Petition updateManifesto per la nuova ScuolaUna sintesi e qualche articolo sul decreto 36 e PNRR "per" la scuola
La nostra scuolaRoma, Italy
Jun 19, 2022

In questi giorni è in discussione in Parlamento il "decreto 36" del governo sulla scuola, che dovrebbe essere convertito in legge.

Il decreto interviene sul reclutamento e sulla "formazione" degli insegnanti istituendo un carrozzone burocratico chiamato "Scuola di Alta formazione", che curerà sulla base della buro-pedagogia di Stato la "formazione continua" degli insegnanti. Qualche esempio degli ambiti su cui dovrebbe avvenire la formazione:

– “strumenti e tecniche di progettazione-partecipazione a bandi nazionali ed europei”;

– “governance della scuola: teoria e pratica”;

– “leadership educativa”;

- “staff e figure di sistema: formazione tecnico metodologica, socio-relazionale, strategica”;

– “continuità e strategie di orientamento formativo e lavorativo”;

– “potenziamento delle competenze in ordine alla valutazione degli alunni”;

– “profili applicativi del sistema nazionale di valutazione delle istituzioni scolastiche”;

– “tecniche della didattica digitale”.

Come si vede, si tratta di un apparato para-aziendalistico, che non ha niente a che fare né con l'insegnamento né con una seria preparazione riguardante la psicologia dell’età evolutiva e i bisogni profondi di bambini e adolescenti.

In base ai crediti acquisiti su queste "materie", il 40 per cento degli insegnanti potrà accedere a quegli aumenti che dovrebbero essere stati già da tempo contrattualizzati. In pratica, invece di dare l'aumento dovuto a tutti, lo si lega alla frequentazione di questi corsi assurdi, che servono solo a foraggiare enti di formazione privati o para-statali creati ad hoc (vedi sotto); e comunque sarà assegnato solo al 40 per cento dei docenti. L'antico sogno della "Buona scuola" renziana, quello di spaccare il corpo docente introducendo una assurda competizione sul Nulla.

E la scuola di "Alta formazione"? Dall'articolo della collega Giorgia Loi:

"Otto milioni di euro, che verranno recuperati dai tagli di organico e dalla carta docente, serviranno a finanziare la Scuola di Alta Formazione: nello specifico un presidente e un direttore che percepiranno 250.000 euro circa annui, un dirigente di 1ª fascia che ne avrà 150.000 annui e 12 funzionari 45.000 annui, mentre gli stipendi dei docenti sono al palo da almeno un decennio, 14 punti sotto l’inflazione e con uno scarto abissale rispetto alle retribuzioni degli colleghi europei.
Così, senza il merito di aver fatto un solo giorno di insegnamento, quest’esercito del faraone avrà il compito di “premiare” i docenti che sono stati più solerti a frequentare corsi digitali spalmando su un 40% di loro le risorse premiali [...]

Tutto questo [...] giustificando l’urgenza con la menzogna dei fondi PNRR, mentre la verità è che la formazione incentivata sarà pagata con i tagli all’organico e alla carta docente".

Ma ancor più grave sarà l'intervento sul reclutamento dei futuri docenti.
I futuri insegnanti, già all’università, prima ancora (e probabilmente invece) di approfondire le conoscenze fondamentali delle proprie discipline, dovranno preoccuparsi di “formarsi” tramite il sistema dei “cfu”- che potranno essere "erogati" anche da "enti formatori" privati (e già sappiamo come si ottengono) - sulla buro-pedagogia astratta, quella delle “metodologie” standardizzate e astratte di insegnamento.

In pratica, una formazione universitaria seria, coerente e approfondita verrà "integrata", o più probabilmente sostituita, da una serie di corsi e corsini digitali indispensabili ad avere i "punti" per poter partecipare ai concorsi per l'insegnamento. Il tutto a foraggiare aziende e formatori privati.

Il rischio (o meglio la certezza) è che i futuri insegnanti avranno sempre meno da insegnare ai propri studenti, se non quattro formulette vuote, astratte e burocratiche del totalitarismo didattichese, quello delle “unità di apprendimento”, “della flipped classroom”, del “cooperative learning”, della “certificazione delle competenze”, sonore banalità – che gli insegnanti hanno sempre messo in pratica – presentate con un pomposo apparato pseudo-teorico che serve a farle credere importanti, inevitabili e nuovissime e a distogliere l’attenzione da ciò che davvero conta nella scuola. Viene annullata l'idea che per insegnare a scuola una persona debba passare attraverso una vera e articolata formazione culturale e umana; e il ridicolo sistema dei "crediti formativi" sostituisce dei concorsi pubblici seri e rigorosi e ogni modalità giusta e culturalmente fondata di reclutamento dei futuri insegnanti.

Nell’introdurre questa “riforma”, infine, il governo utilizza la modalità del decreto legge, che dovrebbe essere adottata solo per questioni di particolare urgenza, non certo per scelte che riguardano il futuro delle nuove generazioni e della nostra società. Nel fare ciò, il ministro dell’Istruzione evita qualunque reale confronto con chi nella scuola lavora, così come evita il dibattito nelle commissioni parlamentari e con i sindacati e prosegue, accelerando con il grimaldello del PNRR, sulla strada dello smantellamento dell'istruzione pubblica.

Fermiamoli.

Gruppo La nostra scuola
Associazione Agorà 33

https://www.tecnicadellascuola.it/la-scuola-svuotata-per-decreto

https://www.micromega.net/riforma-bianchi/

https://nostrascuola.blog/2021/11/17/il-pnrr-e-la-scuola-lattuazione-di-una-riforma-non-dichiarata/

https://www.tecnicadellascuola.it/d-l-36-e-scuola-di-alta-formazione-lesercito-del-faraone

Il nostro manifesto:
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