Dopo la pandemia, sarebbe stato indispensabile tornare all'essenziale, a quello che nella scuola conta: l'alfabetizzazione, la relazione educativa intergenerazionale, la socializzazione in classe, la passione conoscitiva, i saperi, la riflessione sulla realtà, le scoperte culturali. Era quello che chiedevamo con il nostro manifesto:
https://nostrascuola.blog/2021/03/20/manifesto-per-la-nuova-scuola/
Invece cosa è arrivato, e sta continuando ad arrivare? L'ennesima colata burocratica, destinata a sottrarre ulteriore sostanza alla scuola, e l'avanzare di una privatizzazione nascosta dietro la "personalizzazione degli apprendimenti" per gli "stakeholders". Ed ecco la perdita di ulteriori 30 ore del tempo-scuola per l' "orientamento" (naturalmente "interdisciplinare": e non si capisce dove andrà a poggiare tutta questa interdisciplinarità se le discipline pian piano spariscono), il docente-tutor (invece di eliminare il sovraffollamento delle classi), i visori in faccia, le scuole subappaltate a GAFAM, il "service learning", le "sperimentazioni" più assurde ("Learning to become"...) portate avanti tra gli altri da INDIRE e proposte (proposte?) alle scuole come "formazione"...
No, continuiamo a dire ad alta voce che tutto ciò che serve ai nostri studenti è una scuola che faccia la scuola: non darà posizioni di potere, non alimenterà un indotto, farà guadagnare meno gente, ma pazienza.
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Gruppo La nostra scuola
Associazione Agorà 33