Kampanya güncellemesiMai più abusi di potere, di coscienza, finanziari e sessuali. MAI PIU'.LA VERITA' VI FARA' LIBERI
RENATA PATTIMilano, İtalya
22 Eki 2018

EDITORIALE
di Pascal Hubert in Magazin GOLIAS n. 174 - juin 2017
originale francese in allegato, traduzione di Riccardo Bianchini

 « La verità vi farà liberi », secondo la celebre parola di Gesù, tratta dal Vangelo di Giovanni.

Il problema deriva dal fatto che, in certe comunità o movimenti religiosi, la libertà risulta profondamente confinata e pervertita, a tal punto da far sorgere gravi e profonde derive settarie. Una realtà, questa, ancora troppo spesso occultata o minimizzata dalla Chiesa e dalle istituzioni al suo interno. La parola delle vittime viene raramente ascoltata e di conseguenza il loro dolore rimane più vivo che mai. Era quindi urgente ritornare sul rifiuto, scrivere un libro (De l’emprise à la liberté[1]) che desse la parola a persone che sono state vittime di derive settarie. Era anche importante che queste testimonianze fossero analizzate e interpretate da una varietà di esperti: teologo, filosofo, avvocato, responsabile della nuova pastorale, canonista. In questo modo è possibile riconoscere l’esistenza di derive e mettere a fuoco una visione globale e precisa del fenomeno deviante. Sono stati così analizzati, tra gli altri, tre movimenti cattolici: i Focolari, l’Opus Dei e i Legionari di Cristo. Al loro interno, a destare maggiore preoccupazione è l’esistenza delle stesse derive imputabili, tra le altre cose, a una teologia dogmatica, fondata sul dolorismo e sull’obbedienza cieca. Diciamolo fin da subito: i movimenti in questione sono tra i più conservatori in seno alla Chiesa; ciascuno ha eretto una verità autoproclamata e fatica a riconoscere la modernità come un vantaggio.

Quindi, dopo aver superato la dolorosa prova di verità, è perfettamente normale scoprire che la libertà si trova al di fuori di certi movimenti ecclesiali. Una libertà acquisita a caro prezzo, che spesso richiederà degli sforzi all’ex membro per uscire dall’influenza dominatrice della mente e per ricostruirsi. Anche di questo ci hanno parlato i testimoni.

Teniamo ben presenti le parole del Grande Inquisitore della leggenda di Dostoevskij: « Non c’è per l’uomo pensiero più angoscioso che quello di trovare al più presto a chi rimettere il dono della libertà… Gli uomini si sono rallegrati di essere nuovamente condotti come un gregge. »


Dall’influenza dominatrice alla libertà: un caso di scuola?

Diciamolo chiaramente: le derive settarie all’interno della Chiesa sono uno scandalo. Basti ricordare che la Chiesa intendeva essere profetica e che si permette ancora troppo spesso di fustigare i costumi della società.

È giocoforza constatare che la Chiesa, e certi movimenti al suo interno, faticano ancora a rimettersi in discussione, restando più abituati a preservare l’omertà – per tutelarsi la reputazione – che a proteggere in primo luogo le vittime dei loro intrighi devianti. È una triste e dolorosa costante, evidenziata in modo particolare in occasione dello scandalo della pedofilia nel mondo. Nella maggior parte dei casi, infatti, sono le vittime stesse, con l’aiuto dei mezzi di comunicazione e di associazioni di difesa, a denunciare i reati commessi. Così, non più tardi di marzo 2017[2], l’équipe di Cash Investigation e dei giornalisti associati al sito d’informazione Mediapart, con i loro articoli e con un libro intitolato Église, la mécanique du silence[3], hanno denunciato il « silenzio » della Chiesa e hanno accusato 25 vescovi – di cui 5 in carica, gli altri in pensione o deceduti – di aver « coperto » 32 « aggressori » che avevano causato 339 vittime. Casi che risalgono fino agli anni Sessanta, ma di cui la metà dei fatti « è stata accertata dopo il 2000 »[4]. Alla richiesta di reagire a questo documentario di fronte alle telecamere, la Conferenza Episcopale Francese aveva declinato l’invito, preferendo ricorrere a un comunicato per denunciare trasgressioni alla deontologia giornalistica.

Per quanto possa sembrare a prima vista sorprendente, un’altra realtà, ancora relativamente sconosciuta al grande pubblico, investe le gravi derive settarie all’interno della Chiesa.

L’interesse del libro « De l’emprise à la liberté. Dérives sectaires au sein de l’Église. Témoignages et réflexions », pubblicato ai primi di marzo 2017, è proprio quello di infrangere questo altro tabù, partendo dalla testimonianza di ex membri, provenienti in particolare da tre movimenti: i Focolari, l’Opus Dei e i Legionari di Cristo.

Come evidenzia la quarta di copertina, « spinte da una sete spirituale, un desiderio di santificazione, un bisogno di avvicinarsi a Cristo, si sono rivolte con piena fiducia a questi movimenti e, di fronte a manovre così poco evangeliche, si sono sentite profondamente tradite. Dalla raccolta delle loro testimonianze appare chiaramente che questo sentimento è giustificato ».

Tali testimonianze – raccolte sotto forma di risposte a un questionario relativo alla loro esperienza di partecipazione all’interno di uno dei movimenti citati – sono state il materiale essenziale che ha permesso a diversi esperti di far luce su queste derive settarie. Si tratta di Dominique Auzenet, sacerdote, esorcista (Francia); Vitalina Floris, suora, eremita (Belgio); Vincent Hanssens, psicosociologo, professore emerito presso l’Università Cattolica di Lovanio; Jean-Marie Hennaux, S.J., professore presso la Facoltà di Teologia dei Gesuiti di Bruxelles; Pascal Hubert, avvocato del foro di Bruxelles; Damiano Modena, assistente personale del defunto cardinale Carlo Maria Martini (Italia); Renata Patti (Italia); Miguel Perlado, psicanalista (Spagna); Monique Tiberghien, psicoterapeuta (Belgio). La prefazione è a cura di Louis-Léon Christians, professore presso l’Università Cattolica di Lovanio. 

Ciò detto, non ci si sbagli: queste testimonianze, per quanto eloquenti, si limitano ad illustrare una realtà ben più vasta e antica, denunciata da decine di anni, senza grandi risultati[5].

Fra le tante altre opere, già nel 1996 un libro suonava il campanello d’allarme: Les naufragés de l’Esprit. Des sectes dans l’Église catholique[6]. Gli autori evidenziavano già il fatto che « tutto si svolge tanto all’interno delle comunità quanto all’esterno, in seno alla Chiesa, come se regnasse un tabù, un divieto di fatto, ma mai enunciato. I problemi vengono sistematicamente elusi o occultati, o addirittura sono oggetto di operazioni di disinformazione. In un certo qual modo, la Chiesa, nei suoi luoghi istituzionali, come pure le stesse comunità carismatiche, manifesta una sorprendente incapacità di confrontarsi con la realtà. (…) »

In quello stesso anno è stato pubblicato Le armate del papa, di Gordon Urquhart[7], ex focolarino. Un’opera ben documentata, che tratta le derive settarie all’interno di tre movimenti: Focolari, Comunione e Liberazione e Neocatecumenato.

Una terza opera, di Olivier Legendre[8], molto istruttiva, pubblicata nel 2010, metteva in risalto le audaci parole di un Cardinale: « Quattro movimenti importanti sono stati fatti oggetto di derive settarie: i Focolari, il Cammino Neocatecumenale, l’Opus Dei, i Legionari di Cristo. È pericoloso coprire tali accuse con una cappa di silenzio, sarebbe più opportuno indagare e giungere a conclusioni chiare. »

La gravità e l’ampiezza delle derive settarie erano state ancora una volta messe in risalto nel 2013 tramite i mezzi di comunicazione francesi. Basti ricordare che all’epoca il presidente della Conferenza Episcopale Francese, mons. Georges Pontier, aveva risposto ufficialmente a una quarantina di vittime di abusi sessuali e spirituali che mettevano allora in causa non meno di quattordici comunità, movimenti ecclesiali e congregazioni religiose[9], ovvero: Beatitudini, Famiglia monastica di Betlemme, Legionari di Cristo, Regnum Christi, Fraternità Eucharistein, Emmanuele e Fraternità di Gesù, Sorelle mariane d’Israele e di san Giovanni, ex collaboratori di padre Labaky, Memores Domini (Comunione e Liberazione), Comunità di Nazareth, Opus Dei, Punto Cuore, Comunità di San Giovanni, Fraternità diocesana di San Giovanni di Malta.

Solo cinque delle quattordici comunità citate sono state fatte oggetto di processi canonici o di rivelazioni pubbliche: le Beatitudini (sospensione del fondatore, frate Ephraïm, nel 2008), i Legionari di Cristo (sospensione del fondatore, padre Maciel, nel 2006), Punto Cuore (condanna canonica del fondatore, padre Thierry de Roucy, nel 2011), la Comunità di San Giovanni (accuse ufficialmente riconosciute a maggio 2013 contro il fondatore, padre Philippe) e gli ex collaboratori di padre Labaky (interdizione canonica di celebrare, giugno 2013).

Nella sua lettera di risposta, mons. Pontier osservava in particolare che « il Vangelo di Cristo che vogliamo servire è una scuola di libertà spirituale e quanti non servono questa libertà non possono fare appello al Vangelo. Varie volte, in passato, abbiamo messo in guardia non soltanto i fedeli, ma anche le famiglie, riguardo al pericolo rappresentato da certi gruppi che non ci sembra promuovano un comportamento giusto nei confronti del Vangelo. Abbiamo interpellato dei responsabili per sottoporgli i nostri interrogativi. Molto spesso, in questi casi, abbiamo ricevuto soltanto diffidenza e silenzio da parte di tutti coloro ai quali ci rivolgevamo. Posso assicurarLe che non mi consola affatto sapere che le nostre osservazioni di allora erano giustificate.

Alcuni comportamenti da Lei denunciati sono di competenza della giustizia penale. Vale senz’altro la pena ricordare che nessuno è al di sopra della legge. Spetta alle vittime che lo desiderano sporgere denuncia dinanzi alla giustizia laddove ve ne siano i presupposti fondati».

Lo stesso papa Francesco ha tenuto a denunciare la manipolazione delle coscienze da parte dell’« ingegnere spirituale »[10]. Rivolgendosi il 22 novembre 2014 al Convegno mondiale dei movimenti ecclesiali e delle nuove comunità, ha voluto ricordare che « l’uomo di oggi vive seri problemi di identità e ha difficoltà a fare le proprie scelte; perciò ha una disposizione a farsi condizionare, a delegare ad altri le decisioni importanti della vita. Bisogna resistere alla tentazione di sostituirsi alla libertà delle persone e a dirigerle senza attendere che maturino realmente ». Ne deriva questo monito: « Un progresso morale o spirituale ottenuto facendo leva sull’immaturità della gente è un progresso apparente, destinato a naufragare. » « Meglio pochi, ma andando sempre senza cercare lo spettacolo. » Ha inoltre invitato questi movimenti a un atteggiamento di « comunione » reciproca, anziché mettere in atto una concorrenza segnata da « divisioni, rivalità e maldicenza ».[11] Sulla stessa linea, è utile ricordare il discorso del papa in occasione della presentazione degli auguri di Natale alla Curia romana, un mese dopo, il 22 dicembre, in Vaticano[12]. In quell’occasione aveva scandito la lista delle quindici « malattie » che possono colpire i collaboratori della Santa Sede, tra cui la malattia dell’« impietrimento » mentale e spirituale, dell’eccessiva pianificazione e del funzionalismo, dell’« Alzheimer spirituale », della rivalità e della vanagloria, della schizofrenia esistenziale, la malattia che consiste nel divinizzare i capi, quella dei circoli chiusi, del profitto mondano e degli esibizionismi.

Da allora, in pratica, cos’è realmente cambiato? Ben poco. La Chiesa, compresi i movimenti e le comunità al suo interno, fanno fatica a riformarsi in profondità. Si è trattato più che altro di riformare gli statuti, anziché rifondare le dottrine insegnate, ovvero quelle del loro fondatore. Ma non serve a niente cambiare la lettera se la mentalità resta fondamentalmente immutata. Da qui deriva, in pratica, la persistenza delle derive.

È vero che questi movimenti o comunità restano la punta di diamante di una Chiesa in declino…

Come fa osservare il Cardinale a Olivier Le Gendre: « Questi movimenti hanno saputo rendersi utili alla Chiesa, o ad alcuni dei suoi dirigenti. Hanno sempre portato avanti relazioni pubbliche ad ampio raggio, allacciando solidarietà, amicizie… Insomma, tra le gerarchie ecclesiastiche esiste una rete che sostiene questi movimenti. Per ragioni diverse. »[13]

Alla domanda: «Perché non si riesce a sradicare il problema? Cosa viene chiamato in causa, in fondo? Una forma di rifiuto? Una cultura del segreto? Un modo di governo? », Yves Hamant[14] risponde dal canto suo, senza ambiguità: « Alcune di queste comunità sono già relativamente vecchie, contano un numero importante di membri ripartiti in tutto il mondo. Alcune di esse sono chiaramente irriformabili. Scioglierle? Ma cosa fare delle persone al loro interno? Prego anche per loro tutti i giorni. Tentare di riformarle nonostante tutto? Sarebbero allora necessari mezzi umani di accompagnamento considerevoli. Quindi ci si limita a piccole modifiche; si ricorre a giustificazioni di ogni tipo; si sottolinea che l’insegnamento del fondatore non è del tutto eretico, ecc. E poi in queste comunità ci sono persone magnifiche che non sono state contaminate perché hanno tirato fuori le proprie risorse interne. Insomma, le cose vanno avanti e lasciamo che i giovani continuino ad aderire. Per risolvere il problema ci vorrebbero coraggio, volontà, mezzi, nonché la collaborazione di tutto l’episcopato. Ma anche quando si tratta di piccolissime comunità di recente formazione, i vescovi coinvolti non sono molto solerti… Occorre anche chiamare in causa l’incapacità dell’istituzione di comunicare. Quando riscontra dei problemi in una comunità, nel migliore dei casi ordina un’inchiesta canonica, una sorta di ispezione. Deve pur esserci un documento che la ordina? È segreto. La relazione dell’inchiesta? Segreta, ovviamente. I processi istruiti dalla giustizia ecclesiastica? Segreti. La sentenza? Segreta. La preoccupazione di proteggere l’intimità delle persone in causa è lodevole e legittima, ma si potrebbero almeno pubblicare delle conclusioni. Questa opacità lascia il campo libero a dicerie di ogni tipo, privando la giustizia di uno dei suoi effetti: guarire e prevenire. »

Cos’è una deriva settaria?

Per la Missione interministeriale di vigilanza e di lotta contro le derive settarie (Miviludes), si tratta di uno « sviamento della libertà di pensiero, di opinione o di religione » caratterizzato dalla « messa in atto, da parte di un gruppo organizzato o di un singolo individuo, (…) di pressioni o di tecniche allo scopo di creare, mantenere o sfruttare in una persona uno stato di assoggettamento psicologico o fisico, privandola parzialmente del suo libero arbitrio ».

Gli indizi della presenza di derive settarie spesso elencati sono: idolatria nei confronti del fondatore o della fondatrice, autoritarismo totalitario, obbedienza cieca ai superiori, spersonalizzazione, perdita d’identità e di autonomia, reclutamento, molestie, proselitismo, delazione tra membri, organizzazione del tempo tale da impedire ogni forma di pensiero critico, rapporto malsano con il denaro, abusi morali o sessuali, talvolta minacce verbali o fisiche nei confronti di quei membri che vogliono abbandonare.

Partendo dalle numerose testimonianze ricevute, suor Chantal-Marie Sorlin[15], giudice presso il tribunale vescovile di Digione e responsabile dell’ufficio derive settarie della Conferenza Episcopale Francese, ha elaborato una griglia basata su quattro grandi criteri:

-          Il culto della personalità: spesso il fondatore prende il posto di Cristo.

-          La rottura con il mondo esterno: con la famiglia, con le informazioni provenienti dall’esterno.

-          La manipolazione mentale: reclutamento rapido, pressioni, colpevolizzazione (« il dubbio è opera del maligno »), confusione tra foro interno e foro esterno, divieto di criticare i propri responsabili in nome della santa obbedienza…

-          L’incoerenza della vita (il denaro, i costumi...)

Uno solo di questi criteri non può essere sufficiente ad accusare un gruppo di deriva settaria, ma quando si arriva a questo complesso, si può parlare di un gruppo a carattere patologico.

Dominique Auzenet esamina dettagliatamente, nell’opera collettiva, « i movimenti in rapporto ai criteri di analisi di derive settarie ».[16]

Qual è dunque questo « carisma » che è la causa di così tante derive?

A titolo di premessa, è interessante notare il fatto che tutti e tre i movimenti esaminati siano stati fondati prima del Concilio Vaticano II e che non abbiano operato la svolta affrontata in quell’occasione, ovvero l’apertura al mondo moderno e alla cultura contemporanea. Non si sono nemmeno sforzati di riconoscere la Chiesa come « un popolo ».

-          Nei Focolari, l’idea centrale è l’unità.

Jean-Marie Hennaux, professore di teologia morale fondamentale ed esperto di mariologia, passa al setaccio, nell’opera collettiva[17], il concetto di unità al fine di determinare se questo sia fedele alle parole pronunciate da Gesù nel Vangelo secondo Giovanni: « Che tutti siano uno ».

Ebbene, nella fattispecie è giocoforza constatare che l’Ideale dell’unità è concepito come una rinuncia alla propria libertà di pensare e di agire. L’« io » è detestabile, solo il « noi » è valorizzato. E, in pratica, questo « noi » non è altro che il pensiero unico della fondatrice, Chiara Lubich, che si identifica con Cristo: « Ogni anima dei Focolari ha da essere una mia espressione e null’altro. […]. L’Unità è Unità dunque ed un’anima sola deve vivere: la mia e cioè quella di Gesù fra noi che è in me » (estratto da una lettera del 1950). Non comunione di persone autonome e libere, ma fusione, confusione nell’« io » della fondatrice…

Una simile concezione dell’Unità non può che generare il culto idolatra della fondatrice e dei suoi scritti.

-          Nell’Opus Dei, l’idea centrale poggia sulla santità nella vita ordinaria.

Anche qui, l’idea può sembrare attraente. All’atto pratico, questa esigenza di santità passa attraverso un’obbedienza cieca al potere dei superiori per raggiungere un Ideale inaccessibile.

La lettura di « Cammino », opera centrale del fondatore, è eloquente: « Sii forte. – Sii virile. – Sii uomo. E poi… sii angelo. »[18] È inoltre richiesto ai membri « di amare, di benedire, di santificare e di glorificare il dolore! »[19]

Del resto, l’Opera è nota per il suo elitarismo, a cui contribuisce il suo status giuridico di prelatura personale. Come sottolinea Pierre Emonet, domenicano: « Quanto al laico sposato, deve rassegnarsi ad essere un semplice cristiano di serie B. Se le posizioni dirigenziali all’interno dell’Opera gli sono precluse è perché ‘il matrimonio è per la truppa, non per i grandi ufficiali della Chiesa. Così, mentre mangiare è un’esigenza di ogni individuo, generare è un’esigenza della specie, potendo disinteressarsene le persone singolari’.[20] L’organizzazione dell’Opus Dei è quindi tributaria di un’ecclesiologia mutilata, dimentica che la Chiesa è innanzi tutto un Popolo i cui membri sono tutti uguali. »[21]

Infine, si può altresì osservare che, con una lettera pubblica del 12 aprile 2017, l’Opus Dei in Belgio ha espresso una reazione nei confronti dell’opera collettiva. Non – come prevedibile – per riconoscere una qualsivoglia deriva al proprio interno, ma al solo scopo di tutelare la propria reputazione e quella dei propri fedeli. Tutt’al più riconosce degli « errori » e delle « mancanze », che « non costituiscono delle derive ».

-          Nei Legionari di Cristo, l’idea centrale è l’evangelizzazione del mondo allo scopo di accelerare il ritorno di Cristo.

Nei fatti, ciò si traduce in un proselitismo forsennato, che lascia poco spazio alla libertà di coscienza e alla maturazione personale.[22]

Dietro il quadro idilliaco si nascondeva in realtà un fondatore perverso[23], Marcial Maciel, che pure sarebbe riuscito per 60 anni a mantenere l’appoggio del Vaticano. Come spesso accade all’interno della Chiesa e dei movimenti presi di mira, le accuse delle numerose vittime saranno considerate come altrettante calunnie volte ad offuscare la reputazione di un’opera voluta da Dio.

In occasione del viaggio di Benedetto XVI in Messico, nel 2012, le vittime di padre Maciel avevano fatto pubblicare un manifesto.

La loro lettera esprimeva in questi termini una legittima delusione dinanzi a un silenzio assordante da parte della Chiesa: « Sono venuti a mancare ormai, come le nostre speranze di verità e di giustizia nella Chiesa, vari degli ex Legionari di Cristo insieme con i firmatari della lettera aperta al Suo predecessore Giovanni Paolo II. Dal 1997, speravamo con loro di ricevere una risposta a questa lettera invece di essere ignorati o rimproverati dall’autorità ecclesiastica, e in seguito che fossero rispettati nei nostri riguardi la verità, la carità e il dubbio che ci erano dovuti, a seguito della denuncia canonica da noi sporta a Roma il 17 ottobre 1998 presso la Congregazione per la dottrina della fede, presieduta all’epoca da Sua Santità. […]. Ma non siamo stati né ascoltati né creduti al momento opportuno. Siamo stati a lungo ignorati perché eravamo solo semplici fedeli. […]. Non abbiamo mai ottenuto la benché minima risposta alle nostre legittime recriminazioni, cosa che è in disaccordo con il diritto canonico sancito dalla Chiesa stessa. E, dopo essere stati più volte rimproverati dalle autorità per aver espresso le nostre convinzioni tramite i mezzi di comunicazione, è proprio grazie a quegli stessi mezzi di comunicazione e a nessun altro che siamo potuti venire a conoscenza delle decisioni dubbie e confuse del Vaticano in merito all’oggetto della nostra denuncia. E torniamo a ribadire che questa denuncia è stata sporta il 17 ottobre 1998, alla Congregazione per la dottrina della fede, sotto la Sua diretta responsabilità di prefetto. […]. I fatti oggettivi, seguiti da vicino e analizzati nel corso di anni intensi, hanno dimostrato che, più che l’obbedienza e il rispetto dei diritti della persona umana, sono stati l’indignazione pubblica e il peso dell’opinione laica universale che hanno permesso di cambiare, per quanto molto lentamente, l’atteggiamento di rifiuto mantenuto così a lungo dalla gerarchia ecclesiastica. Come numerosi fedeli, speravamo in un po’ di chiarezza e avevamo qualche motivo per essere fiduciosi. In cambio, però, abbiamo constatato un’ambiguità quasi sistematica e, dinanzi alle contraddizioni tra la dottrina riconosciuta come ortodossa e la sua messa in pratica vera e propria, sono sorti dei turbamenti interiori e un doloroso malessere spirituale. »[24]

Questo mostra quanto tempo sia necessario prima che la luce sulle derive settarie illumini i vertici della gerarchia vaticana. Mostra anche che, qui come altrove, non si può contare sul fatto che il movimento deviante possa mettersi in discussione.

L’omertà[25] sarà servita ancora una volta – una volta di troppo – a preservare una reputazione ai danni di una sana verità e delle vittime…

Quali sono i punti comuni tra i Focolari, l’Opus Dei e i Legionari di Cristo?

Se ogni fondatore avesse ricevuto un’« ispirazione divina » e se ogni movimento punta a distinguersi per il suo « carisma » (l’unità per i Focolari, la santità nel quotidiano per l’Opus Dei, l’evangelizzazione del mondo per i Legionari di Cristo), è giocoforza constatare che essi condividono le stesse derive settarie, derivanti, di fatto, da caratteristiche simili:

·         conservatorismo teologico e morale

·         anti-intellettualismo

·         aspirazione al potere ecclesiastico e temporale, fondato sulla loro potenza finanziaria

·         tendenza a funzionare come « Chiesa all’interno della Chiesa »

·         struttura fortemente gerarchica

·         stretto controllo sulla vita dei membri dell’organizzazione

 

Quali diritti hanno le vittime di derive settarie?

Le vittime di derive settarie, in certi casi, possono rivolgersi alla giustizia civile o penale.[26]

Così, nell’arsenale giuridico, il legislatore francese (legge About Picard del 12 giugno 2001, art. 223-15 del Codice Penale) poi belga (legge del 26 novembre 2011, art. 442quater del Codice Penale) hanno tenuto a inserire nel Codice Penale un reato specifico, quello di abuso di incapace.

Potranno quindi essere iniziati procedimenti penali contro la persona che, consapevole della condizione di debolezza (fisica o mentale) della vittima, ne ha abusato in modo fraudolento per indurla a compiere un atto o un’astensione che nuoce gravemente alla sua integrità fisica, mentale, o al suo stato patrimoniale.

Tali atti o astensioni possono evidentemente colpire il patrimonio delle vittime, la loro salute, la loro attività professionale, ma anche la loro vita familiare e affettiva.

Da notare che non si tratta soltanto di incriminare penalmente gli atti di destabilizzazione mentale di cui si rendono colpevoli certe sette. Si tratta dell’abuso di incapace in generale. In particolare a spese delle persone anziane, dei malati o anche dei disabili.

A fianco dell’abuso di incapace sussistono evidentemente altre infrazioni penali, tra cui in particolare:

-          Le minacce ai beni e, in particolare: la truffa, l’abuso di fiducia, l’estorsione di fondi.

-          Tra le minacce alle persone, possono essere constatati:

-          l’omicidio o le lesioni involontari, il mancato soccorso a persone in pericolo, la privazione delle cure;

-          le minacce sessuali, la corruzione dei minori;

-          le violenze, le minacce.

Sta di fatto che, in assenza di un’infrazione penale accertata, resta possibile intentare un’azione civile per ottenere la riparazione di un danno morale e/o materiale imputabile a una mancanza da parte dell’istituzione ecclesiale o di qualsivoglia persona al suo interno (art. 1382 del Codice civile belga e francese).  

Conclusioni            

La pedofilia in seno alla Chiesa, così come le derive settarie al suo interno, avranno dimostrato il ruolo indispensabile di quanti suonano il campanello d’allarme, tant’è vero che le vittime vengono raramente ascoltate dalla Chiesa, dai movimenti o dalle comunità.

Come scrivono Maud Amandier e Alice Chablis nel loro libro dal titolo azzeccatissimo Il rifiuto: « L’istituzione-Chiesa ha costruito una facciata – riti, abiti liturgici, teatralizzazione, grandi manifestazioni religiose – con la piazza e la basilica di San Pietro come emblemi. La facciata è ancora bella, ma cominciano a formarsi delle crepe; salvare le apparenze resta tuttavia fondamentale. »[27]

È un fatto sconcertante: la Chiesa, strutturalmente impregnata della cultura del segreto, non ha preso o voluto prendere la misura delle derive settarie al proprio interno.

Al contrario, ha appoggiato Marcial Maciel, fondatore dei Legionari di Cristo, prima di sanzionarlo. E, a dispetto di un passato poco ortodosso, papa Francesco concederà comunque ai Legionari un’« indulgenza plenaria » (remissione dei peccati), in ragione del fatto che avrebbero intrapreso un processo di purificazione e di rinnovamento.

Giovanni Paolo II ha canonizzato Josemaría Escrivá de Balaguer, fondatore dell’Opus Dei. Nonostante o a causa di un clericalismo consapevolmente accettato. Se il « semplice » laico giungesse a dubitarne, « Cammino »  – il libro più importante del fondatore, dal quale l’Opera non cessa di attingere le spirito che l’ispira – glielo ricorderà: « Quando un laico si erige a maestro di morale, sbaglia spesso: i laici possono essere soltanto discepoli ». Il laico, di fatto, è solo un cristiano di serie B.

Speriamo che la Chiesa aprirà gli occhi nella causa di beatificazione di Chiara Lubich, fondatrice dei Focolari, aperta il 27 gennaio 2015 (sappiamo, in effetti, che un riconoscimento ufficiale da parte della Chiesa è una garanzia di ortodossia e di culto…). Ma, vista la storia passata e recente, potrebbe sorgere qualche dubbio.

In fondo, il Prestigiatore, dipinto di Hieronymus Bosch, illustra perfettamente le nostre parole sulla copertina del libro: l’illusionista non dice ciò che fa e fa ciò che non dice. La realtà, a volte, è molto più lontana dalla verità proclamata. Una verità più abietta e mortifera.

Il fatto è che l’influenza dominatrice avanza dissimulandosi, contrariamente alla libertà… e che è buono e giusto che il « cristiano di base » sappia finalmente cosa si trama troppo spesso alle sue spalle, al grado più alto della gerarchia cattolica. Dopo tutto, non è anch’egli « re, profeta e sacerdote »? Ne va quindi – nella realtà, e non soltanto in teoria – del diritto di sapere di ogni battezzato…

Certo, la verità che rende liberi non è necessariamente quella che ci si era aspettati. Ma la verità esige questo prezzo. In fondo, è un cammino interiore che si scopre poco a poco… non è mai un pensiero unico o una risposta preconfezionata. « La verità è un paese senza cammino », diceva già Krishnamurti, un poeta della vita vera.

E, poiché abbiamo esordito con le parole di Gesù (« La verità vi farà liberi »), sarebbe forse opportuno ricordare ai movimenti e alle comunità queste parole di papa Francesco: « La verità di Dio è inesauribile, è un oceano del quale vediamo appena la riva. È qualcosa che stiamo iniziando a scoprire in questi tempi: non rendiamoci schiavi di una difesa quasi paranoica della nostra verità (se ce l’ho io, non ce l’ha lui; se può averla lui significa che non posso averla io). La verità è un dono che ci sta largo e proprio per questo ci allarga, ci amplifica, ci eleva. E ci mette al servizio di tale dono. »[28]

Amici credenti, siamo liberi!



[1] Sotto la direzione di Vincent HANSSENS, « De l’emprise à la liberté. Dérives sectaires au sein de l’Église. Témoignages et réflexions », edizioni Mols, 2017.
[2] « Pédophilie dans l’Église : le poids du silence - Cash Investigation », https://www.youtube.com/watch?v=0-YvIB63nHU; voy. également : http://www.alterinfo.net/Dans-le-silence-des-Eglises_a129409.html
[3] http://www.rfi.fr/emission/20170423-eglise-mecanique-silence-perisse-gastaldi-martiniere
[4] http://www.20minutes.fr/societe/2034947-20170321-pedophilie-eglise-quatre-revelations-emission-cash-investi gation-diffusee-soir
[5] Si veda Pascal Hubert, « I movimenti in rapporto al Diritto. Le derive settarie all’interno della Chiesa e la Legge », in De l’emprise à la liberté. […], p. 199 e note a piè di pagina, oltre alla bibliografia, pp. 315 a 318; si veda anche: http://www.lenversdudecor.org/_Xavier-Leger_.html; http://pncds72.free.fr/; http://pncds72.free.fr/ 300_01_intro_eglise.php; http://pncds72.free.fr/300_03_elements_information.php; http://gamaliel21.pagesperso -orange.fr/
[6] Thierry Baffoy, Antoine Delestre, Jean-Paul Sauzet, Les naufragés de l’Esprit, des sectes dans l’Église ca-tholique, Seuil, 1999 (1996 per la versione inglese, editrice Corgi Books London).
[7] Gordon Urquhart, Le armate del papa, Ponte alle Grazie, 1996.
[8] Olivier Legendre, Orgoglio e pregiudizio in Vaticano, Piemme, 2010.
[9] Yves Hamant, Xavier Léger, Aymeri Suarez-Pazos, Appel de Lourdes 2013 : nous avons été entendus !, http://www.lenversdudecor.org/Appel-de-Lourdes-2013-nous-avons-ete-entendus.html Voy. également : Golias Hebdo, n° 312, 21 au 27 novembre 2013.
[10] Termini ripresi da papa Francesco nel suo discorso del 21 settembre 2013 ai partecipanti all’assemblea plenaria del Pontificio consiglio delle comunicazioni sociali, http://w2.vatican.va/content/francesco/fr/spee ches/2013/september/documents/papa-francesco_20130921_plenaria-pccs.html
[11] Frédéric Mounier, Le pape invite les mouvements d’Église à ne pas « conditionner » les consciences, La Croix, 22/11/2014, http://www.la-croix.com/Religion/Le-pape-invite-les-mouvements-dEglise-a-ne-pas-con ditionner-les-consciences-2014-11-22-1241354
[12] Papa Francesco, testo integrale del « discorso delle 15 malattie » http://w2.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2014/december/documents/papa-francesco_20141222_curia-romana.html
[13] Olivier Legendre, Orgoglio e pregiudizio in Vaticano, Piemme, 2010.
[14] Yves Hamant, « Je ne crois pas que les choses aient beaucoup changé », La Vie, 21 marzo 2016 (http://pncds72.free.fr/300_03_elements_information/300_03_3_hamant_lavie.pdf
[15] http://pncds72.free.fr/301_derives_eglise/301_15_grille_gamaliel21_20.pdf
[16] De l’emprise à la liberté, op cit., pp. 245 a 276.
[17] De l’emprise à la liberté, op cit., sp. pp. 115 a 129.
[18] Cammino, n. 22.
[19] http://www.ciaosn.be/presse130312-2.htm; si vedano anche le informazioni riportate sul sito http://www.vigi-sectes.org/opus-dei/; http://opuslibre.free.fr/; http://www.opus-info.org/index.php?title=Category:Essais
[20] Cammino, n. 28.
[21] Pierre Emonet, « L’Opus Dei, une Église dans l’Église ? », http://www.lenversdudecor.org/L-Opus-Dei-une-Eglise-dans-l-Eglise-par-Pierre-EMONET.html
[22] Si vedano in particolare le numerose informazioni disponibili su http://pncds72.free.fr/311_legion.php
[23] « La vraie vie du père Maciel », http://www.lenversdudecor.org/La-face-cachee-du-pere-Maciel.html; si veda anche: http://www.lenversdudecor.org/-Pere-Marcial-Maciel-.html; « Légion du Christ : comment l’Église a voulu étouffer le scandale », Golias, n° 152, settembre 2013, http://pncds72.free.fr/311_legion/311_7_golias_ gonzalez.pdf; http://pncds72.free.fr/311_2_legion_xleger/311_2_04_interview_xl_2014.pdf; http://www.lenvers dudecor.org/ La-Legion-du-Christ-ou-la-re-ecriture-continuelle-de-l.html
[24] http://www.exlcblog.info/post/2012/03/21/Manifeste-publique-à-l-attention-de-Benoît-XVI.-Mars-2012; http:// www.rtl.be/info/monde/international/des-victimes-d-abus-sexuel-diffusent-un-manifeste-adresse-au-pape-28327 5.aspx
[25] « Le silence comme protection contre la perversion : le cas Maciel », in Maud Amandier e Alice Chablis, Le déni. Enquête sur l’Église et l’égalité des sexes, Bayard, 2014, p. 275 e seguenti.
[26] Si veda il contributo di Pascal Hubert, « Les mouvements au regard du Droit. Les dérives sectaires au sein de l’Église et la Loi », in De l’emprise à la liberté. […], pp. 183 à 212.
[27] Maud Amandier e Alice Chablis, Le déni. Enquête sur l’Église et l’égalité des sexes, Bayard, 2014, p. 253.
[28] Jorge Mario Bergoglio, Scegliere la vita. Proposte per tempi difficili, Milano, Bompiani, 2013, p. 7.

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