NO ALLA CHIUSURA DELLE SCUOLE E ALLA DIDATTICA MISTA (metà a scuola, metà a casa).

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PREMESSA.

Dalla lettura dei principali quotidiani nazionali sembrerebbe che la decisione del Ministero dell’Istruzione di riaprire le scuole a settembre con la didattica mista poggi sul documento presentato il 22 aprile 2020 dal Comitato degli esperti che consiglia le necessarie strategie per evitare di aumentare il numero di contagi e di ricoveri in terapia intensiva.

Premesso che la letteratura scientifica evidenzia che:

1)    si potrebbe verificare una seconda ondata con esiti ancora più gravi se non si testa la popolazione con il tampone, non si tracciano i contatti e non si trattano le persone positive, aumentando i posti letto in terapia intensiva e prevedendo spazi alternativi all’abitazione familiare per la quarantena;

2)    la sola chiusura delle scuole può prevenire il 2-4% dei decessi ed è improbabile che sia una misura efficace se gli studenti continuano a frequentare i coetanei fuori casa;

si osserva che è necessario sostenere la frequenza scolastica a scuola con un piano di prevenzione e contrasto al Covid 19 rivolto all’intera popolazione.
La politica della prudenza, basata unicamente su mascherine, guanti, distanza interpersonale e sanificazione, diventa una strategia inefficace se non è sostenuta da un serio progetto sanitario.

Inoltre, in assenza di considerevoli investimenti economici non si possono neanche trovare soluzioni alternative alla chiusura delle scuole e alla didattica a distanza. Per individuare o costruire ampi spazi in cui gli studenti possono svolgere le loro lezioni mantenendo la distanza di sicurezza e per assumere nuovi docenti e personale ATA che garantiscono i doppi turni per singola classe (metà la mattina, l’altra metà il pomeriggio), bisogna reperire in tempi brevissimi il denaro necessario.

Considerando che dall’istruzione delle nuove generazioni dipende il futuro della nostra nazione, è inaccettabile che si valutino strategie di risparmio economico quando si parla dell’educazione dei nostri figli.

 

Proposte.

 

A - LE SCUOLE E IL CONTESTO DI RIFERIMENTO

1)    Investire sul modello “Testare, Tracciare e Trattare” al fine di considerare la scuola all’interno di un più ampio progetto sanitario rivolto all’intera popolazione.

2)    Non generalizzare il pericolo, stimandolo sui dati provenienti dalla regione/provincia/città più colpita dal virus ma valutarlo in concreto sulle caratteristiche della specifica realtà territoriale. Adattare pertanto le future misure sanitarie (ad esempio, chiusura scuole, lockdown, divieto di uscita dal Comune di residenza, etc) alle caratteristiche del territorio per quanto riguarda il numero di contagi/decessi.

a)    In moltissimi paesi e città del territorio nazionale in cui non ci sono stati contagi e la natalità è bassissima, - al punto che non si possono formare le classi della scuola primaria ma è necessario organizzare le pluriclassi con bambini tra i 6 e i 10 anni che frequentano la stessa aula -, le scuole sono state chiuse. Ugualmente è accaduto per le pluriclassi della scuola secondaria di primo grado (11-13 anni);

b)    Perché bisogna considerare il piccolo paese di provincia allo stesso modo della grande metropoli o della città in cui ci sono stati numerosi contagi e decessi?

c)    In tutte queste situazioni perché gli studenti, a settembre, dovrebbero andare a scuola a giorni alterni?

 

B - ORGANIZZAZIONE SCOLASTICA

3)    Modificare la struttura organizzativa delle scuole:

a)    prevedere gli ingressi e le uscite scaglionate;

b)    vietare ai genitori di entrare dentro la scuola;

c)    all’ingresso termoscanner e personale formato per la misurazione della temperatura (uno degli indicatori dell’insorgenza del Covid 19). Lavaggio delle mani;

d)    eliminare pause collettive come la ricreazione, il pranzo e le assemblee scolastiche per organizzarle in forma scaglionata;

e)    prevedere i doppi turni (metà classe la mattina e metà classe il pomeriggio). Per realizzare questo punto il Ministero dell’Istruzione deve assumere nuovi docenti e personale ATA;

f)      individuare ampi spazi, se la scuola frequentata non è idonea, in cui gli studenti possono svolgere le lezioni. Per realizzare questo punto il Ministero dell’Istruzione deve trovare spazi (civili e militari) da devolvere alle scuole e riqualificare le scuole che sono state dimesse per via del decremento della popolazione scolastica;

g)    igienizzare gli spazi (aula, bagni, palestre, altri spazi comuni) prima e dopo ogni lezione e/o ingresso.

 

4)    Docenti e personale ATA:

a)    assunzione di nuovi docenti e personale ATA per fare fronte ai doppi turni, utilizzando le graduatorie dei concorsi già espletati o altre liste disponibili;

b)    prestare attenzione all’età dei docenti al fine di prevedere incarichi congrui con il rischio di infezione, calcolato per specifico territorio in cui ha sede la scuola.

c)    evitare il più possibile il pendolarismo dei docenti che hanno cattedre in scuole ubicate in paesi/città differenti.

N.B: b+c: azioni particolarmente complesse che dovrebbero essere comunque valutate.

 

5)    Modificare la struttura logistica dei trasporti casa-scuola-casa:

a)    implementare il numero di bus per il trasporto degli studenti e prevedere la loro sanificazione dopo ogni viaggio;

b)     misurare la temperatura (termoscanner) prima dell’ingresso nel bus e mascherine obbligatorie all’interno per studenti, eventuali accompagnatori e autista;

 

6)    Responsabilizzare le famiglie:

a)    le mascherine e il gel per le mani devono essere forniti dai genitori degli studenti. In difetto lo Stato e gli Enti Locali si impegnano a intervenire nei casi di nuclei familiari con comprovati problemi economici;

b)    i genitori ricordano ai figli che non devono scambiare con altri compagni e/o amici bottigliette d’acqua e merende.

 

C - SCUOLA PRIMARIA

7)    Modello unico 24 ore settimanali:

a)    passare dai modelli di organizzazione della didattica che prevedono 27, 30 e 40 ore settimanali al monte orario minimo di 24 ore settimanali per tutte le scuole primarie. In questo modo è possibile organizzare lo sdoppiamento delle classi (metà degli studenti la mattina, metà il pomeriggio) mantenendo lo stesso numero, o quasi, di docenti già in organico, integrando eventualmente l’insegnamento delle educazioni con il supporto di esperti esterni ;

b)    prevedere  finanziamenti, per la realizzazione di progetti specifici da parte di esperti, che integrino l’offerta formativa della scuola per la musica, l’arte, lo sport;

c)    prevedere l’assunzione di nuovo personale ATA;

 

D - SPERIMENTAZIONE MAGGIO E GIUGNO 2020

8)    Avviare nei mesi di maggio e giugno, concordando con i responsabili regionali del MIUR, la sperimentazione dell’apertura delle scuole nelle realtà meno colpite dai contagi e dai decessi per mettere a punto il protocollo di sicurezza.

 

Grazie

Luca Pisano, papà di un bambino di 5 anni.
Il mio lavoro, in qualità di psicologo psicoterapeuta, è aiutare le famiglie.

in collaborazione con genitori e docenti che hanno partecipato alle attività informative online.