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Il problema

Considerato che:
la Costituzione Italiana afferma il DIRITTO NON NEGOZIABILE DEL MINORE AD ESSERE EDUCATO ALL'INTERNO DELLA FAMIGLIA e consegna allo Stato il compito di intervenire a sostegno delle famiglie in difficoltà (articoli 30 e 31)
e
l’istituto dell’affidamento è regolato della legge n.184 del 1983 (modificata dalla legge n. 149 del 2001) “Diritto del minore ad una famiglia” e dal Libro Primo del Codice Civile, che individuano i presupposti per l’attuazione del DIRITTO DI OGNI BAMBINO DI CRESCERE IN UNA FAMIGLIA, prioritariamente la propria, e assegnano allo Stato, alle Regioni e agli Enti locali il compito di sostenere i nuclei familiari in difficoltà, al fine di prevenire l’abbandono.
Inoltre
La Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia approvata nel 1989 È STATA RICONOSCIUTA DALL’ITALIA con la legge n.176 del 1991 che stabilisce la famiglia come nucleo fondamentale della società e ambiente naturale per la crescita e il benessere di tutti i suoi membri e in particolare dei bambini e dei ragazzi, riconoscendo altresì che il bambino, per il pieno e armonioso sviluppo della sua personalità, deve crescere in un ambiente familiare, in una atmosfera di felicità, di amore e comprensione.

Richiediamo provvedimento D'URGENZA del Ministero della Giustizia atto a determinare
RAPIDO accertamento di TUTTI I CASI NAZIONALI di affidamento temporaneo,
al fine di CONSENTIRE IL RITORNO DEI MINORI NELLE LORO FAMIGLIE
LADDOVE SI RISCONTRINO PROVVEDIMENTI AVVERSI AL DIRITTO DEL MINORE.

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Francesco CattaniPromotore della petizione

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