"VERITÀ PER GIULIO REGENI": lo striscione di nuovo in piazza a Treviso

0 hanno firmato. Arriviamo a 1.500.


Gentile signor Sindaco Mario Conte,

questa lettera non vuole mettersi contro corrente. Non è una lettera di opposizione fine a se stessa. Le chiediamo però di dedicarci del tempo, non solo nella lettura ma anche nel discernimento di un fatto ingarbugliato e per molti versi fuori dalla portata di tutti. Probabilmente, signor Sindaco, anche dalla sua.

Parliamo di Giulio Regeni.

Non alzi gli occhi al cielo, immaginando già “dove vuole arrivare questa gente di sinistra”. Qui non c’entrano i partiti o le ideologie. Noi, che sottoscriviamo questa lettera, siamo gente varia: liberi professionisti, lavoratori dipendenti, cassaintegrati, studenti, imprenditori, pensionati… Lei ci conosce di persona: siamo quelli che bevono lo spritz in piazza, che appendono il crocefisso nel salotto di casa, che hanno un cane di piccola taglia in appartamento; tra di noi c'è chi è appassionato di cucina e chi va in bici tutte le settimane in Restera e sul Montello. Noi siamo i Trevigiani.

La verità è un fatto complesso. Chiedere la verità è come chiedere la luna. Non sappiamo se ci sarà mai verità per Giulio Regeni. Ma a lei, signor Sindaco, oggi chiediamo di rappresentare la nostra voce esponendo un segno di rispetto per l’identità umana: anzi, per dirla tutta, per l’identità di una persona che – tra le altre cose – era anche un italiano.

Violare un corpo con la tortura significa non solo infierire con una sofferenza atroce. Significa anche annientare la sua dignità. Non significa “solo” dargli la morte, significa toglierli la vita con il martirio. Perfino Gesù, nella sofferenza della croce, nutrì dei dubbi sull’Amore del Padre: la tortura è disumana e non ci appartiene.

Non è facile tenere uno striscione appeso alla facciata di un palazzo istituzionale di Treviso. Ma un palazzo consiliare è un'emanazione dello Stato, ed affiggere quello striscione in quel luogo significa che lo Stato Italiano ha a cuore i propri giovani studenti, si prende cura di chi ha il coraggio di interrogarsi, indagare, comprendere. Simbolicamente, far scomparire quello striscione da Palazzo dei Trecento vuol dire arrendersi, affermare che l'Italia lascerà all'oblio delle coscienze l'onere della riconciliazione. Niente verrà più trovato, se si smette di cercare.

Giulio era un ricercatore e il tema su cui lavorava era l’emergenza (o l’emergere) di sindacati indipendenti in Egitto. Il suo metodo era molto simile a quello di un antropologo: la ricerca sul campo gli permetteva di entrare in stretto contatto con la popolazione locale e di ricavarne quindi “un’osservazione partecipata”. Il metodo non è nuovo. Talvolta lo usano anche i giornalisti più esigenti, che non si accontentano di scrivere un dossier restando dietro la scrivania e recuperando le fonti dai siti web. L’argomento, inoltre, è di grandissimo interesse sociale ed economico perché i sindacati, storicamente, possono svolgere un ruolo centrale nel sostituire istituzioni democratiche ai regimi autocratici.

Per noi è importante condividere con lei queste informazioni, che sicuramente conosce già, perché tenere viva l’attenzione sul “caso Regeni” significa non solo battersi per l’identità umana; non solo chiedere conto del sacrificio di un connazionale; significa proteggere - anche con la forza di un simbolo come lo striscione - il lavoro di molte persone che ricercano la verità, che si dedicano alla verità, che ci finiscono dentro fino al collo e sono pronti a tutto pur di restituircela in qualche modo: con un servizio giornalistico, con una tesi di dottorato, con un lavoro etnografico.

Ecco il significato di quello striscione: VERITÀ PER GIULIO REGENI.

Ecco perché è importante che lei, signor Sindaco, lo tenga visibile a tutti noi, gente varia, che ci facciamo distrarre facilmente dagli interessi personali, dagli affari nostri, che sicuramente non hanno nulla a che vedere con quelli economici tra l’Italia e l’Egitto.

La verità per Giulio non è un affare della famiglia Regeni: è un affare di Stato. Anche se, a proposito di verità, sarebbe giusto dire che è un affare di tutta l’Umanità.

Ma non ci fraintenda, signor Sindaco, se parliamo di Umanità. Non siamo gente di sinistra.

La ringraziamo per l’attenzione e per la sua sensibilità. Sappiamo che, come pellegrino a Santiago, ha potuto indossare le scarpe di chi cerca, in qualunque modo gli sia possibile, la Verità.



Oggi: Trevigiani per Giulio Regeni conta su di te

Trevigiani per Giulio Regeni ha bisogno del tuo aiuto con la petizione "Mario Conte: "VERITÀ PER GIULIO REGENI": lo striscione di nuovo in piazza a Treviso". Unisciti con Trevigiani per Giulio Regeni ed 1.308 sostenitori più oggi.