RISPETTO E PARITÀ DI TRATTAMENTO PER I PRATICANTI AVVOCATI!

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RISPETTO E PARITÀ DI TRATTAMENTO PER I PRATICANTI AVVOCATI:

In attesa dell’agognata riforma, incombe sulla categoria dei praticanti avvocati l’incubo della sessione d’esame 2020-2021.

Per tutte le altre professioni, MIUR e Ministero del Lavoro hanno previsto - in deroga - che lo svolgimento dell’esame di abilitazione avvenisse con una sola prova orale. Di conseguenza, ai giovani professionisti, esclusi i praticanti avvocati, è stata garantita la possibilità di accedere al mondo del lavoro.

Il Bando per l'esame d'avvocato, invece, si limita a rinviare ad un futuro DM che dovrebbe disciplinare le modalità concrete di svolgimento dell’esame.

Alla luce del peggioramento della situazione e della proroga dello stato di emergenza, risulta difficile – se non impossibile – immaginare un ordinario svolgimento delle prove scritte a dicembre. Di conseguenza, in mancanza di previsioni di modalità alternative di svolgimento, per l'esame d'avvocato, l'unica soluzione sarà quella di rinviare a data da definirsi. Se non si prevederà una prova orale sostitutiva della prova scritta, non ci sarà certezza di poter sostenere l'esame almeno fino all'arrivo di un vaccino.

La soluzione deve essere quella di conformarsi alle altre professioni, alle posizioni di MIUR e Ministero del Lavoro.

D'altronde si tratta di un esame di abilitazione allo svolgimento di una libera professione, non di un concorso pubblico.

I praticanti avvocati non chiedono scorciatoie, ma meritano parità di trattamento.

Si richiede che per la sessione 2020, l’esame di abilitazione consista nella sola prova orale.

Ecco la lettera destinata al Ministero, al CNF e ai gruppi parlamentari, disponibile qui

Il Comitato per l'Esame d'Avvocato:  https://www.facebook.com/ComitatoEsameAvvocato  

Link-Coordinamento Universitario:               

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