Cambiate con urgenza le multe sugli assegni NON TRASFERIBILI

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La trappola delle maxi-sanzioni disposte con il decreto legislativo 21/11/2007, n. 231, modificato ed integrato dal decreto legislativo 25/05/2017  n. 90, ha colpito in pochi mesi migliaia di correntisti bancari e postali che, in piena buona fede, hanno emesso un assegno superiore a 1.000 euro, anche di pochi centesimi, e si ritrovano a pagare multe fino a 50  mila euro comminate dal Nucleo antiriciclaggio del Mef (Ministero dell’Economia).

Fino al luglio scorso, quando è entrato in vigore il Decreto legislativo, chi per dimenticanza non ha apposto la dicitura “Non trasferibile” su un assegno è incorso in una multa con pagamento in forma ridotta pari al 2% del valore. Quindi 30 euro per un assegno di 1.500 euro. Da allora la nuova sanzione amministrativa pecuniaria è stata postata a 3 mila-50 mila euro (minimo e massimo) in capo sia al traente sia al beneficiario, cioè chi paga e chi incassa. Una multa oblabile pagando entro 60 giorni dal ricevimento dell’avviso il doppio del minimo edittale. Ossia 6 mila euro anche qui a testa, sia per chi emette l’assegno sia per il beneficiario.

Il D.Lgs. è volto alla prevenzione dell’utilizzo fraudolento del sistema bancario, per fini di antiriciclaggio dei proventi di attività criminose. Ma la sanzione non distingue! Un correntista che paga con assegno un familiare, per l’acquisto dell’auto, per lavori in casa, per una vacanza, si trova equiparato a un riciclatore a causa di una mera dimenticanza. Cioè non aver scritto “non trasferibile” su un vecchio assegno richiesto quando ancora le banche non avevano l’obbligo di stampigliare la dicitura. E quasi tutti hanno in casa un vecchio blocchetto da tempo nel cassetto.

Per questo chiediamo al Governo e al Mef di cambiare il sistema delle sanzioni, con effettivo retroattivo, che devono essere proporzionali, commisurate all’entità della violazione, quando sia evidente la finalità lecita del pagamento e la buona fede del traente e del beneficiario.

Lo ripetiamo: è equo che chi incorre in una banale disattenzione venga multato per un minimo di 6 mila euro (3 mila chi emette l’assegno, 3 mila chi lo incassa anche se non è stato girato) o debba ricorrere all’oblazione di 12 mila euro (6 mila più 6 mila) al fine di evitare sanzioni maggiori qualora faccia un pagamento legittimo a un familiare o a un terzo? Magari di soli 1.000 euro più pochi centesimi?

Il Mef cambi con urgenza le sanzioni.

Per seguire lo sviluppo della vicenda o entrare in contatto con chi è già stato sanzionato seguiteci sulla pagina facebook "MAXI sanzione per assegno privo del non trasferibile". 

 



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