Aiutiamoli: la pena di morte incombe sui due marò


Aiutiamoli: la pena di morte incombe sui due marò
Il problema
Il Governo indiano potrebbe condannare a morte i due fucilieri di Marina Latorre e Girone, incolpati di avere ucciso due pescatori e detenuti in India in attesa di essere giudicati.
Il nostro Governo non sembra in grado di evitare loro il giudizio e la eventuale pena di morte.
Sono un Ufficiale della Marina Militare in congedo. Ho giurato fedeltà alla Repubblica italiana e al Capo dello Stato nel 1958 da allievo e, successivamente, al termine dell’Accademia Navale, da Ufficiale, nel 1962 quando ho raggiunto la mia prima destinazione.
Il mio grado: Capitano di Fregata del Genio Navale; provengo dal Servizio Permanente Effettivo (S.P.E.); sono stato Sommergibilista dal 1965 al 1975 in Marina Militare e dal 1977 al 1982 presso l’allora Italcantieri, ora Fincantieri, di Monfalcone come Project Manager addetto alla costruzione ed alle prove dei Sottomarini della Classe Sauro.
Sono sempre stato convinto che è fondamentale il concetto che non è accettabile il non assumersi le responsabilità dei propri ordini e soprattutto che non è neanche assolutamente pensabile abbandonare un compagno, sia Egli Ufficiale, Sottufficiale o Marinaio che a causa di un ordine, sbagliato o meno, si trovi nei guai.
E’ sempre stato il mio credo quello che è obbligatorio venire in soccorso ai commilitoni. Non conosco personalmente Latorre e Girone, ma penso di comprendere quali siano le loro sofferenze e il loro stato d’animo nel vedersi abbandonati a loro stessi. Allo stato attuale delle notizie che si ricevono a mezzo stampa e televisione, mi sembra che l’azione di Governo sia sterile e infruttuosa.
Chiediamo un intervento più incisivo.
Ing. Giambattista Melissari
Il problema
Il Governo indiano potrebbe condannare a morte i due fucilieri di Marina Latorre e Girone, incolpati di avere ucciso due pescatori e detenuti in India in attesa di essere giudicati.
Il nostro Governo non sembra in grado di evitare loro il giudizio e la eventuale pena di morte.
Sono un Ufficiale della Marina Militare in congedo. Ho giurato fedeltà alla Repubblica italiana e al Capo dello Stato nel 1958 da allievo e, successivamente, al termine dell’Accademia Navale, da Ufficiale, nel 1962 quando ho raggiunto la mia prima destinazione.
Il mio grado: Capitano di Fregata del Genio Navale; provengo dal Servizio Permanente Effettivo (S.P.E.); sono stato Sommergibilista dal 1965 al 1975 in Marina Militare e dal 1977 al 1982 presso l’allora Italcantieri, ora Fincantieri, di Monfalcone come Project Manager addetto alla costruzione ed alle prove dei Sottomarini della Classe Sauro.
Sono sempre stato convinto che è fondamentale il concetto che non è accettabile il non assumersi le responsabilità dei propri ordini e soprattutto che non è neanche assolutamente pensabile abbandonare un compagno, sia Egli Ufficiale, Sottufficiale o Marinaio che a causa di un ordine, sbagliato o meno, si trovi nei guai.
E’ sempre stato il mio credo quello che è obbligatorio venire in soccorso ai commilitoni. Non conosco personalmente Latorre e Girone, ma penso di comprendere quali siano le loro sofferenze e il loro stato d’animo nel vedersi abbandonati a loro stessi. Allo stato attuale delle notizie che si ricevono a mezzo stampa e televisione, mi sembra che l’azione di Governo sia sterile e infruttuosa.
Chiediamo un intervento più incisivo.
Ing. Giambattista Melissari
PETIZIONE CHIUSA
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I decisori

Petizione creata in data 16 gennaio 2014