SCUOLA: che cosa accadrà a settembre? Facciamo due calcoli.


Per la ripresa della frequenza scolastica, le linee guida del Comitato Tecnico Scientifico del Ministero dell’Istruzione suggeriscono di dimezzare le classi in modo da garantire la necessaria distanza interpersonale tra gli studenti.
Agli stessi risultati (ma in minore tempo) sarebbe arrivato chiunque, - compreso il sottoscritto che non è uno scienziato e che ha lanciato la petizione nella prima settimana di maggio e anticipato il problema del dimezzamento delle classi ad aprile -, se avesse studiato gli articoli scientifici internazionali (circa 10) disponibili nei principali motori di ricerca.
Dopo avere correttamente affermato che è necessario dimezzare le classi, gli esperti hanno proposto due soluzioni (le stesse che ho indicato nella petizione NODidatticaMISTA firmata da 24.000 genitori): reperire ampi spazi per garantire agli studenti della stessa classe la scuola in presenza e/o assumere quasi il doppio dei docenti e del personale ATA per organizzare i doppi turni: metà classe la mattina e metà il pomeriggio.
Poiché entrambe le soluzioni costano e lo Stato non vuole spendere, gli esperti hanno proposto ore di 40 minuti e ingressi scaglionati.
Al di là della considerazione che le ore di 60 minuti si riducono fisiologicamente a 50 tra appello e gestione del gruppo classe, perché i nostri figli devono subire questa massiccia contrazione delle ore di istruzione? Inoltre gli ingressi scaglionati sono certamente possibili se la scuola ha pochi studenti e molti ingressi. Negli altri casi che cosa potrebbe accadere?
Facciamo una simulazione con una scuola di 300 studenti e un ingresso.
Il primo studente della prima metà classe entra alle 08.00 mentre l’ultimo, dell’ultima metà classe, 45 minuti dopo (se prevediamo tre minuti di intervallo, dalla strada all’aula, per comporre ogni gruppo classe di 8/9 unità). Se la scuola ha invece due ingressi, il tempo è forse dimezzato.
Comunque, come farà il personale (ipotizziamo 4 operatori per scuola) a gestire, anche sotto il profilo della procedura sanitaria (mascherine, gel, etc), gli ingressi scaglionati (e poi le uscite), i bagni (che devono essere sanificati, - forse igienizzati? - dopo ogni utilizzo) e gli spazi comuni? E come faranno i genitori a incastrare i loro impegni di lavoro con i turni di ingresso (e poi uscita) a scuola dei figli? Uno alle 08.00 e l’altro ad esempio alle 08.45?
Ma al di là di questo problema forse risolvibile, il punto è un altro: la metà classe che non va scuola dove andrà, che cosa farà?
Riprendiamo i calcoli.
5 ore, in media, di lezione al giorno per un totale di 200 minuti (ore da 40 minuti).
Abbiamo risparmiato 100 minuti al giorno, circa un’ora e mezza.
Quindi la prima metà classe farà lezione dalle ore 8.00 sino alle ore 11.20 circa (5 ore da 40 minuti). A quel punto dopo avere sanificato o igienizzato le aule, i nuovi ingressi riprenderanno alle ore 13.00 perché l’ultima metà classe del primo turno uscirà alle 12.05 circa. Ma chi farà lezione dalle 13.00 alle 16.20 (o 17.05 circa, se consideriamo che l’ultima metà classe entrerà alle ore 13.45)?
Il monte ore dei docenti e del personale ATA è stabilito dal contratto di assunzione e non può essere giustamente modificato.
Ecco la soluzione: DAD PER TUTTI.
Se non si investe denaro per reperire il doppio dei docenti che garantiscono il doppio turno, la metà classe che non andrà a scuola rimarrà a casa con la didattica a distanza.
Non ci sono alternative.
Ecco perché bisogna firmare la petizione. Per sollecitare il Governo a compiere importanti investimenti nella scuola.
Ultimo punto: è gravissimo che sino a oggi questa battaglia sia stata sostenuta dal sottoscritto, qualche genitore, qualche docente e qualche intellettuale tra cui Recalcati e Cacciari.
I sindacati? I docenti? Sono loro che devono contrattare con il Governo. Finalmente ieri almeno i Sindacati si sono risvegliati. Speriamo che ora anche i docenti si facciano sentire.
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