Regole più severe per il Porto d'Armi ad uso Caccia


Regole più severe per il Porto d'Armi ad uso Caccia
Il problema
Ogni anno in Italia centinaia di persone rimangono uccise o ferite nei cosiddetti "incidenti di Caccia" e milioni di animali rimangono uccisi in battute effettuate con modalità, in luoghi o periodi non consentiti.
Questi problemi ci sono ormai noti da decenni ma nulla sembra arginarli nelle fondamenta. Urgono dunque interventi radicali per evitare che milioni di esseri senzienti (uomini e animali) rischino inutilmente la vita a causa dei suddetti "incidenti" o di vere violazioni della legge.
L'uso delle armi da fuoco in generale, e nello specifico quello per l'esercizio della attività venatoria, va regolamentato più di quanto oggi lo sia, con leggi che vanno dalle restrizioni e le punizioni con rilevanza penale alla sensibilizzazione e alla prevenzione per un cambio a breve e lungo termine dalla caccia di quantità a quella di qualità.
Chiediamo dunque, al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio, ai ministri dell'ambiente e della salute, coscienza della drammatica situazione, e che prendano in seria considerazione le seguenti proposte in materia di regolamentazione della attività venatoria:
- Esami e certificazioni mediche approfondite al momento della richiesta di porto d'armi (prelievi del sangue e consultaziome psicologica) da rinnovare a cadenza semestrale o quadrimestrale
- Potenziamento dell'apparato di Vigilanza ambientale (Carabinieri Forestali, Compagnie Barracellari, e Volontari di Protezione Civile e/o Guardie Zoofile) appositamente formato per la prevenzione e il contrasto dei reati e violazioni dell'ordinamento giuridico in materia di caccia.
- Introduzione del porto d'armi a Punti, con perdita dei punteggi variabile a seconda dell'illecito commesso
- Maggiori controlli con test antialcool e droga, pena sospensione o sequestro del porto d'armi in caso di positività.
- Pene maggiori per quanti vengono sorpresi colpevoli in recidiva.
- Pene diversificate con vero e proprio reinserimento sociale, ovvero volontariato in associazioni di difesa degli animali o di salvaguardia ambientale.
- Coaudivazione fra Stato ed enti locali per il monitoraggio costante di flora e fauna vessati da fenomeni metereologici estremi (incendi e alluvioni) per la sospensione o la restrizione della attività di caccia.
Nella speranza che le suddette richieste vengano visionate e prese in esame, ci auguriamo che i decisori prendano quanto prima posizione su un argomento di rilevanza nazionale come questo preso in esame.

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Il problema
Ogni anno in Italia centinaia di persone rimangono uccise o ferite nei cosiddetti "incidenti di Caccia" e milioni di animali rimangono uccisi in battute effettuate con modalità, in luoghi o periodi non consentiti.
Questi problemi ci sono ormai noti da decenni ma nulla sembra arginarli nelle fondamenta. Urgono dunque interventi radicali per evitare che milioni di esseri senzienti (uomini e animali) rischino inutilmente la vita a causa dei suddetti "incidenti" o di vere violazioni della legge.
L'uso delle armi da fuoco in generale, e nello specifico quello per l'esercizio della attività venatoria, va regolamentato più di quanto oggi lo sia, con leggi che vanno dalle restrizioni e le punizioni con rilevanza penale alla sensibilizzazione e alla prevenzione per un cambio a breve e lungo termine dalla caccia di quantità a quella di qualità.
Chiediamo dunque, al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio, ai ministri dell'ambiente e della salute, coscienza della drammatica situazione, e che prendano in seria considerazione le seguenti proposte in materia di regolamentazione della attività venatoria:
- Esami e certificazioni mediche approfondite al momento della richiesta di porto d'armi (prelievi del sangue e consultaziome psicologica) da rinnovare a cadenza semestrale o quadrimestrale
- Potenziamento dell'apparato di Vigilanza ambientale (Carabinieri Forestali, Compagnie Barracellari, e Volontari di Protezione Civile e/o Guardie Zoofile) appositamente formato per la prevenzione e il contrasto dei reati e violazioni dell'ordinamento giuridico in materia di caccia.
- Introduzione del porto d'armi a Punti, con perdita dei punteggi variabile a seconda dell'illecito commesso
- Maggiori controlli con test antialcool e droga, pena sospensione o sequestro del porto d'armi in caso di positività.
- Pene maggiori per quanti vengono sorpresi colpevoli in recidiva.
- Pene diversificate con vero e proprio reinserimento sociale, ovvero volontariato in associazioni di difesa degli animali o di salvaguardia ambientale.
- Coaudivazione fra Stato ed enti locali per il monitoraggio costante di flora e fauna vessati da fenomeni metereologici estremi (incendi e alluvioni) per la sospensione o la restrizione della attività di caccia.
Nella speranza che le suddette richieste vengano visionate e prese in esame, ci auguriamo che i decisori prendano quanto prima posizione su un argomento di rilevanza nazionale come questo preso in esame.

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I decisori
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Petizione creata in data 11 dicembre 2017