Manifesto per una vera integrazione scolastica dei ragazzi disabili


Manifesto per una vera integrazione scolastica dei ragazzi disabili
Il problema
NOI FAMIGLIE CON FIGLI DISABILI, residenti nei Comuni dell’Area Pedemontana Veneta, constatiamo con amarezza che il servizio di integrazione scolastica erogato oggi dalla AULSS per conto dei Comuni ha raggiunto un livello non più accettabile.
Ci vediamo pertanto obbligati ad alzare la voce per rivendicare per i nostri figli un’integrazione scolastica di qualità che oggi non è sempre garantita.
Siamo convinti che un servizio di qualità costituisca un’occasione di crescita non solo per i nostri figli con disabilità, ma anche per i loro compagni normodotati.
La decisione di esternalizzare il servizio di Integrazione scolastica, operata anni fa dall’AULSS Pedemontana sulla logica di appalti al massimo ribasso economico, ha di fatto prodotto un progressivo impoverimento sia in termini di quantità che di qualità del servizio. Di fronte a condizioni economiche e ambientali non sostenibili, infatti, molte figure storiche e di grande esperienza sono state costrette a cambiare lavoro, lasciando ad operare sul campo operatori spesso non formati, provenienti da esperienze lontane da quella scolastica (es. RSA) o a loro volta per necessità alla ricerca il prima possibile di altre occupazioni con condizioni migliori. Ne è seguita l’estrema difficoltà non solo di dare continuità al servizio (con turnover anche di più operatori nello stesso anno scolastico) ma anche di riuscire solo a sostituire le normali assenze, lasciando spesso scoperti i nostri figli. I ritardi di mesi nell’assegnazione di un operatore ad inizio anno scolastico, le soluzioni di “parcheggio” improvvisato dei nostri figli di fronte alla mancata sostituzione di un operatore assente, o peggio ancora le chiamate ricevute dalla Scuola per andare a prendere i nostri figli rimasti senza copertura dell’operatore, sono solo alcuni esempi che ci trasmettono un senso di abbandono e disinteresse da parte di chi invece dovrebbe fornirci aiuto e supporto. A nulla vale sentirsi ripetere ciclicamente dai referenti dell’AULSS che stanno profondendo il massimo sforzo per reperire nuovi operatori e operatori capaci: l’emergenza è stata creata a monte con l’impostazione stessa del servizio, e i nostri figli oggi ne pagano le conseguenze.
In forza di questa esperienza esprimiamo tutta la nostra preoccupazione nell’apprendere che il nuovo bando di rinnovo del servizio di integrazione scolastica, pur introducendo il principio migliorativo dello stipendio fisso garantito agli operatori, prevede però un monte ore complessivo di base più basso di quello del bando precedente (158.000 ore contro le 190.000 del bando precedente), con la teorica possibilità di un’estensione del 50% a condizioni che però ad oggi non ci sono note. La stima delle ore necessarie si basa sul conteggio delle ore realmente erogate negli anni precedenti.
La prima reazione è di sconcerto: quelli passati sono stati anni in cui le nostre famiglie hanno dovuto subire ritardi nell’assegnazioni degli operatori, assenze improvvise di operatori non sostituiti, hanno dovuto elemosinare (spesso con esito negativo) qualche giornata di assistenza in più per le giornate estive. Apprendere ora che ben 32.000 ore erano stanziate e disponibili e non sono state alla fine erogate ci pone dubbi sui reali obiettivi del servizio di integrazione scolastica: perché il monte ore residuo non è stato di fatto impiegato per soddisfare qualcuna delle richieste delle famiglie?
Se si applicherà lo stesso metodo, le ore erogate nei prossimi anni saranno per forza ancora inferiori a quelle stimate oggi, non certo per un calo delle esigenze ( i disabili in carico al servizio sono anzi aumentati del 4%), quanto per l’evidente incapacità di erogare fino in fondo le ore previste.
Crediamo che sia giunto quindi il momento di smettere di accettare passivamente qualsiasi livello di servizio ci venga erogato. È giunto il momento per noi genitori di rivendicare un ruolo attivo, sia in termini di monitoraggio della qualità del servizio che di costruzione di proposte concrete maturate dalla nostra esperienza quotidiana e pluriennale.
Per questi motivi NOI CHIEDIAMO:
1) Che la versione definitiva del Bando di rinnovo del servizio esplichi in modo chiaro quali sono le condizioni di erogazione del monte ore supplementare del 50%, senza il quale il livello di servizio complessivo sarà di sicuro insufficiente in quantità, e di conseguenza in qualità.
2) Che il numero di ore erogate progressivamente dalla AULSS nei prossimi anni sia periodicamente reso noto alla Conferenza dei Sindaci, in modo da verificare che l’intero monte ore previsto dal bando venga questa volta effettivamente erogato (compreso il 50% supplementare). Diversamente si rischia che nel prossimo bando si produca un’ulteriore riduzione delle ore stanziate, giustificandolo come calo della richiesta.
3) Che una rappresentanza di noi genitori sia presente in modo continuativo al tavolo della disabilità del Piano di Zona, almeno nelle occasioni in cui si affronta il tema dell’integrazione scolastica. Abbiamo appreso in via non ufficiale della possibile creazione di un organo di vigilanza sulla qualità del servizio. Abbiamo bisogno di sapere con certezza se è vero, come si articolerà e se una rappresentanza dei genitori, che sono i più interessati a vigilare, potrà prendervi parte.
4) Che la AULSS si doti un adeguato numero di TUTOR INTERNI (cioè non dipendenti della cooperativa) che in forza della loro esperienza e professionalità possano fungere da punti di giunzione tra le famiglie e gli operatori, fornendo quella continuità progettuale per nostri figli che un operatore in continuo turnover non può garantire. L’obiettivo è che ogni famiglia abbia un Tutor di riferimento. Chiediamo che anche il rapporto numerico tra tutor e famiglie con figli disabili sia comunicato dalla AULSS alla Conferenza dei Sindaci.
5) Che i genitori tornino ad essere coinvolti nelle iniziative intraprese dall’UVMD (unità di Valutazione Multidisciplinare) sui propri figli. La maggior parte di noi non viene più coinvolta da anni, ignorando completamente quale sia la valutazione complessiva della situazione del proprio figlio e quale percorso di crescita sia opportuno intraprendere anche (ma non solo) in ambito scolastico.
6) Che i Laboratori, in cui alunni normodotati condividono esperienze con uno o più compagni disabili, siano occasioni di reciproca crescita umana e non meccanismi di risparmio delle ore degli operatori. In questo senso chiediamo quindi che le ore degli operatori dedicate ai Laboratori siano attinte dal bacino del 50% di ore supplementari previsto dal bando, e non sottratte al monte ore individuale assegnato a ciascun alunno disabile all’inizio dell’anno. Solo in questo modo infatti sarà poi possibile garantire agli alunni disabili che manifestassero durante l’anno difficoltà a partecipare ai Laboratori (come è già capitato), la facoltà di poter sospendere la partecipazione senza dover rimanere scoperti. Diversamente, soprattutto i ragazzi disabili più fragili, quelli non verbali o con significative difficoltà relazionali, sarebbero costretti loro malgrado a subire contesti per loro non positivi solo a causa di un meccanismo che sarebbe volto alla riduzione del numero complessivo di ore degli operatori. I Laboratori vanno pensati e costruiti con competenza professionale e conoscenza dei ragazzi che vi prendono parte: per questo chiediamo che la loro progettazione e composizione sia validata dall’equipe multidisciplinare (di cui al punto precedente) e non imposta alle scuole solo in base a logiche di orario degli operatori.
7) Che gli operatori, come qualsiasi altro professionista degli altri settori lavorativi, riceva periodicamente un’adeguata formazione per la mansione che deve svolgere (le esigenze dei bambini disabili non sono le stesse degli anziani in RSA).
8) Che le assenze degli operatori vengano comunicate alle famiglie puntualmente il giorno in cui si verificano. Qualora poi fossero note in anticipo, che vengano comunicate anche nei giorni precedenti, per dare modo alle famiglie e alle scuole di organizzarsi ed evitare soluzioni improvvisate.
9) Che l’AULSS si impegni a garantire la continuità di rapporto tra alunno e operatore evitando sostituzioni al termine di ogni anno scolastico. Per gli alunni disabili ricostruire un rapporto di fiducia può richiedere molto tempo, che potrebbe invece essere speso per la crescita del ragazzo. In particolare chiediamo la continuità nei cambi di scuola al termine del singolo ciclo di studi.
10) Che la gestione del servizio di integrazione scolastica nella sua componente relativa al periodo estivo sia gestita in modo uniforme tra i due Distretti, e con maggiore trasparenza sulla logica di assegnazione delle ore di assistenza a ciascun alunno. Non è più accettabile sentirsi rifiutare ore di assistenza estiva, dovendo spesso ricorrere a soluzioni personali con significativo impatto economico, per poi scoprire che migliaia di ore stanziate nel bando sono rimaste inutilizzate (fungendo poi da stima al ribasso per il monte ore dei bandi successivi).
Per supportare il maggior livello di collaborazione, monitoraggio ed efficienza che chiediamo, come genitori ci rendiamo disponibili ad organizzarci nominando dei rappresentanti che possano gestire in modo più strutturato la comunicazione tra Sindaci, AULSS e famiglie.
Se la disponibilità alla trasparenza e alla collaborazione da parte dei Sindaci e dei referenti AULSS c’è, noi genitori siamo pronti a fare la nostra parte.

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Il problema
NOI FAMIGLIE CON FIGLI DISABILI, residenti nei Comuni dell’Area Pedemontana Veneta, constatiamo con amarezza che il servizio di integrazione scolastica erogato oggi dalla AULSS per conto dei Comuni ha raggiunto un livello non più accettabile.
Ci vediamo pertanto obbligati ad alzare la voce per rivendicare per i nostri figli un’integrazione scolastica di qualità che oggi non è sempre garantita.
Siamo convinti che un servizio di qualità costituisca un’occasione di crescita non solo per i nostri figli con disabilità, ma anche per i loro compagni normodotati.
La decisione di esternalizzare il servizio di Integrazione scolastica, operata anni fa dall’AULSS Pedemontana sulla logica di appalti al massimo ribasso economico, ha di fatto prodotto un progressivo impoverimento sia in termini di quantità che di qualità del servizio. Di fronte a condizioni economiche e ambientali non sostenibili, infatti, molte figure storiche e di grande esperienza sono state costrette a cambiare lavoro, lasciando ad operare sul campo operatori spesso non formati, provenienti da esperienze lontane da quella scolastica (es. RSA) o a loro volta per necessità alla ricerca il prima possibile di altre occupazioni con condizioni migliori. Ne è seguita l’estrema difficoltà non solo di dare continuità al servizio (con turnover anche di più operatori nello stesso anno scolastico) ma anche di riuscire solo a sostituire le normali assenze, lasciando spesso scoperti i nostri figli. I ritardi di mesi nell’assegnazione di un operatore ad inizio anno scolastico, le soluzioni di “parcheggio” improvvisato dei nostri figli di fronte alla mancata sostituzione di un operatore assente, o peggio ancora le chiamate ricevute dalla Scuola per andare a prendere i nostri figli rimasti senza copertura dell’operatore, sono solo alcuni esempi che ci trasmettono un senso di abbandono e disinteresse da parte di chi invece dovrebbe fornirci aiuto e supporto. A nulla vale sentirsi ripetere ciclicamente dai referenti dell’AULSS che stanno profondendo il massimo sforzo per reperire nuovi operatori e operatori capaci: l’emergenza è stata creata a monte con l’impostazione stessa del servizio, e i nostri figli oggi ne pagano le conseguenze.
In forza di questa esperienza esprimiamo tutta la nostra preoccupazione nell’apprendere che il nuovo bando di rinnovo del servizio di integrazione scolastica, pur introducendo il principio migliorativo dello stipendio fisso garantito agli operatori, prevede però un monte ore complessivo di base più basso di quello del bando precedente (158.000 ore contro le 190.000 del bando precedente), con la teorica possibilità di un’estensione del 50% a condizioni che però ad oggi non ci sono note. La stima delle ore necessarie si basa sul conteggio delle ore realmente erogate negli anni precedenti.
La prima reazione è di sconcerto: quelli passati sono stati anni in cui le nostre famiglie hanno dovuto subire ritardi nell’assegnazioni degli operatori, assenze improvvise di operatori non sostituiti, hanno dovuto elemosinare (spesso con esito negativo) qualche giornata di assistenza in più per le giornate estive. Apprendere ora che ben 32.000 ore erano stanziate e disponibili e non sono state alla fine erogate ci pone dubbi sui reali obiettivi del servizio di integrazione scolastica: perché il monte ore residuo non è stato di fatto impiegato per soddisfare qualcuna delle richieste delle famiglie?
Se si applicherà lo stesso metodo, le ore erogate nei prossimi anni saranno per forza ancora inferiori a quelle stimate oggi, non certo per un calo delle esigenze ( i disabili in carico al servizio sono anzi aumentati del 4%), quanto per l’evidente incapacità di erogare fino in fondo le ore previste.
Crediamo che sia giunto quindi il momento di smettere di accettare passivamente qualsiasi livello di servizio ci venga erogato. È giunto il momento per noi genitori di rivendicare un ruolo attivo, sia in termini di monitoraggio della qualità del servizio che di costruzione di proposte concrete maturate dalla nostra esperienza quotidiana e pluriennale.
Per questi motivi NOI CHIEDIAMO:
1) Che la versione definitiva del Bando di rinnovo del servizio esplichi in modo chiaro quali sono le condizioni di erogazione del monte ore supplementare del 50%, senza il quale il livello di servizio complessivo sarà di sicuro insufficiente in quantità, e di conseguenza in qualità.
2) Che il numero di ore erogate progressivamente dalla AULSS nei prossimi anni sia periodicamente reso noto alla Conferenza dei Sindaci, in modo da verificare che l’intero monte ore previsto dal bando venga questa volta effettivamente erogato (compreso il 50% supplementare). Diversamente si rischia che nel prossimo bando si produca un’ulteriore riduzione delle ore stanziate, giustificandolo come calo della richiesta.
3) Che una rappresentanza di noi genitori sia presente in modo continuativo al tavolo della disabilità del Piano di Zona, almeno nelle occasioni in cui si affronta il tema dell’integrazione scolastica. Abbiamo appreso in via non ufficiale della possibile creazione di un organo di vigilanza sulla qualità del servizio. Abbiamo bisogno di sapere con certezza se è vero, come si articolerà e se una rappresentanza dei genitori, che sono i più interessati a vigilare, potrà prendervi parte.
4) Che la AULSS si doti un adeguato numero di TUTOR INTERNI (cioè non dipendenti della cooperativa) che in forza della loro esperienza e professionalità possano fungere da punti di giunzione tra le famiglie e gli operatori, fornendo quella continuità progettuale per nostri figli che un operatore in continuo turnover non può garantire. L’obiettivo è che ogni famiglia abbia un Tutor di riferimento. Chiediamo che anche il rapporto numerico tra tutor e famiglie con figli disabili sia comunicato dalla AULSS alla Conferenza dei Sindaci.
5) Che i genitori tornino ad essere coinvolti nelle iniziative intraprese dall’UVMD (unità di Valutazione Multidisciplinare) sui propri figli. La maggior parte di noi non viene più coinvolta da anni, ignorando completamente quale sia la valutazione complessiva della situazione del proprio figlio e quale percorso di crescita sia opportuno intraprendere anche (ma non solo) in ambito scolastico.
6) Che i Laboratori, in cui alunni normodotati condividono esperienze con uno o più compagni disabili, siano occasioni di reciproca crescita umana e non meccanismi di risparmio delle ore degli operatori. In questo senso chiediamo quindi che le ore degli operatori dedicate ai Laboratori siano attinte dal bacino del 50% di ore supplementari previsto dal bando, e non sottratte al monte ore individuale assegnato a ciascun alunno disabile all’inizio dell’anno. Solo in questo modo infatti sarà poi possibile garantire agli alunni disabili che manifestassero durante l’anno difficoltà a partecipare ai Laboratori (come è già capitato), la facoltà di poter sospendere la partecipazione senza dover rimanere scoperti. Diversamente, soprattutto i ragazzi disabili più fragili, quelli non verbali o con significative difficoltà relazionali, sarebbero costretti loro malgrado a subire contesti per loro non positivi solo a causa di un meccanismo che sarebbe volto alla riduzione del numero complessivo di ore degli operatori. I Laboratori vanno pensati e costruiti con competenza professionale e conoscenza dei ragazzi che vi prendono parte: per questo chiediamo che la loro progettazione e composizione sia validata dall’equipe multidisciplinare (di cui al punto precedente) e non imposta alle scuole solo in base a logiche di orario degli operatori.
7) Che gli operatori, come qualsiasi altro professionista degli altri settori lavorativi, riceva periodicamente un’adeguata formazione per la mansione che deve svolgere (le esigenze dei bambini disabili non sono le stesse degli anziani in RSA).
8) Che le assenze degli operatori vengano comunicate alle famiglie puntualmente il giorno in cui si verificano. Qualora poi fossero note in anticipo, che vengano comunicate anche nei giorni precedenti, per dare modo alle famiglie e alle scuole di organizzarsi ed evitare soluzioni improvvisate.
9) Che l’AULSS si impegni a garantire la continuità di rapporto tra alunno e operatore evitando sostituzioni al termine di ogni anno scolastico. Per gli alunni disabili ricostruire un rapporto di fiducia può richiedere molto tempo, che potrebbe invece essere speso per la crescita del ragazzo. In particolare chiediamo la continuità nei cambi di scuola al termine del singolo ciclo di studi.
10) Che la gestione del servizio di integrazione scolastica nella sua componente relativa al periodo estivo sia gestita in modo uniforme tra i due Distretti, e con maggiore trasparenza sulla logica di assegnazione delle ore di assistenza a ciascun alunno. Non è più accettabile sentirsi rifiutare ore di assistenza estiva, dovendo spesso ricorrere a soluzioni personali con significativo impatto economico, per poi scoprire che migliaia di ore stanziate nel bando sono rimaste inutilizzate (fungendo poi da stima al ribasso per il monte ore dei bandi successivi).
Per supportare il maggior livello di collaborazione, monitoraggio ed efficienza che chiediamo, come genitori ci rendiamo disponibili ad organizzarci nominando dei rappresentanti che possano gestire in modo più strutturato la comunicazione tra Sindaci, AULSS e famiglie.
Se la disponibilità alla trasparenza e alla collaborazione da parte dei Sindaci e dei referenti AULSS c’è, noi genitori siamo pronti a fare la nostra parte.

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Petizione creata in data 10 aprile 2024