SCUOLA SICURA: sì trasporti, no turni

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In merito allo sforzo organizzativo per la riapertura il 7 gennaio imposto alle scuole superiori tramite le Prefetture, di cui abbiamo notizia dalla stampa, non si può fare a meno di rilevare l'inadempienza del Ministero dell'Istruzione e dell’Amministrazione nazionale e locale al compito di garantire la ripresa della didattica in sicurezza e nel rispetto di tutti i soggetti coinvolti. 

Dall'estate scorsa, il confronto con gli Enti locali e con i trasporti, nodo critico per la sicurezza, non ha prodotto soluzioni adeguate. Nella Provincia di Modena i mezzi pubblici non sono stati incrementati come avrebbero dovuto, mentre sulle singole scuole si è abbattuto l'onere di risolvere il problema del distanziamento e della prevenzione, con l'enorme sforzo organizzativo e professionale dell'Amministrazione scolastica  e dei docenti.

Si sono rivoluzionati tutti gli spazi disponibili, misurando e controllando per garantire il massimo di presenze possibili; si sono scaglionati gli ingressi degli studenti, ridotti i giorni di didattica in presenza per ogni classe, spezzate le classi fra presenza e distanza, complicando la didattica e moltiplicando la preparazione e lo svolgimento delle verifiche; si sono strutturati gli orari più volte, con una complessità micidiale, elaborati ed applicati nuovi protocolli operativi e nuove procedure.

Tutto questo per ritornare dopo poco alla Didattica a distanza!

Se nello scorso anno scolastico, quando l’emergenza sanitaria ha colto tutti alla sprovvista, la Didattica a distanza ha rappresentato l’unico modo per garantire il diritto all’istruzione, a diversi mesi da allora le scuole hanno sperato di poter utilizzare una  Didattica integrata tra presenza e distanza, proprio perché la DaD ha rivelato  tutti i suoi limiti, e ciò a prescindere dall’innegabile impegno dei docenti nel formarsi ed attrezzarsi adeguatamente.

E’ un dato di fatto che la DaD in molti casi non ha funzionato, tanto più considerando che gli adolescenti hanno bisogno di relazioni vere, confronto educativo diretto, riferimenti certi nella scansione del tempo da dedicare alla scuola, allo studio e alle attività ricreative, per loro altrettanto essenziali.

La durata delle lezioni a distanza è stata necessariamente ridotta  e, di conseguenza, gli obiettivi formativi e i programmi didattici sono stati spesso ridimensionati, finendo di fatto per penalizzare ulteriormente un percorso di formazione già accidentato.

Ora che il Governo annuncia la ripresa della didattica in presenza (nonostante la pandemia sia purtroppo ancora in pieno corso) assistiamo all'imposizione da parte della Prefettura dell’assurda fascia oraria dalle 10 alle 15, che non tiene conto della fisiologia dell'apprendimento e della docenza, della logistica dei fuori sede (per le destinazioni di montagna non saranno tra l’altro previste corse supplementari!), dell'organizzazione familiare dei lavoratori e degli alunni.

Le ricadute di questa decisione, tanto irragionevole quanto unilaterale, sullo stile di vita dei ragazzi e delle loro famiglie e sull’equilibrio psico-fisico degli studenti stessi, appaiono evidenti a chiunque abbia esperienza di adolescenti e dinamiche di apprendimento. Ancora più gravi si prospettano le ripercussioni sul percorso di inclusione degli alunni disabili, i più colpiti da questi lunghi mesi di Didattica a distanza.

Tutto questo perché in sei mesi nella Provincia di Modena, per altro non così diversa dalle altre per conformazione ed estensione territoriale, e nemmeno svantaggiata dal punto di vista economico, non si sono potenziati sufficientemente i trasporti né si sono garantiti adeguati spazi alle scuole.

Ancora una volta si è scelta una più comoda soluzione di facciata che non mette al centro gli studenti e  la scuola, realtà decisiva per il presente e per il futuro della nostra Provincia e di tutto il Paese, ma crea più problemi di quanti ne risolva.

 


Per garantire sicurezza ed efficacia all’azione formativa della scuola,

CHIEDIAMO

- che non si adotti l'orario 10,00-15,00, in considerazione delle gravi ripercussioni che tale orario avrebbe sulla didattica, sulla organizzazione delle scuole e sulla vita di alunni, famiglie e lavoratori del comparto scuola;

- che sia incrementata la spesa relativa al miglioramento dei mezzi di trasporto, al fine di avere nel più breve tempo possibile un ampliamento del numero dei mezzi stessi ed un adeguamento del numero delle corse e degli orari alla emergenza che stiamo vivendo;

-  che, se persistono le attuali condizioni, le scuole non optino per il 75% di didattica in presenza, provvedimento non sostenibile, che comporterebbe lo stravolgimento dell'orario scolastico e non diminuirebbe in modo significativo il flusso di studenti sui mezzi pubblici.

 


Da ultimo,

ma non per importanza, ci auguriamo che il confronto su materie di primaria importanza quali la scuola possa avvenire attraverso il coinvolgimento di tutti le componenti che in essa vivono, lavorano, apprendono, poiché questa ci sembra l'unica strada ragionevole e percorribile per contribuire a formare i futuri cittadini.