Lo Scudetto dell'Hockey su Ghiaccio è di chi gioca in Italia @matteorenzi, @giomalago

Il problema

Gentilissimo Presidente,

ci rivolgiamo a Lei in quanto attento appassionato di sport, ma soprattutto Delegato ad Interim al Dipartimento Affari Regionali, Autonomie e Sport per portarLa a conoscenza di una situazione paradossale che si è creata nello sport dell’hockey su ghiaccio.

Disciplina dove fin dagli anni '70 – con la complicità delle Autorità competenti – chi ne ha gestito il potere ha spesso operato in autonomia rispetto ai regolamenti sportivi vigenti e applicati nelle altre Federazioni del Paese Italia.

Veniamo al dunque.

Sicuramente l’hockey su ghiaccio, non da oggi, nel nostro Paese è stato appannaggio delle regioni alpine, con particolare riferimento all’area geografica dell’Alto Adige (o Sϋd Tirol per chi preferisce).

Un contesto atipico rispetto ad altri Paesi sportivamente evoluti dove è invece disciplina disputata e seguita su tutto il territorio, anche e soprattutto nelle grandi città, a prescindere dalle conformazioni geografiche.

Ne sono un esempio la Russia, la Germania, la Francia, la Repubblica Ceca, la Slovacchia, la Finlandia, la Svezia, la Svizzera, l’Austria, la Lettonia, la Danimarca, tanto per restare solo nella nostra Europa.

E poi sport principe in America del Nord dove la famosa Lega NHL che comprende Team di USA e Canada contende alla NBA del basket e alla NFL del football il record di sport più seguito nelle grandi metropoli, da New York a Toronto, Washington, Montreal, Ottawa, Detroit, Dallas, etc…

In Italia ciò non è mai avvenuto: se uno dei motivi principali è sicuramente la mancanza di piste di ghiaccio artificiali che ne possano consentire lo sviluppo e la diffusione in tutte le Regioni, dall’altro lato il movimento hockeistico Alto Atesino ha sempre manifestato un palese “fastidio” ad aprirsi verso “Ovest” per non dover affrontare lunghe trasferte in Veneto, Lombardia e in Piemonte, che di fatto sono state le uniche regioni extra ad essersi affacciate di tanto in tanto sulla massima scena nazionale.

Tutto ciò è stato possibile anche perché tale lobby è sempre riuscita a eleggere delle figure federali che fossero espressione delle propria volontà.

Aldilà di queste considerazioni soggettive, veniamo ora al motivo per il quale chiediamo un Suo intervento, sulla base di fatti e considerazioni OGGETTIVE.

L’antefatto, di per sé già atipico rispetto a quello che presumiamo Lei stesso pensi in tema di sport, è che da qualche anno a questa parte la squadra più rappresentativa del nostro Paese, il Bolzano, ha deciso – con l’avallo della Federazione Italiana Sport Ghiaccio – di trasferirsi nel campionato Austriaco (!!!) denominato EBEL, senza più partecipare alla serie A italiana nella quale militava.

E’ come se la Juventus, il Milan o persino la sua amata Fiorentina, un giorno decidessero di partecipare a un campionato straniero e non a quello italiano: si immagina che putiferio scoppierebbe?

Ma soprattutto, in base ai regolamenti sportivi vigenti, lo riterrebbe possibile?

In ITALIA, nell’hockey, è possibile! La FISG ha autorizzato il BOLZANO ad abbandonare l’Italia. Ma questo tutto sommato è il male minore: partecipando alla EBEL il Bolzano di fatto si è autoescluso dal partecipare al campionato per poter vincere il titolo di CAMPIONE D’ITALIA.

Saranno poi i guru del marketing a farci sapere se ha fatto bene o male; il campionato italiano in questi anni è comunque andato avanti “orfano” del team più blasonato.

Quello che invece ai nostri occhi di firmatari della PETIZIONE appare a dir poco sconcertante è il fatto che negli ultimi mesi alcune altre squadre dell’Alto Adige abbiano bussato alla stessa porta della EBEL austriaca autorizzati dalla FISG e dopo essersi sentiti rispondere "picche" in quanto rappresentavano piccoli comuni sperduti nelle Dolomiti anziché grandi centri abitati, hanno allora deciso di chiedere la partecipazione ad una Lega minore (praticamente la serie B austriaca) sempre con l’avallo della Federazione Italiana Sport Ghiaccio

Che di fatto ha quindi sancito la morte del Campionato Nazionale di serie A ITALIANO, visto che escluse le formazioni dell’Alto Adige, a giocare in serie A sarebbero rimaste al massimo due o tre squadre sparse fra Piemonte, Lombardia e Basso Veneto.

Ma questo non è ancora tutto, purtroppo: se infatti come per il Bolzano, la FISG si fosse limitata ad autorizzare la partecipazione di alcune squadre di serie A al campionato austriaco, avrebbe sicuramente fatto come “Tafazzi” auto penalizzandosi nel depauperare il patrimonio sportivo del suo massimo campionato, ma noi appassionati alla fine ce ne saremmo fatti una ragione e avremmo comunque continuato a seguire un campionato italiano disputato con le squadre italiane rimaste, comprese quelle attualmente non in serie A, sparse fra le varie regioni del Nord Italia. Un campionato sicuramente di livello tecnico più basso rispetto al passato, ma pur sempre un campionato italiano (visto che in questo Paese viviamo) che avrebbe secondo logica attribuito il titolo di campione d'Italia alla squadra vincitrice.

Invece la FISG nel ratificare il passaggio delle squadre dell’Alto Adige in Austria, ha anche deliberato che il titolo di campione d’Italia verrà assegnato con formula ancora da definirsi fra le squadre italiane che parteciperanno al campionato austriaco di serie B!

Con buona pace delle squadre italiane NON EMIGRATE che volessero disputare un campionato nazionale e a cui non verrà riconosciuto il titolo sportivo di campione d'Italia.

E' questo da un punto di vista giuridico il vero SCANDALO che si sta perpetrando in Italia con l'avallo della Federazione, del Coni e quindi anche del Suo Dipartimento allo sport: NEGARE a una qualsivoglia squadra per es. PIEMONTESE o LOMBARDA, regolarmente iscritta fino all’anno precedente al campionato di serie A, il diritto a partecipare al campionato e a lottare per il titolo di campione d’Italia non per propria rinuncia, ma perché la Federazione sportiva a cui è affiliata glielo impedisce, decidendo che il titolo italiano sarà invece appannaggio di una cerchia di Team che se lo disputeranno in funzione di un campionato che coinvolge anche squadre di altre nazioni.

Al punto che i Team del Piemonte e della Lombardia nemmeno sono stati invitati a partecipare a questo campionato in terra straniera, perché sarebbero diventati un fardello da portarsi dietro in chiave di trasferte.

Questi sono i FATTI!

Peraltro – come cita anche l’avvocato Walter Andriolo di Merano in una lettera aperta alla stessa Federazione pubblicata di recente su alcuni giornali locali - nel 2014, subito dopo la sua elezione, l’attuale presidente della Federazione Dr. Gios sostenne che nessuna squadra italiana avrebbe più potuto partecipare a un campionato estero di livello inferiore a quello della Serie A. Ed ora ha invece autorizzato la partecipazione di ben sette Team italiani alla serie B austriaca!

In sintesi:

1) Riteniamo fuori da ogni qualsiasi regolamento sportivo il fatto che il titolo di campione d’Italia di una qualsiasi disciplina possa essere assegnato ad una società nell’ambito di un campionato transfrontaliero a cui peraltro non è CONSENTITA la partecipazione di eventuali altre squadre italiane aventi diritto che volessero prendervene parte.

2) Riteniamo ancora più grave che la FISG abbia trovato terreno fertile nel Governo dello Sport, nella fattispecie il CONI, che ha autorizzato tale operazione, in profondo disprezzo a ogni principio di pari diritto a partecipare in tema di competizione sportiva.

Chiediamo pertanto che:

1)    Alla luce di quanto accaduto, palesemente non conforme al diritto e ai principi basilari dello sport e delle competizioni sportive, il Suo Dipartimento intervenga nei confronti del CONI al fine di ripristinare un regolamento sportivo che consenta ad ogni squadra italiana avente diritto, di partecipare alla competizione per il titolo di campione d’Italia nell’ambito di attività sportive che si disputino esclusivamente sul territorio NAZIONALE come avviene per TUTTI gli altri sport disciplinati dal CONI stesso, senza nessuna preclusione di natura GEOGRAFICA che possa risultare penalizzante per chi non svolge l’attività sportiva dell’hockey su ghiaccio nell’ambito dell’Alto Adige

2)    Il CONI proceda anche a un immediato commissariamento dei vertici della attuale FISG rea di un comportamento in palese violazione a ogni principio di equità sportiva e discriminante verso tutte le altre società sportive sue affiliate 

3)    Disponga la stessa Federazione che le società sportive NON partecipanti ad attività agonistica di vertice in Italia non siano più affiliate alla medesima Federazione e non possano quindi prendere parte a nessuna attività da essa organizzata, compresa quella giovanile

4)    Si assegni il titolo di campione d’Italia 2016-17 alla squadra che risulterà vincitrice del campionato nazionale di più alto livello che verrà organizzato sotto l’egida della FISG esclusivamente nell’ambito del territorio italiano

Sicuri che tutto ciò che è accaduto è stato possibile esclusivamente tenendo all’oscuro i vertici nazionali sia del Suo Dipartimento che del CONI stesso nella speranza che trattandosi di “sport minore” l’azione passasse nell’ombra, auspichiamo un Suo pronto pronunciamento sulla vicenda e parimenti una presa di posizione anche del Dott. Malagò, Presidente del Coni, che non riteniamo voglia essere complice di un'azione così scellerata come quella fatta dalla Federazione Italiana Sport Ghiaccio.

Auspichiamo altresì che tutti coloro che amano lo sport in generale e l’hockey su ghiaccio in particolare, si uniscano a sottoscrivere tale petizione aldilà della zona di residenza e prescindendo dai campanilismi di ogni sorta, affinchè questa petizione sia di monito verso chi in questi anni ha fatto di uno sport nazionale un uso quasi "privato" e sproni anche i nuovi organi federali che dovessero essere messi a dare all’Italia dell'hockey su ghiaccio una programmazione dell’attività finalmente seria, manageriale e con progetti su base pluriennale e non come accaduto finora con regolamenti e formule modificati ogni anno sulla base della convenienza dei potenti di turno e/o della lobby che li ha sostenuti.

Auspichiamo infine che i mezzi di informazione sempre molto attenti a raccontarci persino cosa avviene nei sottoscala e nel sottobosco di sport più importanti come il calcio, abbiano spazio e voglia per mantenere alta l’attenzione su questa vicenda sconcertante fino ad avvenuta risoluzione.

Nella speranza di vederLa, Presidente, insieme a noi sugli spalti di una futura gara del campionato nazionale di serie A, ad appassionarsi ad una delle discipline più avvincenti e spettacolari dello sport moderno.

Con stima,

Massimo Sainato, 

semplice appassionato di hockey su ghiaccio

avatar of the starter
TOTOFORUMPromotore della petizione
Questa petizione aveva 378 sostenitori

Il problema

Gentilissimo Presidente,

ci rivolgiamo a Lei in quanto attento appassionato di sport, ma soprattutto Delegato ad Interim al Dipartimento Affari Regionali, Autonomie e Sport per portarLa a conoscenza di una situazione paradossale che si è creata nello sport dell’hockey su ghiaccio.

Disciplina dove fin dagli anni '70 – con la complicità delle Autorità competenti – chi ne ha gestito il potere ha spesso operato in autonomia rispetto ai regolamenti sportivi vigenti e applicati nelle altre Federazioni del Paese Italia.

Veniamo al dunque.

Sicuramente l’hockey su ghiaccio, non da oggi, nel nostro Paese è stato appannaggio delle regioni alpine, con particolare riferimento all’area geografica dell’Alto Adige (o Sϋd Tirol per chi preferisce).

Un contesto atipico rispetto ad altri Paesi sportivamente evoluti dove è invece disciplina disputata e seguita su tutto il territorio, anche e soprattutto nelle grandi città, a prescindere dalle conformazioni geografiche.

Ne sono un esempio la Russia, la Germania, la Francia, la Repubblica Ceca, la Slovacchia, la Finlandia, la Svezia, la Svizzera, l’Austria, la Lettonia, la Danimarca, tanto per restare solo nella nostra Europa.

E poi sport principe in America del Nord dove la famosa Lega NHL che comprende Team di USA e Canada contende alla NBA del basket e alla NFL del football il record di sport più seguito nelle grandi metropoli, da New York a Toronto, Washington, Montreal, Ottawa, Detroit, Dallas, etc…

In Italia ciò non è mai avvenuto: se uno dei motivi principali è sicuramente la mancanza di piste di ghiaccio artificiali che ne possano consentire lo sviluppo e la diffusione in tutte le Regioni, dall’altro lato il movimento hockeistico Alto Atesino ha sempre manifestato un palese “fastidio” ad aprirsi verso “Ovest” per non dover affrontare lunghe trasferte in Veneto, Lombardia e in Piemonte, che di fatto sono state le uniche regioni extra ad essersi affacciate di tanto in tanto sulla massima scena nazionale.

Tutto ciò è stato possibile anche perché tale lobby è sempre riuscita a eleggere delle figure federali che fossero espressione delle propria volontà.

Aldilà di queste considerazioni soggettive, veniamo ora al motivo per il quale chiediamo un Suo intervento, sulla base di fatti e considerazioni OGGETTIVE.

L’antefatto, di per sé già atipico rispetto a quello che presumiamo Lei stesso pensi in tema di sport, è che da qualche anno a questa parte la squadra più rappresentativa del nostro Paese, il Bolzano, ha deciso – con l’avallo della Federazione Italiana Sport Ghiaccio – di trasferirsi nel campionato Austriaco (!!!) denominato EBEL, senza più partecipare alla serie A italiana nella quale militava.

E’ come se la Juventus, il Milan o persino la sua amata Fiorentina, un giorno decidessero di partecipare a un campionato straniero e non a quello italiano: si immagina che putiferio scoppierebbe?

Ma soprattutto, in base ai regolamenti sportivi vigenti, lo riterrebbe possibile?

In ITALIA, nell’hockey, è possibile! La FISG ha autorizzato il BOLZANO ad abbandonare l’Italia. Ma questo tutto sommato è il male minore: partecipando alla EBEL il Bolzano di fatto si è autoescluso dal partecipare al campionato per poter vincere il titolo di CAMPIONE D’ITALIA.

Saranno poi i guru del marketing a farci sapere se ha fatto bene o male; il campionato italiano in questi anni è comunque andato avanti “orfano” del team più blasonato.

Quello che invece ai nostri occhi di firmatari della PETIZIONE appare a dir poco sconcertante è il fatto che negli ultimi mesi alcune altre squadre dell’Alto Adige abbiano bussato alla stessa porta della EBEL austriaca autorizzati dalla FISG e dopo essersi sentiti rispondere "picche" in quanto rappresentavano piccoli comuni sperduti nelle Dolomiti anziché grandi centri abitati, hanno allora deciso di chiedere la partecipazione ad una Lega minore (praticamente la serie B austriaca) sempre con l’avallo della Federazione Italiana Sport Ghiaccio

Che di fatto ha quindi sancito la morte del Campionato Nazionale di serie A ITALIANO, visto che escluse le formazioni dell’Alto Adige, a giocare in serie A sarebbero rimaste al massimo due o tre squadre sparse fra Piemonte, Lombardia e Basso Veneto.

Ma questo non è ancora tutto, purtroppo: se infatti come per il Bolzano, la FISG si fosse limitata ad autorizzare la partecipazione di alcune squadre di serie A al campionato austriaco, avrebbe sicuramente fatto come “Tafazzi” auto penalizzandosi nel depauperare il patrimonio sportivo del suo massimo campionato, ma noi appassionati alla fine ce ne saremmo fatti una ragione e avremmo comunque continuato a seguire un campionato italiano disputato con le squadre italiane rimaste, comprese quelle attualmente non in serie A, sparse fra le varie regioni del Nord Italia. Un campionato sicuramente di livello tecnico più basso rispetto al passato, ma pur sempre un campionato italiano (visto che in questo Paese viviamo) che avrebbe secondo logica attribuito il titolo di campione d'Italia alla squadra vincitrice.

Invece la FISG nel ratificare il passaggio delle squadre dell’Alto Adige in Austria, ha anche deliberato che il titolo di campione d’Italia verrà assegnato con formula ancora da definirsi fra le squadre italiane che parteciperanno al campionato austriaco di serie B!

Con buona pace delle squadre italiane NON EMIGRATE che volessero disputare un campionato nazionale e a cui non verrà riconosciuto il titolo sportivo di campione d'Italia.

E' questo da un punto di vista giuridico il vero SCANDALO che si sta perpetrando in Italia con l'avallo della Federazione, del Coni e quindi anche del Suo Dipartimento allo sport: NEGARE a una qualsivoglia squadra per es. PIEMONTESE o LOMBARDA, regolarmente iscritta fino all’anno precedente al campionato di serie A, il diritto a partecipare al campionato e a lottare per il titolo di campione d’Italia non per propria rinuncia, ma perché la Federazione sportiva a cui è affiliata glielo impedisce, decidendo che il titolo italiano sarà invece appannaggio di una cerchia di Team che se lo disputeranno in funzione di un campionato che coinvolge anche squadre di altre nazioni.

Al punto che i Team del Piemonte e della Lombardia nemmeno sono stati invitati a partecipare a questo campionato in terra straniera, perché sarebbero diventati un fardello da portarsi dietro in chiave di trasferte.

Questi sono i FATTI!

Peraltro – come cita anche l’avvocato Walter Andriolo di Merano in una lettera aperta alla stessa Federazione pubblicata di recente su alcuni giornali locali - nel 2014, subito dopo la sua elezione, l’attuale presidente della Federazione Dr. Gios sostenne che nessuna squadra italiana avrebbe più potuto partecipare a un campionato estero di livello inferiore a quello della Serie A. Ed ora ha invece autorizzato la partecipazione di ben sette Team italiani alla serie B austriaca!

In sintesi:

1) Riteniamo fuori da ogni qualsiasi regolamento sportivo il fatto che il titolo di campione d’Italia di una qualsiasi disciplina possa essere assegnato ad una società nell’ambito di un campionato transfrontaliero a cui peraltro non è CONSENTITA la partecipazione di eventuali altre squadre italiane aventi diritto che volessero prendervene parte.

2) Riteniamo ancora più grave che la FISG abbia trovato terreno fertile nel Governo dello Sport, nella fattispecie il CONI, che ha autorizzato tale operazione, in profondo disprezzo a ogni principio di pari diritto a partecipare in tema di competizione sportiva.

Chiediamo pertanto che:

1)    Alla luce di quanto accaduto, palesemente non conforme al diritto e ai principi basilari dello sport e delle competizioni sportive, il Suo Dipartimento intervenga nei confronti del CONI al fine di ripristinare un regolamento sportivo che consenta ad ogni squadra italiana avente diritto, di partecipare alla competizione per il titolo di campione d’Italia nell’ambito di attività sportive che si disputino esclusivamente sul territorio NAZIONALE come avviene per TUTTI gli altri sport disciplinati dal CONI stesso, senza nessuna preclusione di natura GEOGRAFICA che possa risultare penalizzante per chi non svolge l’attività sportiva dell’hockey su ghiaccio nell’ambito dell’Alto Adige

2)    Il CONI proceda anche a un immediato commissariamento dei vertici della attuale FISG rea di un comportamento in palese violazione a ogni principio di equità sportiva e discriminante verso tutte le altre società sportive sue affiliate 

3)    Disponga la stessa Federazione che le società sportive NON partecipanti ad attività agonistica di vertice in Italia non siano più affiliate alla medesima Federazione e non possano quindi prendere parte a nessuna attività da essa organizzata, compresa quella giovanile

4)    Si assegni il titolo di campione d’Italia 2016-17 alla squadra che risulterà vincitrice del campionato nazionale di più alto livello che verrà organizzato sotto l’egida della FISG esclusivamente nell’ambito del territorio italiano

Sicuri che tutto ciò che è accaduto è stato possibile esclusivamente tenendo all’oscuro i vertici nazionali sia del Suo Dipartimento che del CONI stesso nella speranza che trattandosi di “sport minore” l’azione passasse nell’ombra, auspichiamo un Suo pronto pronunciamento sulla vicenda e parimenti una presa di posizione anche del Dott. Malagò, Presidente del Coni, che non riteniamo voglia essere complice di un'azione così scellerata come quella fatta dalla Federazione Italiana Sport Ghiaccio.

Auspichiamo altresì che tutti coloro che amano lo sport in generale e l’hockey su ghiaccio in particolare, si uniscano a sottoscrivere tale petizione aldilà della zona di residenza e prescindendo dai campanilismi di ogni sorta, affinchè questa petizione sia di monito verso chi in questi anni ha fatto di uno sport nazionale un uso quasi "privato" e sproni anche i nuovi organi federali che dovessero essere messi a dare all’Italia dell'hockey su ghiaccio una programmazione dell’attività finalmente seria, manageriale e con progetti su base pluriennale e non come accaduto finora con regolamenti e formule modificati ogni anno sulla base della convenienza dei potenti di turno e/o della lobby che li ha sostenuti.

Auspichiamo infine che i mezzi di informazione sempre molto attenti a raccontarci persino cosa avviene nei sottoscala e nel sottobosco di sport più importanti come il calcio, abbiano spazio e voglia per mantenere alta l’attenzione su questa vicenda sconcertante fino ad avvenuta risoluzione.

Nella speranza di vederLa, Presidente, insieme a noi sugli spalti di una futura gara del campionato nazionale di serie A, ad appassionarsi ad una delle discipline più avvincenti e spettacolari dello sport moderno.

Con stima,

Massimo Sainato, 

semplice appassionato di hockey su ghiaccio

avatar of the starter
TOTOFORUMPromotore della petizione

I decisori

Matteo Renzi
Ex Presidente del Consiglio dei Ministri (2014-2016)
Giovanni Malagò
Giovanni Malagò
Presidente CONI
Capo Dipartimento Sport
Capo Dipartimento Sport
Dipartimento Sport del Governo
CONI
CONI
Ufficio Presidenza
Andrea Gios
Andrea Gios
Presidente FISG

Aggiornamenti sulla petizione