Petition updateRivogliamo il Comandante BARBATOLettera che sarà inviata al Presidente della Repubblica dal Cav. Dott. Antonio Barbato

Ruggero CazzanigaMilano, Italy

3 May 2018
TESTO DELLA LETTERA CHE TRA UNA SETTIMANA SARÀ SPEDITA AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA...
Al Presidente della Repubblica Italiana
Sergio Mattarella
OGGETTO: RICHIESTA D’INCONTRO A SEGUITO DI PETIZIONE FIRMATA DA OLTRE 10.600 OPERATORI DELLA POLIZIA LOCALE ITALIANA.
Illustrissimo Presidente della Repubblica,
il sottoscritto Antonio Barbato (già Comandante della Polizia Locale di Milano), insieme al sig. Ruggero Cazzaniga (promotore dell’iniziativa), supportati da numerose associazioni e amministratori delle pagine Facebook di categoria, nelle ultime sei settimane hanno lanciato una petizione on-line (su Change.Org) a carattere nazionale, che ha raccolto più di 10.600 firme da parte degli operatori della polizia locale di varie città italiane, nella quale si chiede la modifica della legge 7.3.1986, n. 65 (Legge quadro sull’ordinamento della Polizia Municipale).
La modifica della norma in oggetto, come illustrato nella petizione, è un'esigenza sentita da tutti gli operatori della polizia locale d'Italia per diverse ragioni, in particolare perché la legge non è più al passo coi tempi e, negli ultimi anni, è stata foriera di interpretazioni che hanno prodotto distorsioni evidenti su status, ruolo e tutele degli operatori.
Ad avviso dei firmatari (operatori di polizia locale, ufficiali, comandanti dei corpi), occorre una riforma profonda della norma. Da molti anni alcuni sindacati, membri del Parlamento e consigli regionali, hanno proposto modifiche della legge 65/86, senza però ottenere risultati significativi, ed è per questo motivo che chiediamo un Suo autorevole intervento, al fine di definire un percorso, iniziato e mai concluso, di equità e giustizia nei confronti di una categoria che con grande professionalità ha garantito, e continua a garantire, la civile convivenza tra i cittadini nei comuni italiani, attraverso un costante presidio di prossimità, visibile e concreto, nonostante non siano assicurate pari tutele e condizioni di lavoro tra operatori di polizia locale e operatori delle forze dell’ordine. Sono tanti i nostri colleghi che, quotidianamente, subiscono infortuni in servizio e, purtroppo, sono stati molti coloro che addirittura hanno perso la vita per fare rispettare le leggi dello Stato. Questo elevato tributo di sangue deve essere certamente considerato un alto esempio di abnegazione, ma anche un necessario, serio e incondizionato spunto di riflessione sul ruolo che svolgono oggi gli operatori della polizia locale in Italia.
Di recente poi, alla luce del decreto legge 20 febbraio 2017 n. 14, convertito con modificazioni dalla legge 18 aprile 2017, n. 48, recante “Disposizioni urgenti in materia di sicurezza delle città”, che ha introdotto nuove misure volte a potenziare l’intervento degli enti territoriali e delle forze di polizia nella lotta al degrado delle aree urbane, nella prospettiva di un efficace coordinamento di azioni integrate tra i soggetti coinvolti a vario titolo (tra questi i corpi di polizia locale) se possibile, i problemi invece di diminuire sono aumentati, perché gli operatori di polizia locale sono stati impiegati in attività di ordine pubblico e di lotta al terrorismo. A fronte di queste nuove incombenze non sono state previste però adeguate tutele legislative, contrattuali, organizzative e operative.
Sul fronte legislativo, come già scritto, la legge 65/86 non ha subito alcuna modifica; sul fronte contrattuale la polizia locale è rimasta ancorata al contratto degli enti locali, pertanto, attualmente gli operatori sono a tutti gli effetti impiegati comunali; sul piano organizzativo ogni ente decide in autonomia cosa fare o non fare, senza che vi sia una linea di continuità e di contiguità, senza attuare procedure condivise e uniformi; sul piano operativo rimane ancora irrisolto il tema dell’utilizzo pieno delle banche dati SDI e AFIS, tuttora a solo appannaggio delle forze dell’ordine. Un tema molto sentito quello delle banche dati dagli operatori delle polizie locali italiane, in quanto l’impossibilità di accedervi a pieno titolo è deleterio sotto l’aspetto operativo, perché dilata illogicamente i tempi di un intervento (la polizia locale per consultare SDI e AFIS deve rivolgersi agli altri corpi di polizia), è potenzialmente pericoloso perché nel caso di accertamenti su persone sottoposte a misure cautelari o di prevenzione, ricercate per reati gravi, evase dagli arresti o comunque pericolose, attendere gli esiti di un accertamento sottoposto a vari passaggi (telefonata, richiesta, attesa risposta etc.) può risultare molto rischioso per la propria e altrui incolumità, soprattutto quando i controlli sono effettuati in strada. Modificare la legge 65/86 è necessario perché le evidenti disparità tra operatori e le relative ambiguità prodotte dal mancato riordino delle attività di polizia locale, anche alla luce del contesto storico e delle normative vigenti (che hanno determinato un disallineamento tra una legge che ormai ha superato i trent’anni di vita e le normative emanate successivamente), producono un clima di incertezza e confusione tra i cittadini italiani, che non riescono a comprendere quale sia la differenza tra un agente di polizia locale e un agente della polizia di stato, chiedendo ad entrambi pressoché le stesse prestazioni. A reclamare sempre di più l’impiego degli operatori della polizia locale italiana vi è poi anche la Magistratura, alla quale i corpi di polizia locale sono assoggettati funzionalmente. Infatti, molti agenti e ufficiali di polizia locale prestano abitualmente il proprio servizio presso le procure italiane e, con deleghe ad hoc, svolgono indagini e attività alla stessa stregua dei propri colleghi delle forze dell’ordine, persino fuori dal proprio ambito territoriale di competenza.
Come vede, sono molte le questioni da risolvere al fine di garantire in modo più organico e logico l’impiego degli operatori della polizia locale italiana, che hanno il diritto di ottenere uno status definito della propria professione, per evitare storture ormai evidenti. A tale proposito basti rilevare che se durante un concerto in una qualsiasi piazza italiana, a seguito di una calca improvvisa, venissero travolti e feriti un agente della polizia di stato e uno della polizia locale, che stanno svolgendo il medesimo servizio, il poliziotto avrebbe diritto alla pensione privilegiata, l'agente di polizia locale no.
Signor Presidente, è giunto il momento di fare una scelta tra due sole opzioni possibili: avere a disposizione agenti di polizia locale a tutto tondo, come accade in altre nazioni nelle quali questi operatori, pur con le proprie specificità e competenze, hanno diritto alle stesse tutele riservate alle forze dell’ordine, ovvero optare per il definitivo collocamento degli operatori di polizia locale nel ruolo di impiegati comunali, con tutte le implicazioni che ciò comporta. Le due opzioni insieme non sono più contemplabili. A sostenerlo non siamo solo noi ma anche l’Unione Europea che attraverso il Presidente della Commissione per le Petizioni del Parlamento Europeo ha investito l’Italia, con una nota trasmessa il 1/2/2018, della risoluzione del problema, rilevando che “è evidente che l’ordinamento della polizia locale italiana risulta discriminatorio rispetto agli altri operatori in divisa e rischia di comportare anche pregiudizio all’interesse nazionale” e ancora “La questione della mancata equiparazione della polizia locale alle altre forze di polizia interferisce pesantemente con le attività degli operatori e con le loro prerogative”
Presidente, qualsiasi percorso si dovesse intraprendere rimangono comunque alcune importanti questioni da risolvere, tra queste, a solo titolo d’esempio, il riconoscimento del lavoro usurante, perché lavorare in strada e in divisa, di giorno e di notte, il sabato e la domenica, le feste comandate, affrontare quotidianamente intemperie e situazioni di pericolo costante, non è come prestare la propria opera allo sportello del servizio anagrafe di un comune.
Signor Presidente, come potrà notare da queste poche righe e da questi piccoli esempi, la polizia locale italiana ha bisogno di risposte concrete dalle Istituzioni. Pertanto, Le chiedo un incontro, insieme a una minuta delegazione composta da coloro che hanno promosso la petizione per la modifica della legge 65/86, firmata da più di 10.000 operatori della polizia locale italiana (allegata in file su cd) che ci hanno conferito il mandato di illustrarLe più approfonditamente la tematica in oggetto, al fine di trovare una soluzione legislativa e di buon senso, nell'interesse supremo della collettività tutta.
4 maggio 2018
Con osservanza e immensa stima, Le porgo cordiali saluti
Antonio Barbato
https://www.change.org/p/sergio-mattarella-riforma-della-polizia-locale-italiana
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