Petition updateManifesto per la nuova ScuolaI voti e il resto
La nostra scuolaRoma, Italy
May 16, 2025

Ecco che ricomincia il martellamento sull'abolizione dei voti (più o meno in itinere), con il solito corredo immaginario di "sindrome classificatoria" o addirittura sadismo da parte degli insegnanti.

I voti, nelle "diagnosi" di alcune persone che non hanno alcuna preparazione psicologica, diventano addirittura la causa del disagio giovanile, oltre che lo strumento di una società competitiva (come se le "certificazioni di competenze" in vista dell' "occupabilità", con cui molte realtà padronali vogliono sostituire i voti, non fossero ben più intrusive, incentrate sull'ottica della concorrenza e dell'individuo come merce che deve vendersi sul "mercato del lavoro"), e si continua a dare per scontata un'inesistente incompatibilità tra voto e valore formativo della valutazione, come se la presenza dei voti escludesse di per sé le spiegazioni degli insegnanti e le indicazioni sulle conoscenze e le abilità da acquisire. Al solito, luoghi comuni e astrazioni ideologiche presentate come Scienza, lontanissimi dalla complessità di ciò che avviene davvero in classe.

E inchiodati di nuovo all'inutile questione, non solo continueremo a non riflettere su come utilizzare bene, nell'interesse degli studenti, questo strumento necessario al mantenimento del valore legale del titolo di studio (cfr. https://nostrascuola.blog/2024/12/02/i-voti-la-relazione-il-tatto-pedagogico/), ma smetteremo di parlare delle "riforme" strutturali portate avanti dall'attuale governo, peraltro in perfetta continuità con quello precedente: 

  • l'introduzione dell'assurda figura dei tutor-orientatori;
  • l' "orientamento" scollegato dall'istruzione e dalle discipline;
  • il taglio di un anno di scuola negli istituti tecnici e professionali;
  • la conferma della "sperimentazione" delle aziendalistiche e anti-psicologiche "competenze non cognitive";
  • la sostituzione di un'istruzione sostanziale e della formazione umana e culturale con la compilazione di "portfoli" delle "competenze";
  • la cessione di un pezzo di istruzione pubblica agli ITS;
  • l'entrata in classe nella scuola pubblica, come improvvisati "insegnanti", di gente proveniente dal "mondo delle professioni";
  • il degrado culturale del reclutamento dei docenti, i quiz a crocette, la compravendita dei titoli, l'ideologia della customer satisfaction...

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Gruppo La nostra scuola 
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