Fermiamo la mattanza dei cinghiali a Ceprano

Il problema

P R E M E S S O

  • che i cinghiali (Sus scrofa) non sono animali aggressivi e non sono pericolosi: si nutrono prevalentemente di bulbi, radici e frutta e non aggrediscono l'uomo. Anzi, come tutti gli animali selvatici, lo temono e lo evitano. L'unico vero pericolo per la nostra incolumità è determinato dal rischio di incidenti stradali, soprattutto notturni, legati ad incontri con il cinghiale. La questione quindi è la mancanza di rispetto dei limiti di velocità da parte dei cittadini. I cinghiali sono prevalentemente notturni o crepuscolari, soprattutto in zone fortemente antropizzate. È più facile incontrarli di notte, quando si spostano in cerca di cibo.

    Il cinghiale, di norma, tende a riprodursi di più non appena diminuisce il numero degli esemplari presenti in un habitat, quando cioè si liberano nuove "nicchie trofiche" (aree di pascolo). In pratica il tasso di natività è in funzione della quantità di cibo a sua disposizione e ovviamente meno individui ci sono e più cibo c'è a disposizione sullo stesso territorio.

    Non ha nessun senso quindi cacciare o eliminare in altro modo gli individui che osserviamo in quanto questi verrebbero immediatamente sostituiti e in maggior numero.

    Anche la rimozione in modo cruento (cattura e traslocazione) non è fattibile perché molto costosa, con efficacia limitata e inattuabile dal punto di vista legale. Essendo considerata una specie nociva, non è possibile liberare i cinghiali catturati in zone naturali o agricole. L'esperienza dimostra che l'unica soluzione per impedire ai cinghiali di penetrare nel comprensorio sarebbe quella di utilizzare recinzioni elettrificate a basso voltaggio anti-cinghiale.

    Il prof. Stefano Filacorda, docente di ecologia animale e gestione faunistica all'università di Udine, dichiara: "... che uccidere 100 esemplari di cinghiale non risolve il problema della presenza, al contrario. ....sono necessarie invece 3 condizioni: la 1a rappresenta il cibo, chi vuol dare da mangiare lo faccia lontano dalle case, in mezzo al bosco, così da allontanarli dall'area occupata; la 2a condizione è rappresentata dai piani faunistici di abbattimento: non vanno uccise le femmine conduttrici, le più esperte del branco che esercitano il controllo rigido sull'estro sessuale delle figlie e delle nipoti. Al contrario, il branco sbanderebbe e le giovani femmine rimaste senza controllo della vecchia scrofa agirebbero liberamente aumentando le nascite a dismisura; la 3a condizione è l'ambiente, ormai la città sconfina sempre più nel bosco, costituendo l'ambiente ideale per questi animali che al suo limite trovano chi li foraggia senza comprendere quale danno stanno facendo."

    Secondo l'opinione dell'etologo Prof. Paolo Zucca, docente di psicologia animale all'università di Trieste e Teramo: "...in sintesi, sparare e uccidere è inutile se non si sono messe in atto altre misure." I cinghiali non sono animali pericolosi per l'uomo. Lo dimostrano principalmente l'evidenza e le statistiche: non ci sono casi documentati di ferimenti o danneggiamento di persone da parte dei cinghiali, al contrario esistono diversi casi documentati di incidenti di caccia.

    Da questo punto di vista la pratica della caccia è più pericolosa degli animali che vuole eliminare. Non sussiste alcun motivo valido per sparare agli ungulati, se non quello di accontentare momentaneamente pochi cittadini insofferenti, incapaci di adattarsi ad una realtà naturalistica, per fortuna ancora esistente.

  • che l'ordinanza n. 3 Prot. n. 1209 del 25 gennaio 2016 non si basa affatto su un censimento del suide così come previsto dalle Linee Guida per la gestione del cinghiale (Sus scrofa);

C O N S I D E R A T O

  • che la stagione venatoria ha inizio il 21 settembre 2015 e termina il 31 gennaio 2016;

  • che soluzione come l'abbattimento e la caccia ("braccata") sono da considerarsi non idonei alla soluzione definitiva;

  • che la caccia non sembra un rimedio efficace per contrastare i danni del cinghiale all'agricoltura. Anzi, attraverso la perdita della sincronizzazione dell'estro sessuale e l'aumento della fecondità, potrebbe essere considerata una causa dei danni seri. Metodi alternativi quali recinzioni elettriche e foraggiamento dissuasivo sono molto efficaci;

  • che non è stato istituito per tempo a Ceprano un tavolo tecnico composto da persone competenti quali: responsabili dei parchi naturali limitrofi, personale del Corpo Forestale dello Stato, personale della Polizia Provinciale, associazioni e/o esperti di ambiente e fauna per sviluppare idonee strategie di contenimento e gestione del suide sia in aree protette che non.

Per tutto quanto esposto, si chiede al Sig. Sindaco del Comune di Ceprano di:

  • revocare l'ordinanza sindacale n.3 “Interventi straordinari per il controllo della fauna selvatica sul territorio comunale.”

  • istituire un tavolo tecnico composto da persone competenti, come precedentemente elencate, per discutere e affrontare con loro possibili soluzioni congrue al problema.
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Armando Di RienzoPromotore della petizione
Questa petizione aveva 1547 sostenitori

Il problema

P R E M E S S O

  • che i cinghiali (Sus scrofa) non sono animali aggressivi e non sono pericolosi: si nutrono prevalentemente di bulbi, radici e frutta e non aggrediscono l'uomo. Anzi, come tutti gli animali selvatici, lo temono e lo evitano. L'unico vero pericolo per la nostra incolumità è determinato dal rischio di incidenti stradali, soprattutto notturni, legati ad incontri con il cinghiale. La questione quindi è la mancanza di rispetto dei limiti di velocità da parte dei cittadini. I cinghiali sono prevalentemente notturni o crepuscolari, soprattutto in zone fortemente antropizzate. È più facile incontrarli di notte, quando si spostano in cerca di cibo.

    Il cinghiale, di norma, tende a riprodursi di più non appena diminuisce il numero degli esemplari presenti in un habitat, quando cioè si liberano nuove "nicchie trofiche" (aree di pascolo). In pratica il tasso di natività è in funzione della quantità di cibo a sua disposizione e ovviamente meno individui ci sono e più cibo c'è a disposizione sullo stesso territorio.

    Non ha nessun senso quindi cacciare o eliminare in altro modo gli individui che osserviamo in quanto questi verrebbero immediatamente sostituiti e in maggior numero.

    Anche la rimozione in modo cruento (cattura e traslocazione) non è fattibile perché molto costosa, con efficacia limitata e inattuabile dal punto di vista legale. Essendo considerata una specie nociva, non è possibile liberare i cinghiali catturati in zone naturali o agricole. L'esperienza dimostra che l'unica soluzione per impedire ai cinghiali di penetrare nel comprensorio sarebbe quella di utilizzare recinzioni elettrificate a basso voltaggio anti-cinghiale.

    Il prof. Stefano Filacorda, docente di ecologia animale e gestione faunistica all'università di Udine, dichiara: "... che uccidere 100 esemplari di cinghiale non risolve il problema della presenza, al contrario. ....sono necessarie invece 3 condizioni: la 1a rappresenta il cibo, chi vuol dare da mangiare lo faccia lontano dalle case, in mezzo al bosco, così da allontanarli dall'area occupata; la 2a condizione è rappresentata dai piani faunistici di abbattimento: non vanno uccise le femmine conduttrici, le più esperte del branco che esercitano il controllo rigido sull'estro sessuale delle figlie e delle nipoti. Al contrario, il branco sbanderebbe e le giovani femmine rimaste senza controllo della vecchia scrofa agirebbero liberamente aumentando le nascite a dismisura; la 3a condizione è l'ambiente, ormai la città sconfina sempre più nel bosco, costituendo l'ambiente ideale per questi animali che al suo limite trovano chi li foraggia senza comprendere quale danno stanno facendo."

    Secondo l'opinione dell'etologo Prof. Paolo Zucca, docente di psicologia animale all'università di Trieste e Teramo: "...in sintesi, sparare e uccidere è inutile se non si sono messe in atto altre misure." I cinghiali non sono animali pericolosi per l'uomo. Lo dimostrano principalmente l'evidenza e le statistiche: non ci sono casi documentati di ferimenti o danneggiamento di persone da parte dei cinghiali, al contrario esistono diversi casi documentati di incidenti di caccia.

    Da questo punto di vista la pratica della caccia è più pericolosa degli animali che vuole eliminare. Non sussiste alcun motivo valido per sparare agli ungulati, se non quello di accontentare momentaneamente pochi cittadini insofferenti, incapaci di adattarsi ad una realtà naturalistica, per fortuna ancora esistente.

  • che l'ordinanza n. 3 Prot. n. 1209 del 25 gennaio 2016 non si basa affatto su un censimento del suide così come previsto dalle Linee Guida per la gestione del cinghiale (Sus scrofa);

C O N S I D E R A T O

  • che la stagione venatoria ha inizio il 21 settembre 2015 e termina il 31 gennaio 2016;

  • che soluzione come l'abbattimento e la caccia ("braccata") sono da considerarsi non idonei alla soluzione definitiva;

  • che la caccia non sembra un rimedio efficace per contrastare i danni del cinghiale all'agricoltura. Anzi, attraverso la perdita della sincronizzazione dell'estro sessuale e l'aumento della fecondità, potrebbe essere considerata una causa dei danni seri. Metodi alternativi quali recinzioni elettriche e foraggiamento dissuasivo sono molto efficaci;

  • che non è stato istituito per tempo a Ceprano un tavolo tecnico composto da persone competenti quali: responsabili dei parchi naturali limitrofi, personale del Corpo Forestale dello Stato, personale della Polizia Provinciale, associazioni e/o esperti di ambiente e fauna per sviluppare idonee strategie di contenimento e gestione del suide sia in aree protette che non.

Per tutto quanto esposto, si chiede al Sig. Sindaco del Comune di Ceprano di:

  • revocare l'ordinanza sindacale n.3 “Interventi straordinari per il controllo della fauna selvatica sul territorio comunale.”

  • istituire un tavolo tecnico composto da persone competenti, come precedentemente elencate, per discutere e affrontare con loro possibili soluzioni congrue al problema.
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Armando Di RienzoPromotore della petizione

I decisori

Marco Galli
Marco Galli
Sindaco di Ceprano
Elisa Guerriero
Elisa Guerriero
Assessore Comune di Ceprano

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Petizione creata in data 4 febbraio 2016