

Manifesto per uno Yoga invisibile
Il problema
Il Manifesto dello Yoga Invisibile
"Lo Yoga Invisibile non nasce come critica alla visibilità o all'immagine estetica della pratica: l'immagine c'è, è normale che esista, e non occorre discutere se essa debba essere il punto di partenza o l'atto finale del percorso.
Tuttavia, quando siamo intrappolati esclusivamente nell'immagine, non stiamo realmente praticando. Lo Yoga Invisibile si colloca oltre e prima della forma. > È la ricerca ostinata del punto di origine, del momento critico. È la scoperta di quel vuoto sacro che — nella musica — abita lo spazio tra una nota e l'altra.
Il Manifesto dello Yoga Invisibile vuole porre all'attenzione di maestri e insegnanti un dovere fondamentale: educare l'allievo a percepire quel preciso intervallo, quel tempo sospeso che intercorre tra l'azione e la reazione, lavorando per espanderlo e prolungarlo. Quell'istante in cui il prurito della mente e la fatica del corpo stabiliscono un patto di totale immobilità. State li! State fermi!
L'unione cosciente di tutti questi punti di immobilità, di ascolto e di allungamento tra azione e reazione è ciò che dà forma allo Yoga Invisibile. Questa petizione intende ricordare a chi guida la pratica di condurre l'allievo laddove la tecnica scompare per farsi presenza. Facendo sì che l'Asana non sia più una semplice postura, ma un atto comunicativo puro. E che il corpo si trasformi finalmente in un circuito elettrico ed energetico integrato, in diretta, costante comunione con l'universo e con la vita stessa."
Marco Tolomelli

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Il problema
Il Manifesto dello Yoga Invisibile
"Lo Yoga Invisibile non nasce come critica alla visibilità o all'immagine estetica della pratica: l'immagine c'è, è normale che esista, e non occorre discutere se essa debba essere il punto di partenza o l'atto finale del percorso.
Tuttavia, quando siamo intrappolati esclusivamente nell'immagine, non stiamo realmente praticando. Lo Yoga Invisibile si colloca oltre e prima della forma. > È la ricerca ostinata del punto di origine, del momento critico. È la scoperta di quel vuoto sacro che — nella musica — abita lo spazio tra una nota e l'altra.
Il Manifesto dello Yoga Invisibile vuole porre all'attenzione di maestri e insegnanti un dovere fondamentale: educare l'allievo a percepire quel preciso intervallo, quel tempo sospeso che intercorre tra l'azione e la reazione, lavorando per espanderlo e prolungarlo. Quell'istante in cui il prurito della mente e la fatica del corpo stabiliscono un patto di totale immobilità. State li! State fermi!
L'unione cosciente di tutti questi punti di immobilità, di ascolto e di allungamento tra azione e reazione è ciò che dà forma allo Yoga Invisibile. Questa petizione intende ricordare a chi guida la pratica di condurre l'allievo laddove la tecnica scompare per farsi presenza. Facendo sì che l'Asana non sia più una semplice postura, ma un atto comunicativo puro. E che il corpo si trasformi finalmente in un circuito elettrico ed energetico integrato, in diretta, costante comunione con l'universo e con la vita stessa."
Marco Tolomelli

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Petizione creata in data 17 luglio 2026