Petition updateRivogliamo il Comandante BARBATOLettera al signor Sindaco tratta dal "comitato verità e giustizia per Antonio Barbato "Facebook

Ruggero CazzanigaMilano, Italy
Feb 15, 2018
A BEPPE SALA - LETTERA APERTA DI UN VECCHIO VIGILE URBANO AL PIU’IMPORTANTE SINDACO D’ITALIA…
Di
Antonio Barbato
La lettera aperta che segue, indirizzata al Sindaco di Milano Beppe Sala, seppure assemblata dal sottoscritto, è il frutto di frasi, battute, considerazioni di decine delle migliaia di colleghi della polizia locale di tutta Italia, ma anche di cittadini comuni che, in questi mesi dall’inizio delle mie dimissioni forzate dal ruolo di Comandante della Polizia Locale di Milano, hanno espresso sul mio profilo FB e su quello del Comitato Verità e Giustizia per Antonio Barbato. E’ un documento molto suggestivo, oserei definire politico, che vi chiedo di leggere per intero prima di commentare e poi di diffondere a tutti i sindaci italiani. Grazie
Egregio Signor Sindaco di Milano,
sono solo un vecchio Ghisa che, da quasi 160 anni, lavora incessantemente sulle strade di questa bella città, anche quando il freddo entra così tanto nelle ossa da farmi tremare o il caldo mi trasforma in un cencio da dover strizzare. Sono uno di quelli che, con il proprio lavoro e con il proprio impegno quotidiano, contribuisce a rendere più bella e più sicura Milano.
Signor Sindaco, uomo importante e potentissimo, abituato a scrutare l’orizzonte dei tuoi “possedimenti”, come fa un Principe dall’alto della torre di un castello - quindi con occhio saggio indubbiamente, illuminato certamente, però forse anche un po’ distante e un po’ distratto - come accennavo Signor Sindaco, non dimenticare mai che senza il mio lavoro, la mia fatica, il mio impegno, quello del mio amico tranviere, del mio amico spazzino, del mio amico panettiere, del mio amico barista, del mio amico tassista, saresti poca cosa…
Forse, e te lo dico sommessamente, ogni tanto dovresti abbassare il tuo sguardo regale, scendere dal tuo scranno olimpico, o da quelli che di volta in volta occupi quando presenzi alle opere alla Scala, alle cene in Galleria con Cracco, alle sfilate di moda con Armani, alle inaugurazioni delle varie manifestazioni e fiere del libro, del design, del food, quando parli di start up, della bontà di portare a Milano l’EMA, quando cerchi di convincerci a scoperchiare i Navigli… scendere, come dicevo, da tutti quei comodi troni per entrare in contatto con noi “umani”, per ascoltare da vicino ciò che noi pensiamo di alcune scelte che hai fatto, che stai facendo e che farai. Magari potremmo anche esserti di giovamento, non si sa mai!
Caro Sindaco, con questa lettera voglio solo portarti alla ragione, fare in modo che tu ti renda conto dei danni che, volontariamente o involontariamente, stai procurando al mio lavoro, quello che appunto svolgo incessantemente da circa 160 anni, da quando esisto in questa città, prima da Sorvegliante Urbano, poi da vigile urbano, oggi da agente della polizia locale, da sempre orgogliosamente Ghisa!
Vedi caro Sindaco, ho passato un bel po’ della mia vita tra strade, incroci e marciapiedi, indossando la mia divisa con orgoglio e camminando a piedi. Ho fornito più informazioni io alle genti che la Treccani nozioni agli studenti… ho fatto attraversare la strada a tanti di quei bambini che nemmeno più ricordo, sono entrato nelle loro classi per insegnargli le regole del codice, l’educazione civica, ad amare e rispettare la città… sono intervenuto su tanti incidenti quanti sono gli alberi di un bosco e, purtroppo, certe notti sono andato nelle case di mamme e papà assonnati ad annunciare che i loro figli non sarebbero mai più tornati, perché persi tra un sorriso, uno sballo da ragazzi, la musica del tempo, e un auto lanciata a velocità troppo elevata.
Sono lo stesso “Vigile” che ogni giorno controlla bar e ristoranti perché la gente che si siede a consumare un frugale pasto, durante frenetiche giornate di lavoro, non debba ricorrere alle cure di un pronto soccorso.
Sono sempre io, quello che ha sventato un furto o una rapina, ha evitato uno stupro, ha fermato dei Writers che imbrattavano i muri di una casa da signori, la carrozza di un treno della metro, el Domm de Milan!
Lo stesso “Vigile”, caro Sindaco, al quale chiedi ogni giorno di allontanare il venditore abusivo dal mercato, il posteggiatore abusivo davanti l’ospedale, al quale chiedi di arrestare il truffatore di anziani che si spaccia per un controllore del gas o della luce, di liberare la casa popolare occupata da un abusivo, lo stesso che tutte le notti fai vagare per le Colonne di San Lorenzo, la Darsena, l’Arco della Pace e Brera, per mettere d’accordo chi si vuole divertire e chi vuole dormire…
Sono quello che ha garantito che manifestazioni come quella che hai gestito tu, o altri prima di te, in questi quasi 160 anni che il mio Corpo esiste, si svolgessero regolarmente! A tale proposito te ne rammento alcune succedutesi solo negli ultimi anni: le visite di due Papi, l’Expo (che senza il nostro contributo determinante non avresti mai potuto realizzare), ASEM, i vari Giri d’Italia, le maratone, i concerti in piazza Duomo, la finale della Champions League… Sono lo stesso al quale, in questo particolare momento storico, chiedi anche di fare i controlli antiterrorismo, di contrastare la violenza su donne e minori, di arrestare assassini e spacciatori, trafficanti di uomini donne e bambini, di garantire la mia presenza nei quartieri, nei locali, nelle aule dei tribunali, e quante altre cose ancora che, probabilmente, nemmeno tu sai…
Caro Sindaco, sono “l’Agente di Polizia Locale o Municipale – vedi tu come mi vuoi chiamare” finito in ospedale perché investito da un’auto in corsa che ho cercato di fermare dopo che aveva travolto un pedone, perché accoltellato in volto da un ladro che mi ha ferito mentre lo arrestavo, perché mi ha sparato un rapinatore in fuga, sono lo stesso che hanno ucciso e trascinato in strada con la propria bicicletta, quello che è saltato in aria con le bombe della mafia, sono sempre io, sono sempre quella divisa, uomo o donna che sia, agente o ufficiale, giovane o anziano, sono sempre io…
Mi hai riconosciuto? Bene!
Visto che per qualche istante mi concederai la tua regale attenzione, ti pongo alcuni quesiti con preghiera di fornire a me e ai miei colleghi una risposta che sia degna della nostra umana comprensione:
Perché hai permesso che un assessore alla Sicurezza come Carmela Rozza che tu hai nominato e potevi destituire, rovinasse il nostro Corpo, il nostro lavoro quotidiano con iniziative estemporanee, degne in alcuni casi delle migliori tradizioni circensi, non certo del buon nome di Milano?
Perché hai permesso che un Comandante amato come Antonio Barbato venisse cacciato per biechi interessi politici e, contestualmente, hai permesso che un signore che tutti noi Ghisa di Milano facciamo fatica a chiamare Comandante, senza che possedesse specifiche competenze o capacità particolari, lo sostituisse, senza colpo ferire, come se uno valesse l’altro?
Non ti rendi conto che il Corpo è morto, senza entusiasmo e motivazioni, senza iniziativa, si è spento perché lo hai lasciato nelle mani di chi non lo ama, non ha interesse ad amarlo e a farlo funzionare?
Non ti rendi conto che in un istante, con quella scelta, immotivata, ingiusta e arrogante, tu e la Rozza, avete distrutto la nostra storia, il nostro orgoglio, il nostro morale, la nostra grande e indiscussa professionalità, la nostra voglia di lavorare per il bene comune?
Ci ricorderemo di voi per sempre, non perché ci avete trattati come dei reietti, dei mentecatti, dei buoni a nulla indegni di ogni considerazione… No signor Sindaco, ma per avere fatto tutto questo con la leggerezza di chi non ha a cuore le sorti della città che a noi la storia ha affidato!
“Nobis Urbem Commendant”, questo è il nostro motto: “A noi affidano la città”.
Voi ce l’avete tolta per affidarla a chi non sa nemmeno dove si trova…
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