Meta Business Suite è rotto. È ora di ricostruirlo.

Firmatari recenti
Laura De Benedetto e altri 19 hanno firmato di recente.

Il problema

Siamo social media manager, freelance, consulenti e agenzie digitali. Ogni giorno gestiamo la presenza online di decine di aziende italiane attraverso Meta Business Suite. E ogni giorno perdiamo ore, ore fatturabili, ore di strategia, ore di creatività, a combattere con una piattaforma che sembra progettata per ostacolare il nostro lavoro, non per supportarlo.

Questa non è una critica a Meta in quanto tale. È una richiesta precisa: che uno strumento professionale funzioni come tale.

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1. Post e Reel che spariscono senza lasciare traccia
I contenuti programmati non vengono pubblicati. Nessun errore, nessuna notifica, nessun alert. Semplicemente non appaiono. Lo scopriamo ore dopo, quando l'engagement è già perso e il cliente chiede spiegazioni. Un problema che si ripete da anni, segnalato da migliaia di professionisti, mai risolto.

2. Un'interfaccia che trasforma ogni operazione semplice in un labirinto
Troppi passaggi obbligatori, funzioni nascoste, logiche di navigazione che cambiano senza preavviso. Chi gestisce dieci account contemporaneamente perde ogni giorno decine di minuti solo per orientarsi. Minuti che si accumulano in ore, in giorni, in settimane di lavoro sottratto alla qualità del servizio.

3. Commenti, DM e storie: ancora un cantiere aperto
Gestire la community da desktop è lento e macchinoso. Le storie non si gestiscono fluidamente. Rispondere a un commento o a un messaggio privato, operazioni che dovrebbero richiedere secondi, diventano procedure complicate. Il risultato è una community management peggiore, con ricadute dirette sulla reputazione dei clienti.

4. Sospensioni automatiche a cascata, senza preavviso e senza supporto umano
Quando un account viene disabilitato, spesso per ragioni opache o per errore, si bloccano a cascata pagine, account pubblicitari e asset di clienti completamente estranei al problema. Gli appelli vengono gestiti da sistemi automatici che rispondono con messaggi preconfezionati inutili. Non esiste un canale per parlare con una persona. Per un freelance o un'agenzia può significare perdere anni di lavoro in un giorno, senza avere nessun interlocutore a cui rivolgersi.

5. Un supporto tecnico che non esiste
I ticket si chiudono da soli. I chatbot non risolvono nulla. Non c'è un canale dedicato ai professionisti che gestiscono asset di terzi. Il tempo che potremmo dedicare a strategia e creatività viene bruciato nel troubleshooting tecnico di problemi che Meta dovrebbe risolvere alla radice.

6. Un sistema di permessi instabile che mette a rischio gli asset dei clienti
Le strutture di Business Manager si rompono, i ruoli si perdono, gli accessi si revocano senza che nessuno abbia fatto nulla. Chi lavora per conto di altri non può permettersi strumenti inaffidabili: ne va della fiducia professionale e, spesso, dei contratti.

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Quello che chiediamo a Meta non sono funzionalità nuove. Chiediamo che quelle esistenti funzionino.

Nel dettaglio:

- Notifiche di errore in tempo reale per ogni contenuto non pubblicato
- Un'interfaccia riprogettata secondo standard UX moderni
- Un canale di supporto umano dedicato ai professionisti e alle agenzie
- Un processo di appello trasparente ed equo per le sospensioni
- Un sistema di permessi stabile che protegga gli asset dei clienti

Meta ha le risorse per costruire uno strumento degno di questo nome. Manca la volontà. Più siamo, più forte è la voce.

avatar of the starter
Antonio PenninoPromotore della petizione

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Il problema

Siamo social media manager, freelance, consulenti e agenzie digitali. Ogni giorno gestiamo la presenza online di decine di aziende italiane attraverso Meta Business Suite. E ogni giorno perdiamo ore, ore fatturabili, ore di strategia, ore di creatività, a combattere con una piattaforma che sembra progettata per ostacolare il nostro lavoro, non per supportarlo.

Questa non è una critica a Meta in quanto tale. È una richiesta precisa: che uno strumento professionale funzioni come tale.

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1. Post e Reel che spariscono senza lasciare traccia
I contenuti programmati non vengono pubblicati. Nessun errore, nessuna notifica, nessun alert. Semplicemente non appaiono. Lo scopriamo ore dopo, quando l'engagement è già perso e il cliente chiede spiegazioni. Un problema che si ripete da anni, segnalato da migliaia di professionisti, mai risolto.

2. Un'interfaccia che trasforma ogni operazione semplice in un labirinto
Troppi passaggi obbligatori, funzioni nascoste, logiche di navigazione che cambiano senza preavviso. Chi gestisce dieci account contemporaneamente perde ogni giorno decine di minuti solo per orientarsi. Minuti che si accumulano in ore, in giorni, in settimane di lavoro sottratto alla qualità del servizio.

3. Commenti, DM e storie: ancora un cantiere aperto
Gestire la community da desktop è lento e macchinoso. Le storie non si gestiscono fluidamente. Rispondere a un commento o a un messaggio privato, operazioni che dovrebbero richiedere secondi, diventano procedure complicate. Il risultato è una community management peggiore, con ricadute dirette sulla reputazione dei clienti.

4. Sospensioni automatiche a cascata, senza preavviso e senza supporto umano
Quando un account viene disabilitato, spesso per ragioni opache o per errore, si bloccano a cascata pagine, account pubblicitari e asset di clienti completamente estranei al problema. Gli appelli vengono gestiti da sistemi automatici che rispondono con messaggi preconfezionati inutili. Non esiste un canale per parlare con una persona. Per un freelance o un'agenzia può significare perdere anni di lavoro in un giorno, senza avere nessun interlocutore a cui rivolgersi.

5. Un supporto tecnico che non esiste
I ticket si chiudono da soli. I chatbot non risolvono nulla. Non c'è un canale dedicato ai professionisti che gestiscono asset di terzi. Il tempo che potremmo dedicare a strategia e creatività viene bruciato nel troubleshooting tecnico di problemi che Meta dovrebbe risolvere alla radice.

6. Un sistema di permessi instabile che mette a rischio gli asset dei clienti
Le strutture di Business Manager si rompono, i ruoli si perdono, gli accessi si revocano senza che nessuno abbia fatto nulla. Chi lavora per conto di altri non può permettersi strumenti inaffidabili: ne va della fiducia professionale e, spesso, dei contratti.

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Quello che chiediamo a Meta non sono funzionalità nuove. Chiediamo che quelle esistenti funzionino.

Nel dettaglio:

- Notifiche di errore in tempo reale per ogni contenuto non pubblicato
- Un'interfaccia riprogettata secondo standard UX moderni
- Un canale di supporto umano dedicato ai professionisti e alle agenzie
- Un processo di appello trasparente ed equo per le sospensioni
- Un sistema di permessi stabile che protegga gli asset dei clienti

Meta ha le risorse per costruire uno strumento degno di questo nome. Manca la volontà. Più siamo, più forte è la voce.

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I decisori

Mark Zuckerberg
Mark Zuckerberg
CEO di Meta
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Petizione creata in data 18 marzo 2026