Valorizzare i laureati in Filosofia nella scuola

0 hanno firmato. Arriviamo a 2.500.


Nel nostro tempo, segnato dalla settorializzazione del sapere e dalla globalizzazione che rende tutto interconnesso facendo risaltare sempre di più differenze, disparità e conflitti, il dialogo e il confronto critico sembrano essere non solo strumenti utili, ma anche delle vere e proprie necessità.

Nella nostra società complessa, che sempre più richiede competenze articolate e complementari, il problem solving e la metacognizione (il sapere sul sapere, il sapere come si conosce e come si impara) sono quantomai richiesti al cittadino e al lavoratore.

Tutto questo spingerebbe a pensare che la filosofia, intesa come saper fare più che come pura e semplice storia della filosofia, debba avere un posto di rilievo nella scuola, ma nella scuola italiana non si intravede alcuna strategia che vada in questa direzione. Al contrario, sembrerebbe chiara una volontà politica di limitare al massimo l'apporto della filosofia all'educazione dei cittadini del futuro.

Se sembra esserci spazio per loro nelle aziende e nell’ambito delle risorse umane, nella scuola i laureati in filosofia si trovano sistematicamente estromessi dall’insegnamento delle materie storico-letterarie: oltre all’esclusione in toto negli istituti tecnici e professionali, i laureati in filosofia non possono insegnare storia nei bienni dei licei e, negli ultimi anni, sono stati privati anche delle ore di storia del triennio di alcuni indirizzi liceali.

Si determina uno spreco di risorse e di competenze davvero inspiegabile: le ore di italiano e storia al biennio rischiano comunque di rimanere scoperte o di essere affidate a personale privo dei requisiti minimi per iscriversi alle graduatorie e reclutato mediante messa a disposizione (MAD), mentre numerosi sono i laureati in filosofia (che hanno sostenuto i 36 cfu in materie storiche richiesti per l’accesso alla classe di concorso A-19) che rinunciano del tutto ad accedere al mondo della scuola per insegnare la propria materia d'elezione.

Noi laureati in filosofia o aspiranti tali chiediamo che queste storture del sistema scolastico vengano sanate il prima possibile.

Chiediamo:

  • l’affidamento di tutte le ore di storia del triennio dei licei esclusivamente alla classe di concorso A-19;
  • che l’insegnamento della storia nel biennio dei licei, per continuità didattica e per una migliore gestione del personale, venga riservato a chi ha i titoli d’accesso alla classe di concorso di Filosofia e storia (A19);
  • che venga data la possibilità, come era in passato e come è attualmente per i laureati in Scienze Storiche (LM-84), di accedere con le dovute integrazioni di crediti formativi alle classi di concorso A-22 (Italiano e Storia nelle scuole secondarie di primo grado) e A-12 (Italiano e Storia nelle scuole secondarie di secondo grado);
  • infine, per una migliore didattica e per un congruo adeguamento dell’istituzione scolastica al nostro tempo e alla nostra società della conoscenza che l’insegnamento della filosofia venga esteso e valorizzato nelle modalità più opportune presso tutte le scuole, di qualsiasi ordine e grado (scuola secondaria di primo grado e istituti tecnici e professionali).

Ne va del futuro della nostra società e del senso che ha oggi iscriversi a corsi di studio come quelli in filosofia, apprezzati dal mondo del lavoro e irragionevolmente marginalizzati da quella scuola che a tale mondo dovrebbe in qualche modo preparare ed avviare.

Gruppo: Filosofia Futura

https://www.facebook.com/Filosofia-Futura-i-laureati-in-Filosofia-nella-scuola-114997290427695