Petition updateMINERALI CLANDESTINI Campagna per la tracciabilità dei mineraliIMPORTANTE!!!! fino a domattina sollecitazione a europarlamentare Cicu
Minerali ClandestiniItaly
May 19, 2015 — Aggiornamento: Importanti sviluppi a Strasburgo!! Ogni singolo voto conterà! Per tutti quelli che hanno ancora energia, fino a domani (la votazione si svolgerà a mezzogiorno) ogni minuto e ogni persona conta! Alcuni parlamentari pensano che dando obbligatorietà alla certificazione danneggino le piccole aziende... ma non è così. Le piccole aziende sarebbero più tutelate! perchè non potrebbero, come le grandi, farsi una propria catena di approvvigionamento. Mancano pochi voti, E' IMPORTANTE CHE TUTTI FACCIANO PRESSIONE SUI PARLAMENTARI EUROPEI soprattutto su Salvatore Cicu: email: salvatore.cicu@europarl.europa.eu bozza di testo: Onorevole Cicu, ho saputo delle sue osservazioni di ieri mattina sui minerali da zone in conflitto; condivido la sua opinione che solo un regolamento che è fattibile e proporzionato alle Piccole e medie industrie può essere efficace. Sono comunque molto preoccupato e credo che un certificato e un marchio volontari, che attualmente il suo partito sta supportando, di fatto non supporterà le PMI ma le penalizzerà. Le grandi aziende hanno sostenuto questo approccio volontario nel corso degli ultimi mesi, mentre le PMI hanno più volte sostenuto un approccio vincolante basato sull'idea di 'responsabilità comune ma differenziata'. Le allego alcune dichiarazioni delle PMI a titolo informativo. Spero sinceramente che prenderà in considerazione le informazioni sottostanti e che possa riconsiderare la propria posizione per sostenere la posizione delle PMI-friendly proposta da altri parlamentari, tra cui quella indicata questa mattina da Louis Michel, presidente della il gruppo ACP (AM 155). La ringrazio per l'attenzione. Cordiali saluti ........ PMI informazioni di base Nel corso dei negoziati che hanno portato alla Guida OCSE, le piccole e medie imprese hanno più volte sottolineato l'importanza di garantire uno standard che loro possano soddisfare. Volevano evitare l'ennesimo standard di settore che può essere rispettato dalle grandi aziende, ma che si rivela troppo gravosi per le PMI. Nel dibattito in corso questo è un punto molto critico, in quanto la Commissione europea intende adottare forti incentivi per far rispettare il sistema, se rimane volontario. Se il sistema di certificazione non sarà progettato in modo da permettere alle PMI di partecipare, saranno escluse dal mercato degli appalti pubblici, per loro redditizio e importante. La Guida OCSE affronta questa sfida impegnativa chiedendo alle PMI di intraprendere solo sforzi ragionevoli e di pubblicare tali informazioni. Non vi è alcun obbligo per loro di tenere traccia dei loro prodotti o della catena di approvvigionamento, non hanno alcun obbligo di monitorare il paese d'origine delle loro risorse nè di riferirne ad altri nè di essere controllati o certificati. Inoltre, l'OCSE propone che le aziende che lavorano nell'ambito del settore delle alleanze industriali possano unire i loro sforzi in modo da ridurre i costi complessivi. Le grandi aziende, d'altra parte, possono aderire stabilendo le cosiddette "filiere chiuse", dove possono controllare l'intera catena di fornitura. Questa modalità è efficace ma troppo gravosa per le PMI. Inoltre le grandi aziende possono usufruire di incentivi, come l'accesso agli appalti pubblici, mentre le PMI non possono. Calcoli da parte dell'OCSE e di altre autorità mostrano chiaramente che le PMI possono beneficiare delle informazioni integrate. Queste permettono ai soggetti più piccoli di tracciare il minerale semplicemente chiedendone la provenienza alla società da cui acquistano, invece di dover controllare l'intera catena di approvvigionamento. Ma questo prevede che tutte le aziende si adeguino all'obbligo. Le norme volontarie creano inefficienze di mercato che penalizzano i più piccoli attori. Inoltre, l'idea attuale di applicare il regolamento solo per l'industria dei minerali e metalli europee, penalizza ulteriormente le PMI europee che formano oltre il 90% dei clienti del settore. Non saranno in grado di riferirsi ad altre fonti di importazione, a causa dei costi di transazione più elevati. Di conseguenza, l'industria dei minerali e metalli europee rischia di diventare meno competitiva. Inoltre, lasciando scoperto il mercato delle importazioni di prodotti finali, all'UE mancherebbe la possibilità di regolare e controllare i concorrenti delle PMI europee.
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