"Gli studenti chiedono di superare la 'lezione frontale' ", titolano alcune riviste on line dedicate alla scuola commentando un sondaggio che si è svolto sulla pagina Skuola.net.
Come volevasi dimostrare, questo è il messaggio che si tenta di far passare e che devia completamente il senso della lotta studentesca di questi giorni contro i PCTO (la vecchia alternanza-scuola lavoro), contro la scuola del "fare" e delle "competenze" aziendalistiche, e la trasforma in una notte di rivendicazioni confuse e incoerenti, che perdono il legame con il diritto fondamentale al sapere. Niente di più comodo per chi vuole smantellare la scuola democratica della conoscenza e dell'istruzione per tutti, con lo scopo di appaltarla a privati, enti formatori e aziende, come già è stato fatto nella sanità.
Fa impressione ritrovare nelle parole di un'associazione studentesca, in particolare, l'eco delle parole di Bianchi e di certa astrattissima e polverosa pedagogia governativa e ministeriale, quelle per cui bisogna superare con la scuola delle conoscenze e delle spiegazioni degli insegnanti; per cui le conoscenze, invece di essere una costruzione progressiva e stratificata, possono essere equiparate alle "informazioni" che si trovano in internet; e dunque si vorrebbe dire basta alla lezione, basta anche ai gruppi-classe (con quello che ne consegue per la relazione educativa), in nome di una digitalizzazione spinta e strumenti e 'metodologie' astratte che prendono il posto dei contenuti culturali sostanziali e significativi che vale la pena di insegnare e di imparare.
E poi, per come le rivendicazioni studentesche vengono riportate da alcuni mezzi di informazione, sembra che si confonda ad arte la necessità vitale del dialogo e della relazione tra insegnanti e studenti, vero cuore pulsante della scuola, insieme alla riflessione - che dovrebbe rimanere sempre aperta - sui contenuti che vale davvero la pena di proporre agli studenti, con il "superamento della lezione", squalificata (una squalifica che non viene dagli studenti, ma da qualcuno molto più furbo di loro) come "frontale", a lasciare intendere che l'insegnante in classe parla senza curarsi di chi ha di fronte, a meno che non si adottino a priori la "flipped classroom" e il "cooperative learning". Ora, chiunque insegni a scuola sa che non esiste lezione senza un'interazione continua e reciproca tra insegnanti e studenti, che si basa sulla relazione e su una pluralità di metodi, non assunti in astratto ma rispondenti alle necessità concrete dell'insegnamento. Si attacca pretestuosamente la lezione per attaccare, in realtà, la scuola pubblica, che tenta di diffondere conoscenza tra tutti i futuri cittadini e che spesso ancora riesce ad assolvere al suo compito costituzionale, nonostante i boicottaggi continui subiti dalla politica negli ultimi venticinque anni.
È contro questo boicottaggio che protesta la parte più avveduta e meno manipolabile del mondo studentesco, consapevole del fatto che l'istruzione è un grande diritto democratico e che coloro a cui non verrà insegnato nulla non sapranno nulla, con tutto ciò che ne consegue. In un mondo sempre più difficile e con un futuro sempre più incerto che le nuove generazioni dovranno affrontare, sottrarre loro istruzione è un tradimento che non possiamo permetterci.
Sull'argomento, riproponiamo anche due letture:
https://nostrascuola.blog/2021/11/09/1319/
https://www.tecnicadellascuola.it/cosa-fa-detestare-la-scuola-ai-ragazzi
Gruppo La nostra scuola
Manifesto per la nuova Scuola