Per trasparenza democratica tutti, in particolare insegnanti e genitori, dovrebbero sapere cosa vuole fare della scuola ANP (l'associazione che rappresenta una parte dei dirigenti scolastici):
1) Mostrare quanto sia buono e inevitabile - tanto da chiederlo al prossimo governo - lo smantellamento della scuola pubblica dell'insegnamento delle discipline, del sapere e della conoscenza;
2) Annullare ogni collegialità democratica nelle scuole - vecchio pallino di Anp, irrealizzabile finché non sarà abolito l'articolo 33 della Costituzione - e arrivare ad instaurare una monarchia aziendalistica con corte di "middle management". «Riorganizzare la governance delle scuole, pensata in un’epoca ormai lontanissima e mai aggiornata alle necessità di efficienza del sistema; le competenze degli organi collegiali, disegnate agli inizi degli anni ‘70 dello scorso secolo e riproposte nel Testo Unico negli anni ‘90, non sono più in grado di garantire una gestione conforme alle riforme della pubblica amministrazione attuate con le norme successive». Chiaro, no? Siccome sono stati dati poteri spropositati ai dirigenti scolastici, in contrasto con ogni idea di collegialità, ora occorre dargliene ancora di più;
3) Abolire il valore legale del titolo di studio, obiettivo costante della destra liberista, per una società di caste inamovibili, in cui studia davvero - in scuole private di qualità - solo chi se lo può permettere: «abrogare finalmente il valore legale del titolo di studio, residuo ormai anacronistico del sistema che non corrisponde più [altra affermazione apodittica e ideologica fatta passare per constatazione di un dato di fatto] ai bisogni della società». Incommentabile;
4) "Formare" e rieducare all'ubbidienza gli insegnanti, togliendo di mezzo qualunque cosa sappia di autorevolezza e autonomia culturale («Ripensare alla formazione iniziale dei docenti per le scuole secondarie, una formazione dedicata ESCLUSIVAMENTE [maiuscolo redazionale] all’insegnamento, in analogia con quanto fatto per la scuola primaria») [Come se quello che è stato fatto nella primaria avesse portato a buoni risultati, e come se fosse auspicabile estenderlo meccanicamente a tutti gli ordini di studi. E poi, se questa formazione deve vertere esclusivamente sulle metodologie di insegnamento, dove sarebbero i contenuti di questo insegnamento? Da dove arriveranno? E chi formula queste proposte è mai entrato in una classe? È consapevole del fatto che ogni contenuto, così come ogni disciplina, ogni classe, ogni situazione educativa richiede il proprio metodo?].
Inutile dire che nella prospettiva portata avanti da Anp, appare indispensabile aggirare il principio costituzionale della libertà di insegnamento, unica garanzia del fatto che nelle scuole continui a esistere una pluralità di punti di vista, di approcci, di metodologie, indispensabile a preservare il senso critico di fronte a qualunque totalitarismo, che ora si presenta in salsa tecno-burocratica;
5) Smantellare le classi e mescolare alunni di età diverse, come se un quattordicenne potesse essere istruito come un diciottenne. Il tutto nella totale indifferenza per la progressività delle conoscenze, che infatti in questa prospettiva scomparirebbero, o come se uno studente non avesse più nemmeno il diritto di vivere il gruppo e la relazione con i coetanei.
Dietro questa atomizzazione che si nasconde dietro l'alibi dell' "attenzione al singolo" («Abbiamo anche capito che nessuno strumento è buono in sé, ma che ciascuno può essere adattato ai bisogni diversi dei singoli alunni e che la risposta a questi bisogni non può che essere personalizzata») [sì, in classi da trentadue studenti, su cui il documento si guarda bene dallo spendere una sola parola] si intravede l'idea di trasformare la scuola pubblica per le persone in crescita in servizio privatizzato e anonimo per un'utenza da addestrare a poche 'competenze', espropriata di qualunque dimensione comunitaria, oltre che di qualunque rapporto con la cultura e il sapere, di cui qui si dice con chiarezza che non hanno nessun valore autonomo ma sono semplici produttori di fantomatiche 'competenze' («Conoscenze e abilità sono dunque strumentali alle competenze»).
Scopo finale, in sintesi, l'abolizione di un'istruzione pubblica di qualità.
Al link, l'analisi dettagliata del documento:
https://nostrascuola.blog/2022/09/20/la-scuola-che-vogliamo/
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Associazione Agorà 33