MANIFESTO AGROCEPI #OrtofruttaperlaPace

Firmatari recenti
Alessandro De Mellis e altri 19 hanno firmato di recente.

Il problema

Destinatari:

— António Guterres, Segretario Generale delle Nazioni Unite 

— Donald Trump, Presidente degli Stati Uniti d'America

— Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione Europea

— Giorgia Meloni, Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana

 — Francesco Lollobrigida, Ministro dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste

 

I conflitti armati non distruggono soltanto vite umane. Distruggono campi coltivati, sistemi irrigui, reti logistiche, mercati e filiere produttive che impiegano milioni di persone. Ogni guerra è anche una guerra contro il cibo, contro chi lo produce e contro chi ne ha bisogno.

 

Noi, operatori, imprese e lavoratori dell'agroalimentare italiano, riuniti sotto la voce di Agrocepi — Federazione Nazionale dell'Agroalimentare Italiano — ci rivolgiamo a voi con un appello semplice e diretto: SCEGLIETE LA PACE. I conflitti in corso stanno alterando i mercati globali delle materie prime, aumentando i costi energetici e logistici, destabilizzando corridoi commerciali essenziali per l'export agroalimentare italiano ed europeo. Le sanzioni, i dazi, le ritorsioni economiche colpiscono le imprese agricole e le filiere produttive prima ancora di colpire i governi. I frutti del nostro lavoro — letteralmente — si fermano alle frontiere chiuse dalla politica.

 

Come federazione che rappresenta il sistema agroalimentare nazionale, chiediamo ai leader mondiali e alle istituzioni nazionali ed europee di adoperarsi con ogni strumento diplomatico disponibile per raggiungere una pace duratura nei conflitti in corso, di proteggere le filiere alimentari globali come infrastrutture civili essenziali, di costruire tavoli di dialogo commerciale e cooperazione agroalimentare tra i Paesi coinvolti nei conflitti come percorso concreto verso la riconciliazione.

 

Il cibo unisce. I mercati, quando sono liberi e giusti, costruiscono ponti. L'ortofrutta non conosce confini: cresce sotto lo stesso sole, nutre gli stessi corpi, viaggia sulle stesse strade che la guerra interrompe.

 

Unisciti a noi su agrocepi.it · Firmiamo insieme. Per la pace. Per le nostre filiere. Per il futuro.

Agrocepi — Federazione Nazionale dell'Agroalimentare Italiano

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Il problema

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— António Guterres, Segretario Generale delle Nazioni Unite 

— Donald Trump, Presidente degli Stati Uniti d'America

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— Giorgia Meloni, Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana

 — Francesco Lollobrigida, Ministro dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste

 

I conflitti armati non distruggono soltanto vite umane. Distruggono campi coltivati, sistemi irrigui, reti logistiche, mercati e filiere produttive che impiegano milioni di persone. Ogni guerra è anche una guerra contro il cibo, contro chi lo produce e contro chi ne ha bisogno.

 

Noi, operatori, imprese e lavoratori dell'agroalimentare italiano, riuniti sotto la voce di Agrocepi — Federazione Nazionale dell'Agroalimentare Italiano — ci rivolgiamo a voi con un appello semplice e diretto: SCEGLIETE LA PACE. I conflitti in corso stanno alterando i mercati globali delle materie prime, aumentando i costi energetici e logistici, destabilizzando corridoi commerciali essenziali per l'export agroalimentare italiano ed europeo. Le sanzioni, i dazi, le ritorsioni economiche colpiscono le imprese agricole e le filiere produttive prima ancora di colpire i governi. I frutti del nostro lavoro — letteralmente — si fermano alle frontiere chiuse dalla politica.

 

Come federazione che rappresenta il sistema agroalimentare nazionale, chiediamo ai leader mondiali e alle istituzioni nazionali ed europee di adoperarsi con ogni strumento diplomatico disponibile per raggiungere una pace duratura nei conflitti in corso, di proteggere le filiere alimentari globali come infrastrutture civili essenziali, di costruire tavoli di dialogo commerciale e cooperazione agroalimentare tra i Paesi coinvolti nei conflitti come percorso concreto verso la riconciliazione.

 

Il cibo unisce. I mercati, quando sono liberi e giusti, costruiscono ponti. L'ortofrutta non conosce confini: cresce sotto lo stesso sole, nutre gli stessi corpi, viaggia sulle stesse strade che la guerra interrompe.

 

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Petizione creata in data 20 aprile 2026