per un periodo di almeno tre anni, ed evitare così la rinuncia e il conseguente depennamento, che, come detto, si traduce con un capestro insostenibile per chi, pur da pubblico funzionario, deve contemperare l’ossequio del proprio ruolo con la preservazione della propria dimensione umana e familiare, in ossequio all’art. 2 Cost. che tutela i diritti inviolabili dell’uomo nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità.

In conclusione, desideriamo una gestione equa della graduatoria, attraverso la quale siano salvaguardati i diritti sia di chi è disposto a entrare subito, come è giusto, nei ruoli dirigenziali, sia di chi non può allontanarsi subito dalla propria regione di residenza ma non vuole vedere vanificati d’un colpo tutti i propri sacrifici.

Certi della sua attenzione e fiduciosi in un pronto riscontro,

porgiamo

Distinti saluti

Dirigenti per l’equità della Pubblica Amministrazione