Vittoria

Regole più severe per il Porto d'Armi ad uso Caccia

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Ogni anno in Italia centinaia di persone rimangono uccise o ferite nei cosiddetti "incidenti di Caccia" e milioni di animali rimangono uccisi in battute effettuate con modalità, in luoghi o periodi non consentiti. 

Questi problemi ci sono ormai noti da decenni ma nulla sembra arginarli nelle fondamenta. Urgono dunque interventi radicali per evitare che milioni di esseri senzienti (uomini e animali) rischino inutilmente la vita a causa dei suddetti "incidenti" o di vere violazioni della legge. 

L'uso delle armi da fuoco in generale, e nello specifico quello per l'esercizio della attività venatoria, va regolamentato più di quanto oggi lo sia, con leggi che vanno dalle restrizioni e le punizioni con rilevanza penale alla sensibilizzazione e alla prevenzione per un cambio a breve e lungo termine dalla caccia di quantità a quella di qualità. 

Chiediamo dunque, al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio, ai ministri dell'ambiente e della salute, coscienza della drammatica situazione, e che prendano in seria considerazione le seguenti proposte in materia di regolamentazione della attività venatoria: 

  1. Esami e certificazioni mediche approfondite al momento della richiesta di porto d'armi (prelievi del sangue e consultaziome psicologica) da rinnovare a cadenza semestrale o quadrimestrale
  2. Potenziamento dell'apparato di Vigilanza ambientale (Carabinieri Forestali, Compagnie Barracellari, e Volontari di Protezione Civile e/o Guardie Zoofile) appositamente formato per la prevenzione e il contrasto dei reati e violazioni dell'ordinamento giuridico in materia di caccia. 
  3. Introduzione del porto d'armi a Punti, con perdita dei punteggi variabile a seconda dell'illecito commesso
  4. Maggiori controlli con test antialcool e droga, pena sospensione o sequestro del porto d'armi in caso di positività. 
  5. Pene maggiori per quanti vengono sorpresi colpevoli in recidiva. 
  6. Pene diversificate con vero e proprio reinserimento sociale, ovvero volontariato in associazioni di difesa degli animali o di salvaguardia ambientale.
  7. Coaudivazione fra Stato ed enti locali per il monitoraggio costante di flora e fauna vessati da fenomeni metereologici estremi (incendi e alluvioni) per la sospensione o la restrizione della attività di caccia. 

Nella speranza che le suddette richieste vengano visionate e prese in esame, ci auguriamo che i decisori prendano quanto prima posizione su un argomento di rilevanza nazionale come questo preso in esame. 

 

 



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