"AIUTIAMOLI!" Una proposta per aiutare cittadini e aziende in difficoltà a causa del Covid

"AIUTIAMOLI!" Una proposta per aiutare cittadini e aziende in difficoltà a causa del Covid

Il problema

Gentile Presidente del Consiglio Mario Draghi,

Se lo Stato Italiano non ha i soldi per sostenere coloro che sono in difficoltà proponiamo di decurtare di una certa quantità con una percentuale crescente proporzionale al reddito i salari mensili di tutti i Deputati e i Senatori della Repubblica Italiana e di coloro tra i dipendenti pubblici e i pensionati che hanno un accredito mensile superiore ad una soglia ingente (ad esempio 5.000 euro netti al mese relazionati al reddito familiare ISEE). La percentuale da decurtare sarà direttamente proporzionale al reddito (ad esempio 20% per i salari di 5000 euro, e fino al 50% per i salari che superano i 10.000 euro mensili), e questo finché non saremo usciti da questa crisi.

Un atto di solidarietà da parte di coloro ai quali non sono stati richiesti dei sacrifici in termini economici, e in particolare – e soprattutto – anche da parte di chi ha scelto e consigliato chi dovesse sacrificarsi, affinché si possa dare un concreto e immediato aiuto economico a coloro che in questo momento sono in gravi difficoltà economiche.

Le soglie oltre le quali effettuare i prelievi mensili e le percentuali proporzionate al reddito calcolati dagli uffici tecnici ministeriali, al fine di ricavare un appropriato gettito, non sta a noi decidere come individuarle e definirle. Ciò che per noi è importante è che venga recepito il concetto che coloro che hanno avuto delle perdite economiche non hanno nessuna responsabilità di tale perdite e per questo vanno aiutati subito, e tra questi non ci sono solo chi lavora nei settori che hanno subito la chiusura delle attività , ci sono tante imprese e partite iva che pur non avendo chiuso le porte della propria attività hanno subito forti cali di fatturato. 

Come lei ben sa gli stipendi per i salariati pubblici, lo Stato Italiano li preleva per buona parte proprio dalle tasse che pagano coloro che adesso sono in difficoltà, cioè imprenditori e i lavoratori dipendenti che ora sono in cassa integrazione (ridotta al 60%) e i disoccupati che fino a prima del Covid lavoravano e hanno perso il lavoro a causa della crisi generata dal Covid, (un milione nel 2020).

Non riteniamo sia giusto che solo una parte della popolazione debba pagare il prezzo di questa crisi, ma la nostra proposta è riferita ai soli dipendenti pubblici perché farla sul settore privato si rischierebbe di avere un effetto negativo su tutta la produttività industriale del paese ed anche perché lei come massima autorità della Stato non è il “datore di lavoro” dei dipendenti privati, ma lo è invece dei dipendenti pubblici.

Ma questo non vi impedirà di creare un fondo in cui se vorranno, i lavoratori del settore privato e anche e soprattutto le stesse imprese che non hanno risentito della crisi o che hanno avuto maggiori introiti proprio grazie al Covid potranno dare su base volontaria un proprio libero e autonomo contributo come aiuto a chi è in difficoltà.

Per quanto riguarda invece tutti i pensionati che prendono delle “superpensioni” (a prescindere che abbiamo lavorato nel pubblico o nel privato)  riteniamo sia giusto che anche loro contribuiscano con una quota perché il lock-down è stato fatto principalmente per salvaguardare loro, visto che l’età media dei decessi causati dal Covid nel 2020 (fonte Istat) è stata di 81 anni.

A coloro che considerano questa proposta ingiusta ed eccessiva, facciamo notare che se è ingiusta ed eccessiva, allora ingiusto e eccessivo è stato anche l’obbligo di chiudere solo alcune attività a causa del lock-down.

Siamo certi che i Deputati e i Senatori in primis, e tutti i dipendenti pubblici e i pensionati con un reddito netto mensile ingente, accetteranno con uno spirito di solidarietà la momentanea riduzione del loro salario al fine di aiutare i loro fratelli connazionali a risollevarsi in questo momento di difficoltà, ed evitare nel contempo che l’intera nazione  sprofondi in un baratro da cui difficilmente potrà uscirne nel breve periodo.

Noi abbiamo ancora fiducia nel grande Cuore degli Italiani!!!

Grazie per la sua attenzione.

I Firmatari
 ________________

Nota per i firmatari: Dopo aver firmato dovete aprire la e.mail inviata da change.com per confermare il vostro indirizzo e.mail, altrimenti la vostra firma non sarà conteggiata. 

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Pietro AbbondanzaPromotore della petizione
Questa petizione aveva 396 sostenitori

Il problema

Gentile Presidente del Consiglio Mario Draghi,

Se lo Stato Italiano non ha i soldi per sostenere coloro che sono in difficoltà proponiamo di decurtare di una certa quantità con una percentuale crescente proporzionale al reddito i salari mensili di tutti i Deputati e i Senatori della Repubblica Italiana e di coloro tra i dipendenti pubblici e i pensionati che hanno un accredito mensile superiore ad una soglia ingente (ad esempio 5.000 euro netti al mese relazionati al reddito familiare ISEE). La percentuale da decurtare sarà direttamente proporzionale al reddito (ad esempio 20% per i salari di 5000 euro, e fino al 50% per i salari che superano i 10.000 euro mensili), e questo finché non saremo usciti da questa crisi.

Un atto di solidarietà da parte di coloro ai quali non sono stati richiesti dei sacrifici in termini economici, e in particolare – e soprattutto – anche da parte di chi ha scelto e consigliato chi dovesse sacrificarsi, affinché si possa dare un concreto e immediato aiuto economico a coloro che in questo momento sono in gravi difficoltà economiche.

Le soglie oltre le quali effettuare i prelievi mensili e le percentuali proporzionate al reddito calcolati dagli uffici tecnici ministeriali, al fine di ricavare un appropriato gettito, non sta a noi decidere come individuarle e definirle. Ciò che per noi è importante è che venga recepito il concetto che coloro che hanno avuto delle perdite economiche non hanno nessuna responsabilità di tale perdite e per questo vanno aiutati subito, e tra questi non ci sono solo chi lavora nei settori che hanno subito la chiusura delle attività , ci sono tante imprese e partite iva che pur non avendo chiuso le porte della propria attività hanno subito forti cali di fatturato. 

Come lei ben sa gli stipendi per i salariati pubblici, lo Stato Italiano li preleva per buona parte proprio dalle tasse che pagano coloro che adesso sono in difficoltà, cioè imprenditori e i lavoratori dipendenti che ora sono in cassa integrazione (ridotta al 60%) e i disoccupati che fino a prima del Covid lavoravano e hanno perso il lavoro a causa della crisi generata dal Covid, (un milione nel 2020).

Non riteniamo sia giusto che solo una parte della popolazione debba pagare il prezzo di questa crisi, ma la nostra proposta è riferita ai soli dipendenti pubblici perché farla sul settore privato si rischierebbe di avere un effetto negativo su tutta la produttività industriale del paese ed anche perché lei come massima autorità della Stato non è il “datore di lavoro” dei dipendenti privati, ma lo è invece dei dipendenti pubblici.

Ma questo non vi impedirà di creare un fondo in cui se vorranno, i lavoratori del settore privato e anche e soprattutto le stesse imprese che non hanno risentito della crisi o che hanno avuto maggiori introiti proprio grazie al Covid potranno dare su base volontaria un proprio libero e autonomo contributo come aiuto a chi è in difficoltà.

Per quanto riguarda invece tutti i pensionati che prendono delle “superpensioni” (a prescindere che abbiamo lavorato nel pubblico o nel privato)  riteniamo sia giusto che anche loro contribuiscano con una quota perché il lock-down è stato fatto principalmente per salvaguardare loro, visto che l’età media dei decessi causati dal Covid nel 2020 (fonte Istat) è stata di 81 anni.

A coloro che considerano questa proposta ingiusta ed eccessiva, facciamo notare che se è ingiusta ed eccessiva, allora ingiusto e eccessivo è stato anche l’obbligo di chiudere solo alcune attività a causa del lock-down.

Siamo certi che i Deputati e i Senatori in primis, e tutti i dipendenti pubblici e i pensionati con un reddito netto mensile ingente, accetteranno con uno spirito di solidarietà la momentanea riduzione del loro salario al fine di aiutare i loro fratelli connazionali a risollevarsi in questo momento di difficoltà, ed evitare nel contempo che l’intera nazione  sprofondi in un baratro da cui difficilmente potrà uscirne nel breve periodo.

Noi abbiamo ancora fiducia nel grande Cuore degli Italiani!!!

Grazie per la sua attenzione.

I Firmatari
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Nota per i firmatari: Dopo aver firmato dovete aprire la e.mail inviata da change.com per confermare il vostro indirizzo e.mail, altrimenti la vostra firma non sarà conteggiata. 

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Pietro AbbondanzaPromotore della petizione

I decisori

Mario Draghi
Mario Draghi
Presidente del Consiglio dei Ministri

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