PETIZIONE CHIUSA

Vogliamo il trasporto bici sui treni per Calalzo, indispensabile per lo sviluppo del cicloturismo tra le Dolomiti e Venezia

Questa petizione aveva 1.508 sostenitori


Comunicato di FIAB Belluno-Amici della Bicicletta
(qui il testo completo: http://www.bellunoinbici.it/cal2014/14_08_09_com_treno_calalzo.pdf)

Calalzo, stazione terminale delle linee ferroviarie che da Venezia e Padova salgono in Cadore, è anche punto di partenza della tanto decantata (ma non altrettanto ben gestita) pista ciclopedonale “Lunga Via delle Dolomiti”, che si sviluppa in gran parte sul sedime della ferrovia a scartamento ridotto Calalzo-Cortina d'Ampezzo-Dobbiaco, soppressa nel 1964.

Da anni la Provincia di Belluno ha attivato su questo spettacolare percorso il servizio estivo “Bike'n'Bus”, pullman con carrelloni porta bici che partono da Calalzo con destinazione Cortina e Dobbiaco, proprio in concomitanza con l'arrivo dei treni da Venezia e da Padova.
Lungo la valle del Piave inoltre, nei comuni di Pieve di Cadore e di Castellavazzo, proprio in questi mesi si stanno realizzando due brevi ma importantissime piste ciclabili, che permetteranno di evitare, probabilmente già dall'anno prossimo, due tratti molto pericolosi nel percorso tra il Cadore e il Bellunese. In attesa di risolvere questi due “punti neri”, la segnaletica cicloturistica REV (Rete Escursionistica Veneta - Itinerario I4), dà indicazione di usare il treno tra Calalzo e Belluno, ovviamente portandosi appresso le bici!

Incurante di tutto ciò, Trenitalia Veneto ha deciso di usare su questa linea treni dove non c'è posto nemmeno per una bici! È una decisione sciagurata, che viene dopo la drastica riduzione del numero dei treni su cui poter trasportare la propria bicicletta. Fino a poco tempo fa ciò era possibile su tutti i treni che circolano in provincia di Belluno!
In questo modo viene boicottato il cicloturismo, che per svilupparsi richiede un'integrazione efficiente con i trasporti pubblici, come dimostrano tanti esempi a noi vicini: la Dobbiaco-Lienz, la Valsugana, la Val Venosta, la Val d'Adige, ecc. ecc.

Protestiamo contro questa decisione, che danneggia pesantemente un'attività economica importante, in crescita, rispettosa dell'ambiente, utile anche per zone marginali e a scarso sviluppo turistico. Chiediamo a Trenitalia Veneto di modificare la sua decisione e di dotare tutti i treni regionali, specialmente in zone turistiche, di spazi sufficienti per il trasporto delle biciclette.
Invitiamo tutti coloro che hanno a cuore la mobilità ciclistica e pedonale, il cicloturismo e una prospettiva diversa di sviluppo del territorio, ad unirsi a noi nella protesta e nella richiesta.



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