

COGNOME DEI FIGLI E CONIUGI. PETIZIONE A SOSTEGNO DI UNA RIFORMA LEGISLATIVA IN MATERIA.
Il problema
IL PARLAMENTO ITALIANO SI ALLINEI CON I DETTAMI DELLA CORTE COSTITUZIONALE SUL COGNOME DEI FIGLI ED ANALOGAMENTE SUL COGNOME DEI CONIUGI. BASTA CON QUESTA DISPARITÀ' DI GENERE ANTICOSTITUZIONALE. FIRMA LA PETIZIONE SUBITO!
Chiediamo che il Parlamento italiano risponda alle recenti decisioni della Corte Costituzionale che con la nota sentenza n. 286/2016 ha dichiarato l’illegittimità costituzionale delle norme desumibili dagli artt. 237, 262 e 299 del Codice civile e consequenzialmente di altre norme dello stato civile meglio indicate in sentenza, che, allo stato attuale, impongono l’attribuzione automatica del cognome paterno ai figli, tema ripreso dalla Consulta con la recentissima ordinanza 18 /2021 sempre sulla questione di legittimità costituzionale dell’art. 262, primo comma, del codice civile.
Siamo un gruppo di donne attive da sempre nella battaglia contro la disuguaglianza di genere. Siamo operaie, professioniste, docenti, ricercatrici, politiche, casalinghe, studentesse. Siamo cittadine che desiderano sollecitare il Parlamento italiano, affinché il nostro ordinamento giuridico si allinei una volta per tutte alle norme della Costituzione italiana in tema di parità di genere e sia eliminata anche questa forma di discriminazione nei confronti della donna come indicato nella Convenzione di New York del 1979.
L’abolizione dell’automatismo del cognome del padre rappresenta lo scardinamento del principio coniato dal diritto romano del “pater familias”, tipico di una “oramai tramontata potestà maritale e sociale, non più coerente con i princìpi del nostro ordinamento in tema di eguaglianza tra uomo e donna”. Lo indica chiaramente la sentenza n. 286 del 2016 della Corte Costituzionale, che inoltre definisce le norme del Codice civile in tema di cognome paterno “un retaggio di una concezione patriarcale della famiglia, la quale affonda le proprie radici nel diritto di famiglia romanistico”. Eliminare tale automatismo è uno strumento che serve a rafforzare nei figli l'appartenenza a tutti e due genitori e alle loro storie e identità e a non occultare la donna.
Vogliamo far giungere la nostra voce in Parlamento, affinché sia calendarizzata al più presto nelle commissioni competenti la discussione e votazione del Disegno di Legge S. 170 che giace in Senato dal 2018 nonché della Proposta di Legge 106 anch’essa giacente alla Camera dei Deputati dal 2018, ultime di una lunga serie di “Proposte di Legge e Disegni di Legge” che Senatrici e Deputate delle precedenti Legislature hanno presentato nei due rami del Parlamento.
La società civile italiana non può più attendere!
Chiediamo una immediata riforma del codice civile e del diritto di famiglia in materia del cognome dei figli e del cognome dei coniugi ex art. 143 bis del codice civile (“la moglie aggiunge il cognome del marito”) come richiesto dagli stessi Disegno di Legge S. 170 e Proposta di Legge n.106, entrambe presentate nella attuale Legislatura.
Non è più tempo per il nostro Legislatore rimanere indifferente ed immobile dinanzi alle attuali decisioni della Consulta che, nella richiamata sentenza 286 del 21 dicembre 2016, ha richiesto espressamente alla Politica “un indifferibile intervento legislativo, destinato a disciplinare organicamente la materia, secondo criteri finalmente consoni al principio di parità”. Una riforma che allineerebbe finalmente l’Italia agli ordinamenti giuridici della maggior parte dei Paesi membri della Comunità europea.
Il lavoro di tante parlamentari che durante le legislature passate ed in quella corrente si sono battute per questo diritto, non può più essere disatteso!
Daniela Spinaci
Angiolina Arru
Maura Cossutta
PETIZIONE CHIUSA
Il problema
IL PARLAMENTO ITALIANO SI ALLINEI CON I DETTAMI DELLA CORTE COSTITUZIONALE SUL COGNOME DEI FIGLI ED ANALOGAMENTE SUL COGNOME DEI CONIUGI. BASTA CON QUESTA DISPARITÀ' DI GENERE ANTICOSTITUZIONALE. FIRMA LA PETIZIONE SUBITO!
Chiediamo che il Parlamento italiano risponda alle recenti decisioni della Corte Costituzionale che con la nota sentenza n. 286/2016 ha dichiarato l’illegittimità costituzionale delle norme desumibili dagli artt. 237, 262 e 299 del Codice civile e consequenzialmente di altre norme dello stato civile meglio indicate in sentenza, che, allo stato attuale, impongono l’attribuzione automatica del cognome paterno ai figli, tema ripreso dalla Consulta con la recentissima ordinanza 18 /2021 sempre sulla questione di legittimità costituzionale dell’art. 262, primo comma, del codice civile.
Siamo un gruppo di donne attive da sempre nella battaglia contro la disuguaglianza di genere. Siamo operaie, professioniste, docenti, ricercatrici, politiche, casalinghe, studentesse. Siamo cittadine che desiderano sollecitare il Parlamento italiano, affinché il nostro ordinamento giuridico si allinei una volta per tutte alle norme della Costituzione italiana in tema di parità di genere e sia eliminata anche questa forma di discriminazione nei confronti della donna come indicato nella Convenzione di New York del 1979.
L’abolizione dell’automatismo del cognome del padre rappresenta lo scardinamento del principio coniato dal diritto romano del “pater familias”, tipico di una “oramai tramontata potestà maritale e sociale, non più coerente con i princìpi del nostro ordinamento in tema di eguaglianza tra uomo e donna”. Lo indica chiaramente la sentenza n. 286 del 2016 della Corte Costituzionale, che inoltre definisce le norme del Codice civile in tema di cognome paterno “un retaggio di una concezione patriarcale della famiglia, la quale affonda le proprie radici nel diritto di famiglia romanistico”. Eliminare tale automatismo è uno strumento che serve a rafforzare nei figli l'appartenenza a tutti e due genitori e alle loro storie e identità e a non occultare la donna.
Vogliamo far giungere la nostra voce in Parlamento, affinché sia calendarizzata al più presto nelle commissioni competenti la discussione e votazione del Disegno di Legge S. 170 che giace in Senato dal 2018 nonché della Proposta di Legge 106 anch’essa giacente alla Camera dei Deputati dal 2018, ultime di una lunga serie di “Proposte di Legge e Disegni di Legge” che Senatrici e Deputate delle precedenti Legislature hanno presentato nei due rami del Parlamento.
La società civile italiana non può più attendere!
Chiediamo una immediata riforma del codice civile e del diritto di famiglia in materia del cognome dei figli e del cognome dei coniugi ex art. 143 bis del codice civile (“la moglie aggiunge il cognome del marito”) come richiesto dagli stessi Disegno di Legge S. 170 e Proposta di Legge n.106, entrambe presentate nella attuale Legislatura.
Non è più tempo per il nostro Legislatore rimanere indifferente ed immobile dinanzi alle attuali decisioni della Consulta che, nella richiamata sentenza 286 del 21 dicembre 2016, ha richiesto espressamente alla Politica “un indifferibile intervento legislativo, destinato a disciplinare organicamente la materia, secondo criteri finalmente consoni al principio di parità”. Una riforma che allineerebbe finalmente l’Italia agli ordinamenti giuridici della maggior parte dei Paesi membri della Comunità europea.
Il lavoro di tante parlamentari che durante le legislature passate ed in quella corrente si sono battute per questo diritto, non può più essere disatteso!
Daniela Spinaci
Angiolina Arru
Maura Cossutta
I decisori



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Petizione creata in data 28 aprile 2021

