Permettiamo agli insegnanti di sostegno idonei TFA 2019 di potersi specializzare

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Nelle scuole di tutta Italia cresce ogni anno la richiesta di insegnanti di sostegno specializzati, a fronte di una sempre maggiore sensibilizzazione verso i bisogni educativi e didattici dei singoli studenti con disabilità, legittimamente considerati nella peculiarità delle loro rispettive capacità e difficoltà. 

Tuttavia il reperimento di docenti specializzati non è per nulla facile né immediato

Col Decreto Ministeriale 92/2019 Il Ministero dell'Istruzione dell'Università e Ricerca ha indicato le disposizioni per attivare un nuovo ciclo della scuola di specializzazione per il sostegno didattico, allo scopo di formare i nuovi insegnanti di sostegno.      È parso sin da subito evidente che il numero di posti disponibili fosse insufficiente a colmare questa vera e propria emergenza educativa tanto che, in data 23 aprile 2019, il provvedimento cautelare del TAR del Lazio ha evidenziato la contraddittorietà determinata dalla seguente situazione: da una parte il numero eccessivamente ridotto di posti, 14.224, disponibili per la frequenza del TFA (Tirocinio Formativo Attivo) finalizzato alla specializzazione dei docenti di sostegno; dall'altra parte le effettive esigenze di personale docente di sostegno determinate dai 51.107 posti vacanti nelle scuole italiane. A seguito di questa costatazione il TAR ha ordinato al MIUR l'immediato riesame della situazione.                                           

Attualmente risulta dunque che il numero degli insegnanti specializzati in sostegno didattico non riesce a sopperire all'aumento della domanda di personale sul territorio scolastico nazionale. Il 36% degli insegnanti per il sostegno viene infatti ancora selezionato dalle liste curricolari (ultimi dati Istat, a.a. 2017/2018:  https://www.istat.it/it/files/2019/01/Alunni-con-sostegno-as-2017_18.pdf 

Quest'anno, prima di attivare i TFA (i corsi organizzati presso le università delle regioni italiane), è stato necessario selezionarne il personale idoneo alla frequenza. In tutta Italia, tra metà aprile e fine maggio 2019 si sono susseguite, regione per regione, tre prove d'esame che hanno individuato i candidati destinati a iniziare il percorso del cosiddetto TFA sostegno: un percorso a pagamento, su formazione e specializzazione in sostegno didattico, della durata di circa otto mesi.

La situazione finale, agli esiti degli esami selettivi, si è presentata più o meno simile in molte regioni, evidenziando in alcuni casi situazioni palesemente poco coerenti, che questa petizione si propone di segnalare.

La questione infatti è sorta osservando che, oltre ai docenti ammessi, molti altri candidati hanno superato con successo le tre prove e sono stati valutati come idonei. Ciononostante, i docenti idonei attualmente non possono essere ammessi ai corsi a pagamento perché il numero di posti assegnati dai relativi atenei non è sufficiente. Tali posti, è da notare, sono ovviamente distribuiti su tutti gli ordini di scuola: scuola dell'infanzia, primaria, secondaria di primo grado e secondaria di secondo grado. All'interno di ogni grado di scuola, le disponibilità per i corsi di specializzazione sono quindi ulteriormente ridotte. 

A questo punto, parrebbe opportuno e sensato aspettarsi che i docenti riconosciuti idonei nei vari atenei d'Italia possano partecipare ai corsi a pagamento del TFA. Ma, come i fatti stanno sinora dimostrando, non possiamo darlo per scontato. 

Ponendoci in rappresentanza di tutti i docenti risultati idonei al TFA Sostegno 2019, abbiamo quindi deciso di riportare tre lettere

Le prime e più recenti due lettere (I. II.), brevi e sintetiche, indirizzate all'attenzione del Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca della Repubblica Italiana Marco Bussetti, sono il frutto dell'attuale coordinamento a livello nazionale tra i docenti risultati idonei nei concorsi degli atenei italiani. Qui, espressamente ai punti 1 e 2 di ogni lettera, si chiede la garanzia per tutti i candidati risultati idonei nei diversi atenei italiani di poter essere ammessi ai corsi di specializzazione a pagamento in sostegno didattico, organizzati nelle rispettive regioni per l'anno scolastico 2019/2020

La terza lettera (III.), indirizzata in primis sempre al ministro Bussetti, descrive il caso specifico dell'Università di Torino, prendendo e illustrando così un esempio preciso, utile ed essenziale per comprendere il problema nazionale in termini concreti. Si approfondisce l'aspetto del divario tra docenti considerati idonei e posti disponibili, considerando in dettaglio anche il profilarsi di ulteriori possibili complicazioni (PAS 2019/2020), e si chiede che anche ai 228 candidati risultati idonei sia concessa la partecipazione ai corsi di specializzazione a pagamento in sostegno didattico, organizzati per l'anno scolastico 2019/2020.  

Prima di concludere vorremmo quindi riportare, a mo' d'esempio concreto del paradosso italianola situazione da cui è nata originariamente questa iniziativa.

Ogni regione gestisce l'urgenza della necessità occupazionale a modo proprio, e non senza palesi contraddizioni, determinando, in alcuni casi, circostanze di vera e propria emergenza. Tra i tanti esempi nazionali, quello della regione Piemonte rappresenta un caso limite. Citando le parole di Domenico Amoruso, segretario della Cisl Scuola del Piemonte Orientale, «In Piemonte abbiamo bisogno di oltre 7.000 insegnanti di sostegno e l’Università nella nostra regione apre il percorso di specializzazione solo per 200 posti: come la Basilicata, meno dell’Umbria e dell’Abruzzo». Amoruso ricorda che nella sola provincia di Novara il fabbisogno è di almeno quattrocento posti, il doppio quindi del numero messo a disposizione per l’intera regione, la cui popolazione è otto volte superiore a quella della regione Basilicata (da http://www.comune.torino.it/pass/informadisabile/2019/03/04/insegnanti-di-sostegno-in-piemonte-e-un-disastro/ ). Non solo: nonostante il ricco panorama universitario piemontese, la selezione del personale docente da formare e l'organizzazione dei corsi di specializzazione sono gestite dalla sola Università degli Studi di Torino. Riprendendo il parallelo di cui sopra con il contesto nazionale, in Piemonte, oltre ai 200 ammessi, altri 228 candidati hanno superato con successo le tre prove, ovvero: sono stati ritenuti idonei, così come è similmente accaduto in Toscana, Puglia, Lombardia, ecc. Tuttavia tali docenti idonei non possono essere ammessi ai corsi a pagamento perché, come già detto, il bando prevede solo 200 posti

In conclusione, come sottolineato chiaramente sin dall'inizio di questa petizione, in tutte le regioni d'Italia la domanda di insegnanti di sostegno qualificati è altissimaDi contro, sono attualmente troppo pochi i docenti che sono stati formati e si sono specializzati e sembra proprio che non si stia agendo nella giusta direzione per incrementarne debitamente il numero

Tenere questi meritevoli insegnanti nell'incerta attesa di un nuovo corso di formazione, tra uno o due anni, appare evidentemente poco ragionevole. 

Vi chiediamo per favore di dedicare ancora qualche minuto per leggere le tre lettere pubblicate qui sotto. Se vi trovate d'accordo con quanto esposto aiutateci a ottenere un risultato legittimo, firmando e condividendo questa richiesta, perché sin da ora si risolvano queste incongruenze e non abbiano a ripetersi nei prossimi anni, a discapito degli studenti, delle loro famiglie e dei sacrifici di tanti docenti motivati a fare la differenza e a garantire una presenza essenziale e necessaria in ogni grado e ordine di scuola.

Grazie

I docenti idonei IV Ciclo TFA Sostegno, in rappresentanza nazionale

 

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I.

Alla c.a. del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca

On. Marco Bussetti

 

Egregio Ministro,

siamo un gruppo di docenti, organizzati in tutta Italia, che al IV ciclo TFA Sostegno è risultato idoneo superando tutte le prove selettive di accesso. Le chiediamo di adoperarsi per garantire il nostro diritto ad essere specializzati in tempi ragionevoli, non solo nel nostro interesse ma anche della Scuola, degli allievi con disabilità e dei loro compagni, visto che ci sono oltre 50.000 cattedre prive di insegnanti specializzati.

                                              Chiediamo

la pronta predisposizione delle condizioni utili alla nostra formazione come insegnanti di sostegno didattico a tutela degli alunni con bisogni educativi speciali e dei loro compagni.

La nostra richiesta è fatta alla luce delle necessità sottolineate anche dal TAR del Lazio con il provvedimento cautelare del 23 aprile 2019, col quale ha ravvisato le incongruenze relative al numero eccessivamente ridotto di posti per la frequenza del cosiddetto TFA Sostegno rispetto alle effettive esigenze, ordinando al MIUR l'immediato riesame della situazione.

Riteniamo quindi necessario seguire una di queste possibilità:

1. Inserire in sovrannumero gli idonei del IV ciclo TFA al corso di specializzazione al sostegno, che sta partendo in questi giorni nelle varie università italiane, dando la possibilità di recuperare le eventuali poche ore perse nelle università che già hanno iniziato;

2. Inserire un emendamento al “Decreto Crescita” che preveda l’attivazione, entro il 2019, di un corso di specializzazione al sostegno riservato agli idonei del TFA Sostegno, dando alle università la possibilità di attivare i corsi anche in collaborazione con le università limitrofe, per ottimizzare la distribuzione dei docenti in formazione.

Infine, si confida che venga almeno rispettato l’articolo 4, comma 4 del DM 92/2019 e si riservino i posti agli idonei per il prossimo ciclo TFA sostegno, così da essere inseriti di diritto al V ciclo TFA sostegno.

Distinti Saluti.

Gli idonei IV Ciclo TFA Sostegno

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II.

OGGETTO: formazione docenti idonei al IV ciclo TFA (Tirocinio
formativo attivo) sostegno

                                         Visto che:
1. Sono presenti nel sistema scolastico italiano oltre 50.000 cattedre di sostegno prive di personale
specializzato, ovvero formato attraverso un Tirocinio Formativo Attivo (TFA) specifico per il
sostegno didattico, al quale si accede superando tre dure prove pre-selettive (quiz, scritto e
orale);
2. Il Miur ha attivato nel 2019 un corso di specializzazione al sostegno (TFA sostegno) per soli
14.224 posti, ritenuti insufficienti dallo stesso TAR Lazio, che con un provvedimento cautelare
d’urgenza, in data 23 aprile 2019, ha ordinato al Miur di aumentare i posti messi a disposizione;
3. Con lo svolgimento delle dure prove pre-selettive in ingresso, visto l’alto numero di partecipanti
(in media oltre 1000 candidati ogni 50 posti), il numero dei docenti che hanno superato le tre
prove pre-selettive è leggermente superiore a quello messo a disposizione dal Miur (14.224
posti);
4. Tra i docenti meritevoli nell’aver superato tutte le prove pre-selettive ci sono, oltre i docenti in
posizione utile per svolgere il corso di formazione, anche i docenti IDONEI, ovvero quelli che
pur avendo superato le prove non potranno essere formati per carenza di posti disponibili;
5. Dalle ultime dichiarazioni del Presidente MiSoS (Movimento insegnanti di sostegno
specializzati), Ernesto Ciraci, gli Idonei dovrebbero essere un numero compreso tra gli 8000 e i
9000 divisi in tutti gli ordini e gradi di scuola - deve essere tenuto presente che le prove orali
sono ancora in svolgimento in molti atenei; che tale numero quindi potrebbe subire grosse
variazioni;
6. Il merito degli IDONEI rispetto ai docenti in posizione utile non è inferiore in termini assoluti,
poiché il punteggio totale, al fine della definizione della graduatoria, è stato determinato non
solo dai voti ma anche dai titoli di servizio – il totale dei 100 punti è così distribuito: massimo
90 punti per le prove pre-selettive (30 per ogni prova) e 10 punti per i titoli di servizio – i punti
di servizio hanno spesso determinato la differenza di chi è in posizione utile e chi è
semplicemente IDONEO (la differenza passa anche per 0,5 di punteggio o per differenza di età
sullo stesso punteggio);

                                        Si chiede:

la pronta predisposizione delle condizioni utili alla formazione degli IDONEI come insegnanti
di sostegno didattico a tutela degli alunni con bisogni educativi speciali, delle loro famiglie e
dei loro compagni.

Crediamo sia necessario seguire una di queste possibilità:
1. Inserire in sovrannumero gli idonei del IV ciclo TFA al corso di specializzazione al sostegno, che sta
partendo in questi giorni nelle varie università italiane, dando la possibilità di recuperare le eventuali
poche ore perse nelle università che già hanno iniziato;
2. Attivare un corso di specializzazione al sostegno riservato agli idonei del TFA sostegno, dando alle
università la possibilità di avviare i corsi anche in collaborazione con le università limitrofe, per
ottimizzare la distribuzione dei docenti in formazione.

Infine, si confida che:
venga almeno rispettato l’articolo 4, comma 4 del DM 92/2019 e si riservino i posti agli
IDONEI per il prossimo ciclo TFA sostegno, così da essere inseriti di diritto al V ciclo TFA
sostegno.

Confidando nella Sua comprensione, restiamo in attesa di poter partecipare ad un tavolo di confronto
con il MIUR per addivenire ad una soluzione condivisa, nell’interesse degli idonei, del MIUR, dei
ragazzi con disabilità, dei loro compagni e delle loro famiglie.

GISS Italia – Idonei TFA sostegno

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III.

Al Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca,

On. Marco Bussetti

E per conoscenza:

Al Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Torino
Ai Dirigenti Scolastici
Ai sindacati
Alle associazioni delle famiglie di studenti con disabilità
Alle testate giornalistiche del settore scuola
ai GIT del territorio nazionale
ai GLIR del Regioni Italiane
ai GLI delle Istituzioni Scolastiche

Egregio Ministro,

siamo i partecipanti alla selezione per il corso di specializzazione in sostegno didattico dell’Università degli Studi di Torino, ritenuti idonei ma in posizione non utile per l’ammissione ai corsi.
Le scriviamo per non essere dimenticati, perché i nostri sforzi non siano vanificati, per ricevere da Lei la garanzia di poterci formare.
Abbiamo rincorso per mesi l’obiettivo di poter rientrare in questa quarta edizione del TFA sostegno. E’ stato difficile conciliare la vita privata e professionale con lo studio ma lo abbiamo fatto con abnegazione perché quello che vogliamo è formarci. Ci abbiamo creduto e abbiamo investito tutto ma siamo rimasti allo stallo. Adesso ci troviamo in una graduatoria che ci riconosce idonei a frequentare un corso a pagamento che ci permetta di specializzarci ma non siamo in posizione utile per essere ammessi. Ci rimane la nebulosa speranza di poterci iscrivere nella prossima edizione della specializzazione al sostegno didattico in sovrannumero. Attenderemmo così ancora un anno senza però alcuna garanzia che l’attuale decreto che la disciplina non sia modificato facendo svanire anche questa possibilità.

L’iter che ci ha portato a essere ritenuti idonei è stato lungo e laborioso. Abbiamo dovuto affrontare tre prove concorsuali, confrontandoci con migliaia di candidati. Il tutto perché riteniamo che sia una priorità garantire agli alunni della scuola italiana e alle loro famiglie un percorso educativo efficiente, motivante e inclusivo, nel quale diviene cruciale la presenza di un sostegno didattico responsabilmente esercitato da personale specializzato, così come la normativa italiana stabilisce. Invece, torneremo nelle aule senza che ci sia stata data la possibilità di specializzarci, nonostante una commissione esaminatrice abbia valutato positivamente il nostro iter concorsuale stabilendo la nostra idoneità a frequentare il corso. Ci troviamo fuori dalla rosa degli ammessi per pochi punti in meno rispetto ai colleghi in posizione utile, alcuni non sono stati ammessi per mera questione anagrafica.
Ci siamo dovuti scontrare con un ostacolo insormontabile: il numero di posti disponibili. La Regione Piemonte ha un estremo bisogno di personale specializzato sul sostegno; ogni anno sono convocati come supplenti migliaia d’insegnanti non specializzati, proprio perché non ce ne sono in possesso della specializzazione. A fronte di questa situazione, l’Università degli studi di Torino, unica istituzione universitaria in questa regione a erogare il corso, ha bandito soltanto 200 posti distribuiti nei diversi gradi d’istruzione. Questa è una situazione limite di una contraddizione riscontrata a livello nazionale. A tal proposito, il TAR del Lazio, con provvedimento cautelare d’urgenza, emanato il 23 aprile 2019, ravvisava le incongruenze riguardanti il numero esiguo di posti per la frequenza del cd. TFA Sostegno, rilevando come il Miur abbia attivato solo 14.000 posti a fronte di ben 51.107 insegnanti senza titolo di specializzazione assegnati ad alunni disabili nell’anno scolastico 2018/19, rilevando altresì come la distribuzione dei pur esigui posti fosse assolutamente incoerente rispetto alle effettive necessità e richiedendo un riesame della situazione.

E’ di questi giorni la notizia dell’attivazione di un PAS per acquisire l’abilitazione disciplinare che probabilmente porterà molti insegnanti ora impegnati su posto di sostegno a compiere la scelta di abilitarsi nella propria specifica classe d’insegnamento, il che potrebbe rendere il quadro di urgenza sul sostegno ancora più problematico.
L’attivazione del PAS è una scelta comprensibile e necessaria. E’ giusto che chi insegna da tanti anni non viva più la svilente esperienza del precariato. L’abilitazione sulla disciplina dei colleghi che possiedono i requisiti per accedere ai percorsi abilitanti speciali, però, rischia di creare una situazione paradossale. Si verificherà una condizione nella quale avremo dei docenti che, poiché abilitati, si troveranno in II fascia nelle graduatorie di circolo e d’istituto. I meccanismi vigenti di attribuzione degli incarichi temporanei daranno la precedenza ai docenti di II fascia anche su posto di sostegno, rispetto agli idonei non vincitori iscritti in III fascia o non presenti nelle graduatorie di circolo e d’istituto. Questa situazione porterà inevitabilmente ad attribuire supplenze su sostegno prioritariamente a docenti non specializzati lasciando indietro, nella scelta che le istituzioni scolastiche sono obbligate a rispettare, gli idonei non vincitori. Ancora una volta, non sarà garantito agli alunni e alle loro famiglie il diritto ad avere personale specializzato nei bisogni educativi speciali, nonostante in tutta Italia si stiano progressivamente definendo delle graduatorie di persone ritenute idonee alla specializzazione sul sostegno didattico e motivate a frequentare i corsi.

In virtù di tutte queste considerazioni, associandoci alle richieste che le sono state inoltrate dai nostri colleghi idonei non vincitori di Napoli,

                                              CHIEDIAMO

L’immediata possibilità di iscriverci ai corsi di specializzazione di prossima partenza, grazie ad una misura straordinaria che consenta l’ampliamento dei posti disponibili. In alternativa, la tempestiva attivazione di un nuovo corso, con l’inserimento di un emendamento al “Decreto Crescita” riservato ai candidati risultati idonei ma non vincitori che consenta di conseguire la specializzazione per il sostegno didattico entro il termine dell’anno scolastico 2019/2020.
Auspichiamo, inoltre, qualora il Ministero non riesca a garantire quanto da noi richiesto, la certezza di poterci iscrivere in sovrannumero alla prossima e già annunciata edizione del TFA sostegno.

Confidando nella Sua sensibilità e nel Suo impegno a voler garantire degli insegnanti formati e specializzati agli alunni disabili e alle loro famiglie, restiamo in attesa di un suo riscontro e di soluzioni e garanzie concrete.

Distinti Saluti

Gli idonei TFA Sostegno dell’“Università degli studi di Torino”

 


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