Petition updateMessa in sicurezza del Capo Alì, “tratto stradale dell’Orientale Sicula SS114”Aggiornamento "Dossier Capo Alì (Me)" Gennaio 2021
Francesco AloisiMessina, Italy
Jan 9, 2021

Spett.le Dott. Sergio Costa, Ministro dell’ambiente e della  tutela  del  territorio  e  del  mare,  Via  Cristoforo Colombo, n. 44, 00147 - Roma 

Oggetto: nota di aggiornamento - Mitigazione del  dissesto                                                                                               idrogeologico   della    riviera    Jonica   Messinese  - Breve  disquisizione  di    carattere   informativo, inserita in calce a completamento   della  presente  missiva e redatta nell’Agosto del 2018

Alì Terme, 9 Gennaio 2021 

Gentile Dott. Sergio Costa, Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare,

le scrivo di seguito una nota di sintesi introduttiva, per poi riportarle il contenuto della missiva oggetto della petizione popolare attualmente in corso sulla piattaforma change.org raggiungibile al seguente link:

https://www.change.org/petizionemessainsicurezzacapoalì nonché per richiamare in calce una breve disquisizione di carattere informativo, inserita a completamento della presente missiva e redatta nell’agosto del 2018.

Dopo diversi confronti con i primi cittadini di alcuni comuni della riviera jonica messinese, sono emerse diverse criticità attinenti alla mitigazione del dissesto idrogeologico, ovvero molti aspetti pratici che talvolta configurano in termini di opportunità scelte politiche azzardate. Nella fattispecie il dibattito in questione ruota attorno la necessità di una vera mitigazione del dissesto idrogeologico, mitigazione che certamente non può essere rappresentata dalla costruzione di svincoli autostradali e/o opere faraoniche, ma iniziando a garantire l’ordinaria manutenzione delle attuali infrastrutture. Infatti,  riteniamo che le zone ad alto rischio idrogeologico, come il Capo Alì, così come riporta la protezione civile, debbano prima essere messe in sicurezza attraverso la creazione di un canale di scolo propedeutico di una galleria paramassi, e attraverso la manutenzione costante dell’attuale rete paramassi, manutenzione attualmente esigua e a tratti quasi inesistente. Per quanto concerne invece il fantomatico svincolo autostradale, vedendo il caso di specie come possibilità per una via di accesso celere e alternativa da parte di eventuali mezzi di soccorso, riteniamo meno dispendiosa l’opera di Itala, ovvero il minisvincolo da utilizzare solo in caso di eventuali emergenze. Tale infrastruttura, infatti, è stata già consolidata all’interno di un progetto, ovvero di uno studio di fattibilità realizzato dallo “Studio Colonna”, l’opera  in questione avrebbe un costo nettamente inferiore allo svincolo di Alì Terme. Lo svincolo di Alì Terme, oltre ad avere un costo di circa 50 milioni di euro, che verrebbero decurtati dal Masterplan della Città Metropolitana di Messina, detiene anche un vincolo storico costituito dal famoso poligono di tiro a segno nazionale, risalente alla guerra mondiale (lo svincolo dovrebbe sorgere proprio in quell’area, territorio sottoposto a vincolo, così come dimostra il D.D.G. n. 1685 del 21 Aprile 2016 che allego alla presente).

Di seguito le riporto il contenuto dell’istanza/petizione:

*Si riportano in calce le proposte che abbiamo avanzato con il Meetup e con i comitati Cittadini.

PREMESSA

Il 20 Luglio 2018, nei pressi del Capo Alì lungo la SS 114, si sfiorava la tragedia.

Una frana travolgeva un automobilista il quale rimaneva ferito. 

A più di un anno dalla sfiorata tragedia, dopo l’esposto depositato dai Comitati “No frane No precarietà  e Contrada Divieto Scaletta Zanclea”, presso la Procura della Repubblica, nulla è cambiato, infatti, la manutenzione di tale tratto stradale è rimasta precaria e insufficiente. 

In questi mesi, come Comitati, abbiamo monitorato tutto il tratto stradale oggetto di tali insidie, appurando con rammarico che le reti paramassi che dovrebbero proteggere il costone, sono state rattoppate in maniera superficiale e precaria lasciando così persistere un pericolo perpetuo che potrebbe essere causa di tragedie evitabili. 

 


I FATTI

Come dimostrano i numerosi comunicati stampa, e i vari esposti prodotti dai Comitati Cittadini “No frane e Divieto”, da diversi anni abbiamo proposto più idee per la risoluzione del problema frane del Capo Alì, questo fragile tratto stradale che sorge lungo la SS 114 soggetto costantemente alle intemperie che periodicamente lo rendono vulnerabile. Oltre a denunciare l’inadeguata manutenzione di tale tratto stradale, dimostrata dalla documentazione video/fotografica prodotta dai Comitati, gli scriventi hanno più volte proposto la realizzazione di gallerie paramassi esterne, per mitigare il pericolo. Un canale di scolo (per convogliare e drenare le acque reflue) sarebbe propedeutico per la realizzazione delle gallerie artificiali, gallerie che abbiamo prontamente già fatto disegnare da esperti.

 


LE RISORSE FINANZIARIE

Le risorse già finanziate per la sicurezza e lo sviluppo del territorio sono sempre auspicabili. Tuttavia, come comitati riteniamo che esistano delle priorità su cui concentrare e/o dirottare i finanziamenti finalizzati alla salvaguardia del territorio e alla sicurezza sociale delle persone, che transitano e vivono sul nostro territorio. Allo stato attuale riteniamo inopportuna l’assurda progettazione che vedrebbe sorgere uno svincolo autostradale nei pressi del Torrente del Nisi, che costerebbe circa 50 Milioni di Euro, oltre a rappresentare un’inutilità logistica, visto che già lo svincolo di Roccalumera e Taormina risultano sufficienti per decongestionare il traffico automobilistico, sarebbe anche inefficiente ai comprensori di Itala e Scaletta, che come più volte abbiamo esposto, giacciono “incastrati” tra i due Capi. Inoltre, risulta singolare giustificare tale cospicuo finanziamento per la mitigazione del dissesto idrogeologico, ergo gli interrogativi sono d’obbligo: può mai uno svincolo autostradale mitigare il dissesto idrogeologico? Non sarebbe opportuno investire tali risorse per adempiere all’ordinaria manutenzione dei Torrenti e dei costoni rocciosi dell’Orientale Sicula SS114 visibilmente abbandonati?

"Altresì non sarebbe opportuno investire le già esigue risorse, piuttosto che in nuovi superflui svincoli autostradali, per la messa in sicurezza delle gallerie e dei viadotti dell'A 18 ME-CT? Gallerie e viadotti piuttosto malandati, da quello che i tecnici sostengono”.

 

ANALISI COSTI BENEFICI

Le risorse economiche per la mitigazione del dissesto idrogeologico, se non utilizzate in maniera oculata,  ovvero intervenendo prioritariamente laddove esiste un maggior rischio, comportano evidentemente uno spreco di denaro pubblico, esponendo inoltre a serio rischio l’incolumità della cittadinanza. Utilizzare 50 Milioni di Euro per uno svincolo Autostradale che dovrebbe sorgere in un torrente di un paese di 2.454 abitanti, rappresenta un vero sperpero di denaro pubblico. Inoltre, ci preme rammentare che in tale località sorge un immobile avente vincolo storico artistico decretato dall’Assessorato dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana Dipartimento dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana, nonché dal DD 1685 del 21/04/2016 (vincolo art 12 D Lgs 42-2004), che recita così: 

“il complesso immobiliare denominato “Porzione dell'ex Poligono di Tiro a Segno Nazionale di Alì Terme”, sito nel comune di Alì Terme,  così come individuato in premessa, viene dichiarato di interesse culturale ai sensi dell'art. 10 comma 1 del D.Lgs. n. 42 del 22.01.2004 e ss.mm. ii. e rimane sottoposto a tutte le prescrizioni di tutela contenute nello stesso decreto legislativo. La planimetria catastale e la relazione storico-artistica fanno parte integrante del presente decreto che verrà notificato ai proprietari, possessori o detentori a qualsiasi titolo del bene che ne forma oggetto.  Ai sensi del comma 7 dell'art. 12 del D.Lgs. n. 42/2004 e ss. mm. ii. il presente provvedimento sarà trascritto, a cura della Soprintendenza BB.CC.AA. di Messina, presso l'Ufficio del Territorio – Servizio Pubblicità Immobiliare ed avrà efficacia nei confronti di tutti i successivi proprietari, possessori e detentori a qualsiasi titolo”. 

Pertanto riteniamo che la risoluzione del dissesto idrogeologico di Capo Alì costituisca la prima priorità sul nostro territorio, sia perché tale tratto della SS114 è una via di snodo fondamentale per tutto l’itinerario della Riviera Jonica Messinese, e quindi l’interruzione per frane (avvenute ripetutamente nel corso di decenni) costituisce una grave offesa alla già fragile economia del luogo e soprattutto all’incolumità fisica degli automobilisti, dei ciclisti, e dei pedoni che da li transitano; quindi la risoluzione del problema Capo Alì rappresenta una questione di vita o di morte. 

CONCLUSIONI

Premesso ciò, ad oggi rileviamo un atteggiamento non conseguente rispetto alle promesse fatte dalle istituzioni in merito alla sicurezza del Capo Alì e della SS 114 i cui ponti che vanno da Scaletta Zanclea a S. Alessio Siculo risultano o chiusi o sottoposti ad un’eterna manutenzione di cui sconosciamo la natura. Come Comitati attivi dei Cittadini presenti sul territorio noi sosteniamo e ci battiamo affinché tutte le risorse presenti ad esempio nel Masterplan e/o patto per il Sud, vengano destinate alla messa in sicurezza del Capo Alì attraverso interventi strutturali di tipo manutentivo, come già dai sottoscritti paventato in altre petizioni, ovvero alla realizzazione di gallerie paramassi nei punti nevralgici di tale tratto stradale, al risanamento idraulico del costone roccioso e/o creazione ex novo di un canale di scolo con il coinvolgimento inevitabile anche della Rfi (Rete ferroviaria italiana). In questa prospettiva riteniamo che dirottare la maggior parte delle risorse sul futuro svincolo autostradale di Alì Terme non costituisca una priorità, e quindi riteniamo al quanto inopportuno investire queste risorse per lo svincolo autostradale, che si riduce ad una questione speculativa, che arricchisce i soliti “pescecani” delle grandi opere, inutili per la maggioranza della popolazione. Peraltro la costruzione dello svincolo autostradale ad Alì Terme non sarebbe di nessuna utilità ai cittadini di Itala e Scaletta Zanclea, che, in caso di frane a Capo Alì, per usufruire dello svincolo, dovrebbero immettersi sull’A18 a Tremestieri. 

Altresì lo sviluppo turistico, economico e sociale di Alì Terme non passa da fiumi di cemento armato (tra l’altro è presente a pochi minuti un altro svincolo a Roccalumera) ma dalla valorizzazione delle risorse locali a partire anche dalle bellezze di Capo Alì, che una volta che viene messo in sicurezza, può rappresentare un polo di attrazione turistica, in prospettiva costruendo un itinerario culturale  popolare, che con annessa strada potrebbe coincidere con  il tracciato del vecchio percorso ferroviario, allorquando sarà costruito a monte il raddoppio ferroviario. 

Riteniamo inoltre inopportuna la decurtazione dal Masterplan di ulteriori 12 milioni di euro per la realizzazione dello svincolo di Santa Teresa di Riva, svincolo evidentemente superfluo sia per la mitigazione del dissesto idrogeologico, che per l’utilità reale per il comprensorio, poiché logisticamente dovrebbe sorgere a pochi chilometri dagli esistenti svincoli di Taormina e di Roccalumera. Lo svincolo di Santa Teresa di Riva non può e non deve essere finanziato dal Masterplan della Città Metropolitana di Messina, ovvero da fondi utilizzabili per infrastrutture con priorità per alto rischio di dissesto idrogeologico, così come ha previsto la Protezione Civile dopo il tragico evento alluvionale del 1° Ottobre 2009, catastrofe che ha purtroppo causato 37 vittime. Pertanto invitiamo i cittadini a sottoscrivere questa petizione popolare, che sarà inoltrata a tutti gli enti competenti: Anas, Protezione civile, Genio civile, Rete ferroviaria italiana (Rfi), Assessorato Territorio e Ambiente, Assessorato, Assessorato Regionale delle Infrastrutture e della Mobilità, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Ministero dell’ambiente, al Viceministro delle infrastrutture e dei trasporti e all’Autorità di bacino del Distretto idrografico della Sicilia.

Per i motivi sopra elencati, per garantire l’incolumità dei Cittadini residenti a Scaletta Zanclea, Itala, Alì Terme e di tutti i pendolari e/o turisti del nostro comprensorio, si invitano i destinatari, nell’ambito delle precipue competenze e responsabilità, a porre in essere ogni provvedimento volto a ripristinare la sicurezza di tutto il territorio, ricordando che, in caso di incidente con morti e/o feriti a causa  di dette insidie, o di danni alle automobili, e/o motocicli, si invierà istanza/denuncia all’Autorità Giudiziaria chiedendo di accertare l'esistenza obiettiva di pericolo o di insidie sul territorio del Comune di Alì Terme, dovute a condotta colposa omissiva o commissiva dell'ente proprietario, del Comune di Alì Terme, e l'eventuale nesso di causalità tra tale condotta e danni subiti dagli utenti.

Si chiede di dare sollecito riscontro alla presente istanza ai sensi della Legge 241/90 e dell’art. 328 del C.P..

I sottoscritti dichiarano di essere informati, ai sensi e per gli effetti dell’art.13 del D.Lgs. 196/2003 (T.U. sulla Privacy), che i dati personali raccolti saranno trattati, anche con strumenti informatici, esclusivamente nell’ambito del procedimento per il quale la presente dichiarazione viene resa.

Alla luce di quanto sopra esposto, rammentando ulteriormente la preoccupazione dei cittadini che temono che tale stato delle cose possa cagionare danni irreversibili, considerata l’estrema urgenza per tale questione, si auspica una tempestiva risposta. 

In attesa di riscontro, salvis juribus late, si porgono distinti saluti. 

 


Francesco Aloisi

Attivista del MoVimento 5 Stelle - Organizer del Meetup Grilli Jonici Messinesi - Gruppo di lavoro istruzione e sanità - Membro del Comitato Contrada Divieto Scaletta Zanclea

*Soluzioni proposte dai Comitati Divieto e No Frane per prevenire futuri eventi franosi Secondo i tecnici da noi consultati, per mitigare il dissesto idrogeologico del tratto stradale in oggetto (SS 114 Orientale Sicula) e  per prevenire eventuali eventi franosi, occorre eseguire un triplice intervento, ovvero: 

L'adeguamento idraulico del costone roccioso del Capo Alì; 
La progettazione e realizzazione di più gallerie paramassi da installare nei punti nevralgici; 
Simultaneamente occorre l'ammodernamento delle reti paramassi; Si allega di seguito l'immagine che ritrae anche la galleria paramassi, così come dovrebbe essere contemplata. 
BREVE DISQUISIZIONE DI CARATTERE INFORMATIVO, INSERITA A COMPLETAMENTO DELLA PRESENTE MISSIVA E REDATTA NELL’AGOSTO DEL 2018 

 

PREMESSA

Scaletta Zanclea, giace geograficamente lungo la costa Jonica Messinese ed è caratterizzata da una particolare struttura che gli conferisce una peculiarità, ovvero quella di sorgere a ritroso di un lungo costone roccioso e quindi tra i cosiddetti “due Capi”, (Capo Scaletta e Capo Alì). Altro dettaglio sostanziale risulta essere la distribuzione della linea ferrata, che sorge lungo la spiaggia, costeggiando così le abitazioni che giacciono appunto incastonate da un lato (lato mare) dalla ferrovia, e dall’altro (lato monte) dall’autostrada. È da sottolineare, inoltre, la notevole vulnerabilità rappresentata dalla destabilizzazione del materiale roccioso che costituisce tutto il tratto del costone, lungo la SS114, in fatti in tale tratto stradale (tra l’altro molto trafficato dai pendolari che quotidianamente raggiungono il posto di lavoro) che collega la Città di Messina con i Comuni di Scaletta Zanclea, Itala Marina e Alì Terme, le frane sono ormai diventate una consuetudine sia nel periodo autunnale, invernale, primaverile ed estivo. Tuttavia è da notare che la peculiare conformazione geografica di questi territori che costituisce i Comuni sopra citati, non detiene una via di fuga, se ne deduce che qualora franassero i “due Capi” (come già accadde nel 2007) resterebbero intere comunità isolate. La manutenzione di tale tratto stradale SS114 risulta di competenza dell’A.N.A.S., ma come si evince dalla documentazione gli unici lavori manutentivi che vengono eseguiti dall’A.N.A.S. attengono a interventi non strutturali, infatti, oltre la rete metallica che certamente risulta inidonea per mitigare in maniera efficiente i rischi franosi, non sono mai state realizzate opere strutturali, che risolvessero definitivamente il pericolo frane a Capo Alì e al contempo prospettassero un mini-svincolo come via di fuga alternativa, giacché l’attuale stato dei fatti risulta alquanto rischioso per l’incolumità dei Cittadini residenti e per tutti i pendolari. Oggi più che mai, dopo l’ultima frana del 20 luglio scorso che ha colpito un automobilista, urge la realizzazione di una galleria para-massi, la quale possa garantire realmente la sicurezza.

 

I FATTI

Da molti anni gli Scalettesi esigono la realizzazione di un mini-svincolo autostradale, che possa garantire una via di fuga qualora i due “Capi” (Capo Scaletta e Capo Alì) franassero a causa degli incendi e degli agenti atmosferici, infatti non è evento raro che questo fenomeno si verifichi, basti pensare alla frana che nel 2007 colpì sia il Capo Alì che il Capo Scaletta, intrappolando centinaia di pendolari per molti giorni. Certamente, è da ricordare anche la notevole latenza dei soccorsi verificatasi nel tragico evento alluvionale del 2009, questa è in parte da attribuire all’assenza di uno mini-svincolo autostradale in tali luoghi, che a nostro avviso è strettamente collegato con i lavori infrastrutturali che dovrebbero essere priorità in questi luoghi. Per questi motivi, molti Cittadini, associazioni e comitati nel 2015 hanno organizzato una manifestazione di protesta insieme ai Sindaci Locali. Inoltre, alcuni Comitati, hanno eseguito una petizione popolari con appunto raccolta firme depositando un esposto anche presso la Procura della Repubblica di Messina. Tuttavia, la Procura dopo avere aperto il fascicolo e ascoltato le persone informate della vicenda, ha optato nel 2016 per l’archiviazione. *vedi pdf allegato con esposto e motivazioni d’archiviazione. 

 


IL PROGETTO 

Gli elaborati, tecnicamente definiti "studio di fattibilità", che vorremmo realizzare (rispetto alla galleria paramassi di Capo Alì, precisiamo) dovrebbero contenere tutti i requisiti tecnici per essere considerati progetto definitivo, per poi avere le autorizzazioni formali per essere definiti tale. L’idea nostra come Comitati, è quella di mettere appunto un progetto contemplante un modello idoneo di galleria paramassi, da poter realizzare per tali luoghi franosi (ovviamente intercettando i punti vulnerabili e collocando tali gallerie prefabbricate solo nei punti nevralgici). Tuttavia, non detenendo grandi risorse economiche, siamo coscienti che l’ardua impresa sarà quella di intercettare degli esperti della materia che realizzassero tali elaborati a titolo gratuito, o quantomeno con spese molto limitate. Oltre alla progettazione, infatti, occorre una accurata relazione geologica.

 


 IL MASTERPLAN 

Nel Masterplan della città Metropolitana di Messina, sono stati previsti 770 Milioni di Euro da investire per la prevenzione del rischio idrogeologico di Messina e Provincia, tra i tanti punti nevralgici vi è contemplata anche Scaletta Zanclea e parte della Riviera Jonica Messinese. Pare che nelle progettazioni presentate nel Masterplan, ad oggi ne possiamo ammirare solo 2 per la zona Jonica, una nel Comune di S. Teresa di Riva, ed una nel Comune di Alì Terme, “ambedue sponsorizzate da Cateno De Luca” ma che attengono solo alla realizzazione di “Svincoli Autostradali”. Sottolineiamo infatti, che il neo eletto Sindaco di Messina, Cateno De Luca, cercherà a tutti i costi di non decurtare la somma cospicua dal Masterlplan/patto per il sud, che servirà per la realizzazione di tali opere infrastrutturali, facendo pressione invece sull’ANAS e rallentando quindi l’iter burocratico.

 CONCLUSIONI 

Alla luce di quanto sopra esposto emerge indiscutibilmente un problema caratterizzato da confutabili scelte politiche targate da un governo Renzi VS Gentiloni, che elargendo finanziamenti “a pioggia (vedi patto per il Sud)” e prescindendo da ogni problema territoriale, ha continuato ad adottare un classico modus operandi stile DC. Tuttavia siamo anche coscienti, che come gruppo parlamentare dell’ARS M5S deteniamo dei limiti, non essendo ovviamente forza di maggioranza, ma nel contempo sono consapevole invece, che a livello nazionale, faremo valere tutta la nostra autorità, in virtù anche del fatto che ad oggi il M5S è a tutti gli effetti forza di governo.

Siamo altresì certi che come portavoce del M5S, farete il possibile per evidenziare nelle sedi opportune tale scellerata scelta, e che metterete in atto tutta la professionalità che da sempre  vi contraddistingue, dialogando e coinvolgendo altri portavoce per far si che si possa realizzare tale infrastruttura, ed in fine esponendo la problematica anche al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e al viceministro Giancarlo Cancelleri.


*Breve disquisizione di carattere informativo, inserita a completamento della presente missiva e redatta nell’Agosto del 2018.

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