Manifesto Assistenti Sociali per la pace e contro il genocidio a Gaza.

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Il problema

Noi, assistenti sociali, professioniste e professionisti dell'aiuto e della tutela dei diritti umani, sentiamo profondamente angoscia e turbamento dalle drammatiche vicende che si stanno consumando a Gaza. Per questo, sentiamo il dovere etico e professionale di alzare la nostra voce.

Quotidianamente come assistenti sociali ci impegniamo nella promozione del benessere individuale e collettivo, nella protezione delle fasce più vulnerabili e nella lotta contro ogni forma di ingiustizia, non possiamo rimanere indifferenti di fronte all'immensa sofferenza che sta colpendo la popolazione civile, in particolare i bambini, a Gaza.

Ribadiamo con forza i principi che guidano la nostra professione e che riteniamo oggi più che mai imprescindibili:

·         Il valore intrinseco di ogni persona e la sua dignità (Artt. 5, 8,11, 26, 27 Codice Deontologico): Ogni vita è sacra e irripetibile. La sistematica violazione dei diritti umani, le uccisioni indiscriminate di civili, la distruzione di infrastrutture vitali e la negazione di accesso agli aiuti umanitari rappresentano una brutale negazione di questo principio fondamentale.

·         La promozione dei diritti umani e della giustizia sociale (Preambolo, Artt. 7, 9, 39 Codice Deontologico): Il nostro impegno è per una società più giusta ed equa. A Gaza, assistiamo a una flagrante violazione del diritto internazionale umanitario e dei diritti fondamentali di intere comunità, private del diritto alla vita, alla salute, all'istruzione, all'acqua e all'assistenza. La gravità della situazione è tale che anche Amnesty International, in un rapporto pubblicato a marzo 2025, ha concluso che Israele sta commettendo genocidio contro la popolazione palestinese a Gaza. Le ricerche di Amnesty International hanno evidenziato elementi sufficienti per sostenere che Israele sta attuando atti vietati dalla Convenzione sul Genocidio, quali l'uccisione di civili, il causare gravi danni fisici o mentali, e l'infliggere deliberatamente condizioni di vita calcolate per provocarne la distruzione fisica totale o parziale.

·         La protezione delle persone in condizione di vulnerabilità (Artt.11,12, 27,28 Codice Deontologico): I bambini, le donne, gli anziani e le persone in condizione di disabilità e fragilità psichiatrica sono le prime vittime di ogni conflitto. Riconosciamo che ogni conflitto influisce sul benessere bio-psico-sociale e che, come conseguenza, porta all’emergere di patologie psichiatriche legate all’atrocità della guerra. A Gaza, migliaia di bambini hanno perso la vita, sono rimasti orfani, mutilati o traumatizzati. Le loro vite, il loro futuro e la loro infanzia sono stati spezzati e spazzati via. Il nostro dovere è garantire la loro protezione e il loro benessere.

·         La promozione della pace e della solidarietà (Artt. 5, 39 Codice Deontologico): Crediamo fermamente che la pace sia l'unica via per la risoluzione dei conflitti e che la solidarietà umana debba superare ogni confine. Condanniamo ogni forma di violenza e odio, e sosteniamo il dialogo e la cooperazione internazionale come strumenti per costruire un futuro di convivenza pacifica.

Pertanto, come assistenti sociali, chiediamo con urgenza:

·         Un cessate il fuoco immediato e permanente a Gaza: Basta con le violenze, le uccisioni e la distruzione verso la popolazione civile. È inumano considerarla come mero danno collaterale per colpire l’organizzazione di Hamas. È imperativo porre fine alle ostilità per permettere l'arrivo degli aiuti umanitari e la ricostruzione delle vite.

·         La garanzia di accesso sicuro e senza ostacoli agli aiuti umanitari: Acqua, cibo, medicine e riparo devono essere accessibili a tutte le persone che ne hanno bisogno, senza alcuna restrizione.

·         La protezione incondizionata dei bambini e dei civili: Ogni sforzo deve essere compiuto per salvaguardare l'integrità fisica e psicologica di chi è più vulnerabile.

·         L'apertura di canali diplomatici efficaci e la ricerca di una soluzione politica duratura: Una pace giusta e sostenibile può essere raggiunta solo attraverso il rispetto del diritto internazionale e il riconoscimento dei diritti di tutti i popoli coinvolti.

·         L'applicazione del diritto internazionale umanitario e la responsabilità per le violazioni: Chiunque sia responsabile delle violazioni dei diritti umani deve essere chiamato a rispondere delle proprie azioni, di qualsiasi schieramento faccia parte.

Ci impegniamo a rimanere vigili e utilizzare la nostra professione, le nostre competenze e la nostra voce per sensibilizzare l'opinione pubblica, promuovere la solidarietà e sostenere tutte le iniziative volte a garantire giustizia e pace a Gaza e in ogni parte del mondo dove i diritti umani sono calpestati.

Gaza muore, non siamo indifferenti.

* Opera di adawyahmad su Flyers_for_falastin

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Cataldo LopardoPromotore della petizioneAssistente sociale Regione Toscana e Cultore della Materia in Principi e Fondamenti del Servizio Sociale Università di Pisa.

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