Petition updateRivogliamo il Comandante BARBATOAUGURI DI NATALE SENZA LA RIFORMA DELLA POLIZIA LOCALE
Ruggero CazzanigaMilano, Italy
19 Dec 2019

AUGURI DI NATALE SENZA LA RIFORMA DELLA POLIZIA LOCALE
Di
Antonio Barbato

Con la passata legislatura (il primo Governo Conte per intenderci), quando due forze politiche (Lega e M5s), avevano inserito nel contratto di governo anche la riforma della legge 65/86 sullo status della polizia locale, non lo nego, avevo tirato un sospiro di sollievo.
Finalmente, mi dicevo, dopo circa trent’anni, qualcuno aveva deciso di regolamentare, attualizzare, riformare, la polizia locale italiana, il vero baluardo della sicurezza di prossimità. 
A quei tempi, molti di voi lo ricorderanno, anche i più scettici, si sentiva il fermento della politica decisa a “fare qualcosa” per regolamentare quella materia. A seguire erano state promulgate azioni concrete che si erano manifestate con incontri tra Governo, sindacati e associazioni di categoria. Poi i lavori parlamentari. Tutti erano sintonizzati sulla stessa onda positiva, compreso il Parlamento Europeo!
Caduto il primo Governo Conte, la riforma della polizia locale sembra essere letteralmente sparita dall’agenda del nuovo Governo Conte, portando via con sé le speranze di 60.000 operatrici e operatori italiani che, ogni giorno, cercano, con tutti gli “strumenti” a loro disposizione, di garantire la civile convivenza alle proprie comunità locali!
Parlando di “strumenti” a disposizione delle polizie locali mi riferisco a quelli legislativi (senza una riforma seria la polizia locale è azzoppata); a un contratto specifico che determini, una volta per tutte, la differenza sostanziale tra chi opera in questo settore e il resto dei dipendenti degli enti locali; a coperture assicurative adeguate; alla dotazione di strumenti di autotutela utili; alla possibilità di consultare in autonomia le banche dati (SDI in particolare); al ricambio generazionale con l’assunzione di agenti senza vincoli determinati dalle varie finanziarie (la sicurezza si garantisce con la presenza di operatori proattivi sul territorio); a una dotazione operativa moderna, efficiente (centrali di ultima generazione, videosorveglianza attiva, intelligenza artificiale, strumenti tecnologici, etc.). 
Tutto questo per cosa? Per garantire la sicurezza ai nostri concittadini!
Per i Vigili del Fuoco si è trovata una soluzione, per la polizia locale no…
Premesso che all’attuale Governo va un plauso per avere “sistemato” la questione “Vigili del Fuoco” che, oggettivamente gridava vendetta a Dio, per come sono stati trattati e sfruttati questi eroici operatori negli ultimi anni, senza che nessuno si curasse delle loro sacrosante rivendicazioni, però, mi permetto sommessamente di rammentare al Presidente della Repubblica e agli attuali rappresentanti del Governo italiano che, due anni or sono, circa 13 mila persone, agenti e ufficiali della polizia locale italiana, donne e uomini che servono quotidianamente lo Stato, indossando una divisa, avevano indirizzato, proprio a Sergio Mattarella, e ad alcuni esponenti del Governo allora in carica, una petizione che era il frutto di una raccolta di firme effettuata sulla piattaforma Change. Org. 
La petizione chiedeva, a gran voce, che gli attori coinvolti, si adoperassero per il superamento della legge 65/86 sul riordino delle funzioni della polizia locale.
Dai nostri interlocutori mai nessun cenno, nessuna risposta! Soltanto la cartolina della ricevuta di ritorno della raccomandata inviata al Quirinale, firmata da un funzionario addetto alla raccolta della posta.
Un atteggiamento del genere, francamente, non se lo aspettavano, come persone, come professionisti al servizio della collettività, come esseri umani!
Care istituzioni, tredicimila operatori di polizia locale che chiedono di essere ascoltati non sono il nulla! 
Sono tredicimila famiglie, con figli e genitori, con amici e parenti, tutti informati delle condizioni in cui gli operatori della sicurezza urbana, quelli che devono garantire la sicurezza dei propri concittadini, sono costretti a lavorare, subendo umiliazioni quotidiane per il mancato riconoscimento del proprio ruolo (a volte impiegati a volte poliziotti a seconda della convenienza), senza tutele come, al contrario, accade per i colleghi maggiormente blasonati (riconoscimento della causa di servizio, dell’istituto della vittima del dovere, del prepensionamento in caso di patologie derivanti dal servizio, etc.).
Anche per questo Natale, nulla sotto l’albero… 
Care istituzioni, i firmatari di questa petizione, nella speranza che ci ascoltiate, che agiate nell’interesse di tutta la cittadinanza italiana, e che ci diate almeno alcune delle risposte che ormai attendiamo da oltre trent’anni, vi augurano comunque un buon Natale e un felice anno nuovo.

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