Liliana Segre ritiri la denuncia contro Cecilia Parodi!

Il problema

Dopo oltre un anno di bombardamenti e uccisioni indiscriminate, soprattutto di donne e bambini, di immagini raccapriccianti che mostrano i corpi dilaniati di migliaia di persone innocenti, uccise da Israele, durante un GENOCIDIO, come stabilito anche dalla Corte Internazionale di Giustizia, di crimini di guerra acclarati come l'utilizzo di armi vietate dalle convenzioni internazionali, la distruzione sistematica di ospedali, ambulanze, scuole, moschee, interi edifici e quartieri residenziali, l'impedimento all'ingresso di aiuti umanitari ( cibo, acqua e medicine), Cecilia Parodi, scrittrice e giornalista, una comune cittadina, ha contestato pubblicamente le dichiarazioni della Senatrice a vita Liliana Segre, che più volte ha negato il genocidio pronunciando affermazioni quali: "chi usa la parola genocidio dice una bestemmia", "a Gaza non ricorrono i caratteri tipici di una genocidio", "l'abuso della parola genocidio dovrebbe essere evitato...per evitare il compiacimento, la libidine con cui troppi sembrano cogliere un'opportunità per sbattere in faccia agli ebrei l'accusa di fare ad altri ciò che è stato fatto a loro".

Con queste affermazioni la Segre ha suscitato un’ondata di sdegno e rabbia tra milioni di cittadini italiani,  contraddicendo non solo le dichiarazioni esplicite di ogni Ministro del Governo israeliano riguardo la precisa volontà di distruggere Gaza e ivi costruire insediamenti illegali di coloni, ma soprattutto le innumerevoli prove di intento genocida israeliano, trasmesse in diretta social da giornalisti palestinesi, insieme a donne e bambini, principale target dell'esercito israeliano; ad oggi sono quasi 200 i giornalisti uccisi deliberatamente da Israele.

Il risultato per aver espresso una legittima opinione di dissenso, in riferimento alle dichiarazioni della Senatrice Segre, è stata una denuncia per diffamazione. Cecilia Parodi si occupa da anni di Gaza, con progetti umanitari volti a dare sollievo alla popolazione palestinese, martoriata da quasi un secolo da soprusi, abusi, violenze e apartheid. Ha scritto un libro la cui unica finalità è una raccolta di fondi destinata alle famiglie palestinesi in difficoltà estreme. Le contestazioni riguardo le dichiarazioni della Senatrice Segre non possono essere strumentalizzate al punto da costituire uno strumento per mettere a tacere una delle voci a sostegno della Palestina. Con questa petizione, chiediamo alla Senatrice Segre di ritirare la denuncia contro Cecilia Parodi che subisce minacce di morte da mesi da parte di un gruppo telegram, più volte segnalato alle autorità, creato dalla comunità ebraica sionista in Italia allo scopo di mettere in atto una vera e propria caccia ai sostenitori della Palestina: massacrando la sua vita personale, lavorativa, l’immagine, la credibilità e i valori, insultandola ripetutamente con volgarità sessiste e razziste, ponendo in essere calunnie, diffamazioni ed esplicite minacce di morte. 

Cecilia Parodi è una comune cittadina, incensurata, slegata da gruppi politici, residente in uno stato civile e democratico, che ha espresso il proprio sdegno per lo sterminio del popolo palestinese, che a oggi conta più di 186.000 vittime (fonte The Lancet, approssimazione per difetto), il più alto numero di amputati nella storia, un numero spropositato di orfani e intere famiglie spazzate via dal registro dell’anagrafe. 

Si vuole, inoltre, porre attenzione sull'oggettiva disparità di potere tra Cecilia Parodi, comune cittadina, e la Sig.ra Liliana Segre, Senatrice a vita, che grazie al ruolo istituzionale che ricopre può beneficiare di supporto economico, legale e mediatico, rendendo la questione tra le parti impari, sia sul piano morale che legale.

Ogni firma, pertanto, è necessaria per esprimere il proprio dissenso rispetto alla denuncia posta in essere dalla Senatrice Segre nei confronti di Cecilia Parodi, nei confronti di una cittadina che legittimamente invoca il diritto a esprimere il proprio dissenso e la propria opinione in uno Stato in cui la legge deve essere uguale per tutti, ma che grazie alle campagne mediatiche e politiche impregnate di censura e pregiudizi, si sta trasformando rapidamente in una nazione pericolosa in cui il divario medievale, classista e razzista, tra cittadini e personaggi del potere, dovrebbe preoccupare tutti.

بعد أكثر من عام من التفجيرات والقتل العشوائي، وخاصة للنساء والأطفال، والصور المروعة التي تظهر الجثث الممزقة لآلاف الأبرياء، الذين قتلتهم إسرائيل، خلال الإبادة الجماعية، كما أقرتها محكمة العدل الدولية أيضًا، من جرائم الحرب تم التحقق منها باستخدام الأسلحة المحرمة بموجب الاتفاقيات الدولية، والتدمير الممنهج للمستشفيات وسيارات الإسعاف والمدارس والمساجد ومباني بأكملها وأحياء سكنية، ومنع دخول المساعدات الإنسانية (الغذاء، المياه والأدوية)، سيسيليا بارودي، كاتبة وصحفية، مواطنة عادية، اعترضت علناً على تصريحات السيناتور مدى الحياة ليليانا سيغري، التي أنكرت مراراً وتكراراً الإبادة الجماعية من خلال الإدلاء بتصريحات مثل: "من يستخدم كلمة إبادة جماعية يقول كفر"، "الخصائص النموذجية للإبادة الجماعية لا تحدث في غزة"، "يجب تجنب إساءة استخدام كلمة إبادة جماعية... لتجنب الرضا عن النفس، والشهوة التي يبدو أن الكثيرين ينتهزون بها الفرصة لإلقاء الاتهام في وجوههم" من اليهود أن يفعلوا هذا للآخرين لقد تم ذلك لهم."

بهذه التصريحات، أثار سيجري موجة من السخط والغضب بين ملايين المواطنين الإيطاليين، وهو ما يتناقض ليس فقط مع التصريحات الصريحة لكل وزير في الحكومة الإسرائيلية فيما يتعلق بالرغبة المحددة في تدمير غزة وبناء مستوطنات استيطانية غير قانونية هناك، ولكن قبل كل شيء مع الأدلة التي لا تعد ولا تحصى على نية الإبادة الجماعية الإسرائيلية، التي يتم بثها مباشرة على وسائل التواصل الاجتماعي من قبل الصحفيين الفلسطينيين، إلى جانب النساء والأطفال، الهدف الرئيسي للجيش الإسرائيلي؛ وحتى الآن، قُتل ما يقرب من 200 صحفي عمداً على يد إسرائيل.

وكانت نتيجة التعبير عن رأي مخالف مشروع، في إشارة إلى تصريحات السيناتور سيغري، شكوى تشهير. تتعامل سيسيليا بارودي مع غزة منذ سنوات من خلال مشاريع إنسانية تهدف إلى إغاثة السكان الفلسطينيين الذين يعانون منذ ما يقرب من قرن من القمع وسوء المعاملة والعنف والفصل العنصري. لقد ألف كتاباً هدفه الوحيد هو جمع الأموال للعائلات الفلسطينية التي تعاني من صعوبات بالغة. الخلافات حول تصريحات السيناتور سيغري لا يمكن استغلالها إلى حد أن تكون أداة لإسكات أحد الأصوات الداعمة لفلسطين. من خلال هذا الالتماس، نطلب من السيناتور سيغري سحب الشكوى ضد سيسيليا بارودي التي كانت تتلقى تهديدات بالقتل لعدة أشهر من مجموعة برقية، تم إبلاغ السلطات عنها عدة مرات، أنشأتها الجالية اليهودية الصهيونية في إيطاليا بهدف تنفيذ حملة حقيقية ومطاردتها لمؤيدي فلسطين: ذبح حياتها الشخصية والعملية وصورتها ومصداقيتها وقيمها، وإهانتها بشكل متكرر بالابتذال الجنسي والعنصري، والقيام بالتشهير، التشهير والتهديدات الصريحة بالقتل.

سيسيليا بارودي مواطنة عادية، ليس لها سجل جنائي، منفصلة عن الجماعات السياسية، تقيم في دولة مدنية وديمقراطية، أعربت عن ازدرائها لإبادة الشعب الفلسطيني، الذي سقط حتى الآن أكثر من 186 ألف ضحية (المصدر ذا لانسيت ، تقريب للعيب)، أكبر عدد من مبتوري الأطراف في التاريخ، وعدد غير متناسب من الأيتام وعائلات بأكملها تم القضاء عليها من مكتب التسجيل.

كما نريد أن نلفت الانتباه إلى التفاوت الموضوعي في السلطة بين سيسيليا بارودي، المواطنة العادية، والسيدة ليليانا سيغري، عضو مجلس الشيوخ مدى الحياة، والتي يمكنها بفضل الدور المؤسسي الذي تضطلع به الاستفادة من الدعم الاقتصادي والقانوني والإعلامي، مما يجعل فالمسألة بين الطرفين غير متكافئة، سواء على المستوى الأخلاقي أو القانوني.

وبالتالي، فإن كل توقيع ضروري للتعبير عن معارضة الشخص فيما يتعلق بالشكوى التي قدمها السيناتور سيغري ضد سيسيليا بارودي، ضد مواطنة تستشهد بشكل مشروع بحقها في التعبير عن معارضتها ورأيها في دولة حيث يجب أن يكون القانون هو نفسه بالنسبة للمواطنين. الجميع، ولكنها، بفضل الحملات الإعلامية والسياسية الغارقة في الرقابة والتحيز، تتحول بسرعة إلى أمة خطيرة يجب أن يكون فيها الانقسام الطبقي والعنصري الذي يعود إلى القرون الوسطى بين المواطنين والشخصيات في السلطة مصدر قلق. الجميع.

 

After over a year of bombings and indiscriminate killings, especially of women and children, with horrifying images showing the mangled bodies of thousands of innocent people killed by Israel during a GENOCIDE, as also determined by the International Court of Justice, with confirmed war crimes such as the use of weapons prohibited by international conventions, the systematic destruction of hospitals, ambulances, schools, mosques, entire buildings, and residential neighborhoods, and the prevention of humanitarian aid (food, water, and medicine) from entering, Cecilia Parodi, a writer and journalist, an ordinary citizen, publicly challenged the statements made by Senator for life Liliana Segre, who has repeatedly denied the genocide with statements such as: “Whoever uses the word genocide speaks a blasphemy”, “The typical characteristics of genocide are not present in Gaza”, “The abuse of the word genocide should be avoided to prevent the satisfaction, the lust with which too many seem to seize the opportunity to throw in the face of Jews the accusation of doing to others what was done to them.”

With these statements, Segre has sparked a wave of outrage and anger among millions of Italian citizens, contradicting not only the explicit declarations of every Minister of the Israeli Government regarding the clear intent to destroy Gaza and build illegal settler colonies there, but especially the countless pieces of evidence of Israel’s genocidal intent, shared live on social media by Palestinian journalists, along with women and children, the primary targets of the Israeli army. To date, nearly 200 journalists have been deliberately killed by Israel.

The result of expressing a legitimate opinion of dissent, in reference to the statements by Senator Segre, was a defamation lawsuit. Cecilia Parodi has been involved for years in Gaza, with humanitarian projects aimed at relieving the suffering of the Palestinian population, tormented for nearly a century by oppression, abuse, violence, and apartheid. She has written a book whose sole purpose is to raise funds for Palestinian families in extreme difficulty. Criticism of the statements by Senator Segre cannot be instrumentalized to the point of becoming a means to silence one of the voices supporting Palestine. With this petition, we ask Senator Segre to withdraw the lawsuit against Cecilia Parodi, who has been subjected for months to death threats from a Telegram group, repeatedly reported to authorities, created by the Zionist Jewish community in Italy with the aim of conducting a real hunt for Palestine supporters: destroying her personal and professional life, her image, credibility, and values, repeatedly insulting her with sexist and racist vulgarities, spreading slander, defamation, and explicit death threats.

Cecilia Parodi is an ordinary citizen, with no criminal record, unaffiliated with political groups, residing in a civil and democratic state, who has expressed her indignation at the extermination of the Palestinian people, which to date counts over 186,000 victims (source: The Lancet, conservative estimate), the highest number of amputees in history, a disproportionate number of orphans, and entire families erased from the civil registry.

Furthermore, attention must be drawn to the objective disparity of power between Cecilia Parodi, an ordinary citizen, and Ms. Liliana Segre, a Senator for life, who, thanks to her institutional role, can benefit from economic, legal, and media support, making the dispute between the parties unequal, both morally and legally.

Therefore, every signature is necessary to express dissent regarding the lawsuit filed by Senator Segre against Cecilia Parodi, a citizen who legitimately invokes the right to express her dissent and opinion in a state where the law must be equal for all, but which, due to media and political campaigns filled with censorship and prejudice, is rapidly turning into a dangerous nation where the medieval, classist, and racist divide between citizens and powerful figures should concern everyone.

 

Después de más de un año de bombardeos y asesinatos indiscriminados, sobre todo de mujeres y niños, con imágenes espeluznantes que muestran los cuerpos destrozados de miles de personas inocentes asesinadas por Israel durante un GENOCIDIO, como también lo ha determinado la Corte Internacional de Justicia, junto con crímenes de guerra comprobados como el uso de armas prohibidas por las convenciones internacionales, la destrucción sistemática de hospitales, ambulancias, escuelas, mezquitas, edificios enteros y barrios residenciales, y el bloqueo a la entrada de ayuda humanitaria (alimentos, agua y medicinas), Cecilia Parodi, escritora y periodista, una ciudadana común, ha cuestionado públicamente las declaraciones de la senadora vitalicia Liliana Segre, quien en varias ocasiones ha negado el genocidio con afirmaciones como: “quien usa la palabra genocidio dice una blasfemia”, “en Gaza no se cumplen las características típicas de un genocidio”, “el abuso de la palabra genocidio debería evitarse para no caer en el placer malsano con el que muchos parecen encontrar una oportunidad para arrojar a la cara de los judíos la acusación de hacer a otros lo que les hicieron a ellos”.

Con estas declaraciones, Segre ha provocado una ola de indignación y rabia entre millones de ciudadanos italianos, contradiciendo no solo las declaraciones explícitas de cada ministro del gobierno israelí sobre la intención clara de destruir Gaza y construir allí asentamientos ilegales de colonos, sino sobre todo las innumerables pruebas de intención genocida israelí transmitidas en directo por periodistas palestinos en las redes sociales, junto a mujeres y niños, el principal objetivo del ejército israelí. Hasta la fecha, casi 200 periodistas han sido asesinados deliberadamente por Israel.

El resultado de expresar una opinión legítima de disenso en referencia a las declaraciones de la senadora Segre ha sido una denuncia por difamación. Cecilia Parodi lleva años trabajando por Gaza, con proyectos humanitarios destinados a aliviar el sufrimiento de la población palestina, devastada durante casi un siglo por abusos, violaciones, violencia y apartheid. Ha escrito un libro cuyo único propósito es recaudar fondos para las familias palestinas en extrema dificultad. Las críticas a las declaraciones de la senadora Segre no pueden instrumentalizarse hasta el punto de convertirse en un mecanismo para silenciar una de las voces en apoyo a Palestina. Con esta petición, pedimos a la senadora Segre que retire la denuncia contra Cecilia Parodi, quien lleva meses recibiendo amenazas de muerte por parte de un grupo de Telegram, reportado en varias ocasiones a las autoridades, creado por la comunidad judía sionista en Italia con el objetivo de llevar a cabo una auténtica cacería contra los defensores de Palestina: destruyendo su vida personal y profesional, su imagen, credibilidad y valores, insultándola repetidamente con vulgaridades sexistas y racistas, difundiendo calumnias y difamaciones, y lanzando amenazas de muerte explícitas.

Cecilia Parodi es una ciudadana común, sin antecedentes penales, desvinculada de grupos políticos, que reside en un estado civil y democrático y que ha expresado su indignación por el exterminio del pueblo palestino, que hasta la fecha cuenta con más de 186,000 víctimas (fuente: The Lancet, aproximación conservadora), el mayor número de amputados en la historia, una cantidad desproporcionada de huérfanos y familias enteras borradas del registro civil.

Además, se quiere llamar la atención sobre la evidente disparidad de poder entre Cecilia Parodi, una ciudadana común, y la señora Liliana Segre, senadora vitalicia, quien gracias a su rol institucional puede beneficiarse de apoyo económico, legal y mediático, haciendo que el conflicto entre ambas partes sea desigual tanto en el plano moral como en el legal.

Por lo tanto, cada firma es necesaria para expresar el rechazo hacia la denuncia presentada por la senadora Segre contra Cecilia Parodi, una ciudadana que legítimamente invoca su derecho a expresar disenso y su opinión en un Estado donde la ley debe ser igual para todos, pero que, debido a las campañas mediáticas y políticas impregnadas de censura y prejuicios, se está transformando rápidamente en una nación peligrosa donde la brecha medieval, clasista y racista entre los ciudadanos y los personajes del poder debería preocuparnos a todos.

Après plus d’un an de bombardements et de tueries indiscriminées, visant principalement des femmes et des enfants, après des images horrifiantes montrant les corps mutilés de milliers de personnes innocentes tuées par Israël, lors d’un GÉNOCIDE, comme l’a également établi la Cour internationale de justice, des crimes de guerre avérés tels que l’utilisation d’armes interdites par les conventions internationales, la destruction systématique d’hôpitaux, d’ambulances, d’écoles, de mosquées, de bâtiments et de quartiers résidentiels entiers, l’interdiction d’entrée des aides humanitaires (nourriture, eau et médicaments), Cecilia Parodi, écrivaine et journaliste, simple citoyenne, a publiquement contesté les déclarations de la Sénatrice à vie Liliana Segre, qui a nié à plusieurs reprises le génocide en prononçant des affirmations telles que : « celui qui utilise le mot génocide profère un blasphème », « à Gaza, les caractéristiques typiques d’un génocide ne sont pas réunies », « l’abus du mot génocide devrait être évité… pour éviter la complaisance, la jouissance avec laquelle trop de gens semblent saisir l’occasion d’accuser les Juifs de faire aux autres ce qui leur a été fait ».

Avec ces déclarations, Liliana Segre a suscité une vague d’indignation et de colère parmi des millions de citoyens italiens, contredisant non seulement les déclarations explicites de chaque ministre du gouvernement israélien concernant la volonté précise de détruire Gaza et d’y construire des colonies illégales, mais surtout les innombrables preuves d’une intention génocidaire israélienne, diffusées en direct sur les réseaux sociaux par des journalistes palestiniens, ainsi que par des femmes et des enfants, principales cibles de l’armée israélienne ; à ce jour, près de 200 journalistes ont été délibérément tués par Israël.

Le résultat d’avoir exprimé une opinion légitime de désaccord, en référence aux déclarations de la Sénatrice Segre, a été une plainte pour diffamation. Cecilia Parodi travaille depuis des années pour Gaza, à travers des projets humanitaires visant à soulager la population palestinienne, martyrisée depuis presque un siècle par des abus, des violences et un régime d’apartheid. Elle a écrit un livre dont l’unique objectif est de collecter des fonds destinés aux familles palestiniennes en détresse extrême. Les contestations relatives aux déclarations de la Sénatrice Segre ne peuvent être instrumentalisées au point de devenir un outil pour faire taire l’une des voix soutenant la Palestine. Par cette pétition, nous demandons à la Sénatrice Segre de retirer la plainte contre Cecilia Parodi, qui subit depuis des mois des menaces de mort provenant d’un groupe Telegram, signalé à plusieurs reprises aux autorités, créé par la communauté juive sioniste en Italie dans le but de mener une véritable chasse aux partisans de la Palestine : détruisant sa vie personnelle, professionnelle, son image, sa crédibilité et ses valeurs, l’insultant à plusieurs reprises avec des vulgarités sexistes et racistes, proférant des calomnies, des diffamations et des menaces explicites de mort.

Cecilia Parodi est une simple citoyenne, sans casier judiciaire, non affiliée à des groupes politiques, résidant dans un État civil et démocratique, qui a exprimé son indignation face à l’extermination du peuple palestinien, qui compte aujourd’hui plus de 186 000 victimes (source : The Lancet, estime pour défaut), le plus grand nombre d’amputés de l’histoire, un nombre disproportionné d’orphelins et des familles entières rayées des registres de l’état civil.

Il convient également de souligner l’inégalité objective de pouvoir entre Cecilia Parodi, simple citoyenne, et madamefonte Segre, Sénatrice à vie, qui, grâce à son rôle institutionnel, peut bénéficier d’un soutien économique, juridique et médiatique, rendant la situation entre les deux parties inéquitable, tant sur le plan moral que juridique.

Chaque signature est donc nécessaire pour exprimer désaccord envers la plainte déposée par la Sénatrice Segre contre Cecilia Parodi, une citoyenne qui invoque légitimement le droit d’exprimer son désaccord et son opinion dans un État où la loi doit être égale pour tous, mais qui, en raison de campagnes médiatiques et politiques empreintes de censure et de préjugés, se transforme rapidement en une nation dangereuse où le fossé médiéval, classiste et raciste entre citoyens et figures de pouvoir devrait inquiéter tout le monde.

Efter mere end et år med bombninger og vilkårlige drab, især på kvinder og børn, med rædselsvækkende billeder, der viser lemlæstede kroppe af tusindvis af uskyldige mennesker dræbt af Israel under et FOLKEMORD, som også er blevet bekræftet af Den Internationale Domstol, samt krigsforbrydelser som brugen af ulovlige våben i strid med internationale konventioner, systematisk ødelæggelse af hospitaler, ambulancer, skoler, moskeer, hele bygninger og boligkvarterer, og blokering af humanitær bistand (mad, vand og medicin), har Cecilia Parodi, forfatter og journalist, en almindelig borger, offentligt kritiseret livstidssenator Liliana Segres udtalelser. Segre har gentagne gange nægtet at anerkende folkemordet og udtalt ting som: “Den, der bruger ordet folkemord, begår en blasfemi,” “Situationen i Gaza opfylder ikke kriterierne for et folkemord,” og “Misbrug af ordet folkemord bør undgås for at forhindre den tilfredsstillelse, som nogle finder i at anklage jøder for at gøre mod andre, hvad der blev gjort mod dem.”

 

Disse udtalelser fra Segre har skabt en bølge af forargelse og vrede blandt millioner af italienske borgere. De modsiger ikke kun de klare udtalelser fra hver israelsk minister, som har erklæret en intention om at ødelægge Gaza og etablere ulovlige bosættelser, men også de utallige beviser på israelsk folkemordsintention, der er dokumenteret live på sociale medier af palæstinensiske journalister. Kvinder og børn, som er hovedmål for den israelske hær, har været særligt udsatte, og indtil videre er næsten 200 journalister blevet dræbt med overlæg af Israel.

 

Konsekvensen af Cecilia Parodis legitime udtryk for uenighed over for senator Segres udtalelser har været en anklage om bagvaskelse. Cecilia Parodi har i årevis arbejdet for Gaza med humanitære projekter for at hjælpe den palæstinensiske befolkning, som i næsten et århundrede har lidt under undertrykkelse, vold og apartheid. Hun har skrevet en bog, hvis eneste formål er at samle midler til palæstinensiske familier i ekstrem nød. Kritik af senator Segres udtalelser bør ikke bruges som et redskab til at tavse en af de få stemmer, der støtter Palæstina. Med denne underskriftsindsamling beder vi senator Segre om at trække anklagen mod Cecilia Parodi tilbage. Parodi har i flere måneder modtaget dødstrusler fra en Telegram-gruppe, der er blevet anmeldt gentagne gange. Gruppen blev oprettet af den zionistiske jødiske fællesskab i Italien med det formål at forfølge Palæstinas støtter gennem personlige angreb, arbejdsrelaterede chikaner, nedgørelse, sexistiske og racistiske fornærmelser samt dødstrusler.

 

Cecilia Parodi er en almindelig borger uden straffeattest, uden politiske tilknytninger og bosat i en civil og demokratisk stat. Hun har udtrykt sin forargelse over folkemordet på det palæstinensiske folk, som nu har kostet over 186.000 liv (kilde: The Lancet, en lavt sat vurdering), det højeste antal amputerede i historien, et uforholdsmæssigt stort antal forældreløse børn og hele familier slettet fra folkeregisteret.

 

Vi ønsker desuden at henlede opmærksomheden på den objektive magtubalance mellem Cecilia Parodi, en almindelig borger, og Liliana Segre, livstidssenator, som på grund af sin institutionelle rolle har adgang til økonomisk, juridisk og mediemæssig støtte. Dette gør konflikten mellem de to parter ulige, både moralsk og juridisk.

 

Hver underskrift er derfor nødvendig for at udtrykke modstand mod den anklage, som senator Segre har rejst mod Cecilia Parodi. Anklagen er rettet mod en borger, der legitimt har påkaldt sig retten til at udtrykke sin uenighed og mening i en stat, hvor loven bør være lige for alle. Men på grund af medie- og politiske kampagner præget af censur og fordomme er Italien ved hurtigt at blive en farlig nation, hvor middelalderlig, klassistisk og racistisk ulighed mellem borgere og magthavere bør bekymre alle.

 

 

avatar of the starter
Maddalena AmodioPromotore della petizione

2894

Il problema

Dopo oltre un anno di bombardamenti e uccisioni indiscriminate, soprattutto di donne e bambini, di immagini raccapriccianti che mostrano i corpi dilaniati di migliaia di persone innocenti, uccise da Israele, durante un GENOCIDIO, come stabilito anche dalla Corte Internazionale di Giustizia, di crimini di guerra acclarati come l'utilizzo di armi vietate dalle convenzioni internazionali, la distruzione sistematica di ospedali, ambulanze, scuole, moschee, interi edifici e quartieri residenziali, l'impedimento all'ingresso di aiuti umanitari ( cibo, acqua e medicine), Cecilia Parodi, scrittrice e giornalista, una comune cittadina, ha contestato pubblicamente le dichiarazioni della Senatrice a vita Liliana Segre, che più volte ha negato il genocidio pronunciando affermazioni quali: "chi usa la parola genocidio dice una bestemmia", "a Gaza non ricorrono i caratteri tipici di una genocidio", "l'abuso della parola genocidio dovrebbe essere evitato...per evitare il compiacimento, la libidine con cui troppi sembrano cogliere un'opportunità per sbattere in faccia agli ebrei l'accusa di fare ad altri ciò che è stato fatto a loro".

Con queste affermazioni la Segre ha suscitato un’ondata di sdegno e rabbia tra milioni di cittadini italiani,  contraddicendo non solo le dichiarazioni esplicite di ogni Ministro del Governo israeliano riguardo la precisa volontà di distruggere Gaza e ivi costruire insediamenti illegali di coloni, ma soprattutto le innumerevoli prove di intento genocida israeliano, trasmesse in diretta social da giornalisti palestinesi, insieme a donne e bambini, principale target dell'esercito israeliano; ad oggi sono quasi 200 i giornalisti uccisi deliberatamente da Israele.

Il risultato per aver espresso una legittima opinione di dissenso, in riferimento alle dichiarazioni della Senatrice Segre, è stata una denuncia per diffamazione. Cecilia Parodi si occupa da anni di Gaza, con progetti umanitari volti a dare sollievo alla popolazione palestinese, martoriata da quasi un secolo da soprusi, abusi, violenze e apartheid. Ha scritto un libro la cui unica finalità è una raccolta di fondi destinata alle famiglie palestinesi in difficoltà estreme. Le contestazioni riguardo le dichiarazioni della Senatrice Segre non possono essere strumentalizzate al punto da costituire uno strumento per mettere a tacere una delle voci a sostegno della Palestina. Con questa petizione, chiediamo alla Senatrice Segre di ritirare la denuncia contro Cecilia Parodi che subisce minacce di morte da mesi da parte di un gruppo telegram, più volte segnalato alle autorità, creato dalla comunità ebraica sionista in Italia allo scopo di mettere in atto una vera e propria caccia ai sostenitori della Palestina: massacrando la sua vita personale, lavorativa, l’immagine, la credibilità e i valori, insultandola ripetutamente con volgarità sessiste e razziste, ponendo in essere calunnie, diffamazioni ed esplicite minacce di morte. 

Cecilia Parodi è una comune cittadina, incensurata, slegata da gruppi politici, residente in uno stato civile e democratico, che ha espresso il proprio sdegno per lo sterminio del popolo palestinese, che a oggi conta più di 186.000 vittime (fonte The Lancet, approssimazione per difetto), il più alto numero di amputati nella storia, un numero spropositato di orfani e intere famiglie spazzate via dal registro dell’anagrafe. 

Si vuole, inoltre, porre attenzione sull'oggettiva disparità di potere tra Cecilia Parodi, comune cittadina, e la Sig.ra Liliana Segre, Senatrice a vita, che grazie al ruolo istituzionale che ricopre può beneficiare di supporto economico, legale e mediatico, rendendo la questione tra le parti impari, sia sul piano morale che legale.

Ogni firma, pertanto, è necessaria per esprimere il proprio dissenso rispetto alla denuncia posta in essere dalla Senatrice Segre nei confronti di Cecilia Parodi, nei confronti di una cittadina che legittimamente invoca il diritto a esprimere il proprio dissenso e la propria opinione in uno Stato in cui la legge deve essere uguale per tutti, ma che grazie alle campagne mediatiche e politiche impregnate di censura e pregiudizi, si sta trasformando rapidamente in una nazione pericolosa in cui il divario medievale, classista e razzista, tra cittadini e personaggi del potere, dovrebbe preoccupare tutti.

بعد أكثر من عام من التفجيرات والقتل العشوائي، وخاصة للنساء والأطفال، والصور المروعة التي تظهر الجثث الممزقة لآلاف الأبرياء، الذين قتلتهم إسرائيل، خلال الإبادة الجماعية، كما أقرتها محكمة العدل الدولية أيضًا، من جرائم الحرب تم التحقق منها باستخدام الأسلحة المحرمة بموجب الاتفاقيات الدولية، والتدمير الممنهج للمستشفيات وسيارات الإسعاف والمدارس والمساجد ومباني بأكملها وأحياء سكنية، ومنع دخول المساعدات الإنسانية (الغذاء، المياه والأدوية)، سيسيليا بارودي، كاتبة وصحفية، مواطنة عادية، اعترضت علناً على تصريحات السيناتور مدى الحياة ليليانا سيغري، التي أنكرت مراراً وتكراراً الإبادة الجماعية من خلال الإدلاء بتصريحات مثل: "من يستخدم كلمة إبادة جماعية يقول كفر"، "الخصائص النموذجية للإبادة الجماعية لا تحدث في غزة"، "يجب تجنب إساءة استخدام كلمة إبادة جماعية... لتجنب الرضا عن النفس، والشهوة التي يبدو أن الكثيرين ينتهزون بها الفرصة لإلقاء الاتهام في وجوههم" من اليهود أن يفعلوا هذا للآخرين لقد تم ذلك لهم."

بهذه التصريحات، أثار سيجري موجة من السخط والغضب بين ملايين المواطنين الإيطاليين، وهو ما يتناقض ليس فقط مع التصريحات الصريحة لكل وزير في الحكومة الإسرائيلية فيما يتعلق بالرغبة المحددة في تدمير غزة وبناء مستوطنات استيطانية غير قانونية هناك، ولكن قبل كل شيء مع الأدلة التي لا تعد ولا تحصى على نية الإبادة الجماعية الإسرائيلية، التي يتم بثها مباشرة على وسائل التواصل الاجتماعي من قبل الصحفيين الفلسطينيين، إلى جانب النساء والأطفال، الهدف الرئيسي للجيش الإسرائيلي؛ وحتى الآن، قُتل ما يقرب من 200 صحفي عمداً على يد إسرائيل.

وكانت نتيجة التعبير عن رأي مخالف مشروع، في إشارة إلى تصريحات السيناتور سيغري، شكوى تشهير. تتعامل سيسيليا بارودي مع غزة منذ سنوات من خلال مشاريع إنسانية تهدف إلى إغاثة السكان الفلسطينيين الذين يعانون منذ ما يقرب من قرن من القمع وسوء المعاملة والعنف والفصل العنصري. لقد ألف كتاباً هدفه الوحيد هو جمع الأموال للعائلات الفلسطينية التي تعاني من صعوبات بالغة. الخلافات حول تصريحات السيناتور سيغري لا يمكن استغلالها إلى حد أن تكون أداة لإسكات أحد الأصوات الداعمة لفلسطين. من خلال هذا الالتماس، نطلب من السيناتور سيغري سحب الشكوى ضد سيسيليا بارودي التي كانت تتلقى تهديدات بالقتل لعدة أشهر من مجموعة برقية، تم إبلاغ السلطات عنها عدة مرات، أنشأتها الجالية اليهودية الصهيونية في إيطاليا بهدف تنفيذ حملة حقيقية ومطاردتها لمؤيدي فلسطين: ذبح حياتها الشخصية والعملية وصورتها ومصداقيتها وقيمها، وإهانتها بشكل متكرر بالابتذال الجنسي والعنصري، والقيام بالتشهير، التشهير والتهديدات الصريحة بالقتل.

سيسيليا بارودي مواطنة عادية، ليس لها سجل جنائي، منفصلة عن الجماعات السياسية، تقيم في دولة مدنية وديمقراطية، أعربت عن ازدرائها لإبادة الشعب الفلسطيني، الذي سقط حتى الآن أكثر من 186 ألف ضحية (المصدر ذا لانسيت ، تقريب للعيب)، أكبر عدد من مبتوري الأطراف في التاريخ، وعدد غير متناسب من الأيتام وعائلات بأكملها تم القضاء عليها من مكتب التسجيل.

كما نريد أن نلفت الانتباه إلى التفاوت الموضوعي في السلطة بين سيسيليا بارودي، المواطنة العادية، والسيدة ليليانا سيغري، عضو مجلس الشيوخ مدى الحياة، والتي يمكنها بفضل الدور المؤسسي الذي تضطلع به الاستفادة من الدعم الاقتصادي والقانوني والإعلامي، مما يجعل فالمسألة بين الطرفين غير متكافئة، سواء على المستوى الأخلاقي أو القانوني.

وبالتالي، فإن كل توقيع ضروري للتعبير عن معارضة الشخص فيما يتعلق بالشكوى التي قدمها السيناتور سيغري ضد سيسيليا بارودي، ضد مواطنة تستشهد بشكل مشروع بحقها في التعبير عن معارضتها ورأيها في دولة حيث يجب أن يكون القانون هو نفسه بالنسبة للمواطنين. الجميع، ولكنها، بفضل الحملات الإعلامية والسياسية الغارقة في الرقابة والتحيز، تتحول بسرعة إلى أمة خطيرة يجب أن يكون فيها الانقسام الطبقي والعنصري الذي يعود إلى القرون الوسطى بين المواطنين والشخصيات في السلطة مصدر قلق. الجميع.

 

After over a year of bombings and indiscriminate killings, especially of women and children, with horrifying images showing the mangled bodies of thousands of innocent people killed by Israel during a GENOCIDE, as also determined by the International Court of Justice, with confirmed war crimes such as the use of weapons prohibited by international conventions, the systematic destruction of hospitals, ambulances, schools, mosques, entire buildings, and residential neighborhoods, and the prevention of humanitarian aid (food, water, and medicine) from entering, Cecilia Parodi, a writer and journalist, an ordinary citizen, publicly challenged the statements made by Senator for life Liliana Segre, who has repeatedly denied the genocide with statements such as: “Whoever uses the word genocide speaks a blasphemy”, “The typical characteristics of genocide are not present in Gaza”, “The abuse of the word genocide should be avoided to prevent the satisfaction, the lust with which too many seem to seize the opportunity to throw in the face of Jews the accusation of doing to others what was done to them.”

With these statements, Segre has sparked a wave of outrage and anger among millions of Italian citizens, contradicting not only the explicit declarations of every Minister of the Israeli Government regarding the clear intent to destroy Gaza and build illegal settler colonies there, but especially the countless pieces of evidence of Israel’s genocidal intent, shared live on social media by Palestinian journalists, along with women and children, the primary targets of the Israeli army. To date, nearly 200 journalists have been deliberately killed by Israel.

The result of expressing a legitimate opinion of dissent, in reference to the statements by Senator Segre, was a defamation lawsuit. Cecilia Parodi has been involved for years in Gaza, with humanitarian projects aimed at relieving the suffering of the Palestinian population, tormented for nearly a century by oppression, abuse, violence, and apartheid. She has written a book whose sole purpose is to raise funds for Palestinian families in extreme difficulty. Criticism of the statements by Senator Segre cannot be instrumentalized to the point of becoming a means to silence one of the voices supporting Palestine. With this petition, we ask Senator Segre to withdraw the lawsuit against Cecilia Parodi, who has been subjected for months to death threats from a Telegram group, repeatedly reported to authorities, created by the Zionist Jewish community in Italy with the aim of conducting a real hunt for Palestine supporters: destroying her personal and professional life, her image, credibility, and values, repeatedly insulting her with sexist and racist vulgarities, spreading slander, defamation, and explicit death threats.

Cecilia Parodi is an ordinary citizen, with no criminal record, unaffiliated with political groups, residing in a civil and democratic state, who has expressed her indignation at the extermination of the Palestinian people, which to date counts over 186,000 victims (source: The Lancet, conservative estimate), the highest number of amputees in history, a disproportionate number of orphans, and entire families erased from the civil registry.

Furthermore, attention must be drawn to the objective disparity of power between Cecilia Parodi, an ordinary citizen, and Ms. Liliana Segre, a Senator for life, who, thanks to her institutional role, can benefit from economic, legal, and media support, making the dispute between the parties unequal, both morally and legally.

Therefore, every signature is necessary to express dissent regarding the lawsuit filed by Senator Segre against Cecilia Parodi, a citizen who legitimately invokes the right to express her dissent and opinion in a state where the law must be equal for all, but which, due to media and political campaigns filled with censorship and prejudice, is rapidly turning into a dangerous nation where the medieval, classist, and racist divide between citizens and powerful figures should concern everyone.

 

Después de más de un año de bombardeos y asesinatos indiscriminados, sobre todo de mujeres y niños, con imágenes espeluznantes que muestran los cuerpos destrozados de miles de personas inocentes asesinadas por Israel durante un GENOCIDIO, como también lo ha determinado la Corte Internacional de Justicia, junto con crímenes de guerra comprobados como el uso de armas prohibidas por las convenciones internacionales, la destrucción sistemática de hospitales, ambulancias, escuelas, mezquitas, edificios enteros y barrios residenciales, y el bloqueo a la entrada de ayuda humanitaria (alimentos, agua y medicinas), Cecilia Parodi, escritora y periodista, una ciudadana común, ha cuestionado públicamente las declaraciones de la senadora vitalicia Liliana Segre, quien en varias ocasiones ha negado el genocidio con afirmaciones como: “quien usa la palabra genocidio dice una blasfemia”, “en Gaza no se cumplen las características típicas de un genocidio”, “el abuso de la palabra genocidio debería evitarse para no caer en el placer malsano con el que muchos parecen encontrar una oportunidad para arrojar a la cara de los judíos la acusación de hacer a otros lo que les hicieron a ellos”.

Con estas declaraciones, Segre ha provocado una ola de indignación y rabia entre millones de ciudadanos italianos, contradiciendo no solo las declaraciones explícitas de cada ministro del gobierno israelí sobre la intención clara de destruir Gaza y construir allí asentamientos ilegales de colonos, sino sobre todo las innumerables pruebas de intención genocida israelí transmitidas en directo por periodistas palestinos en las redes sociales, junto a mujeres y niños, el principal objetivo del ejército israelí. Hasta la fecha, casi 200 periodistas han sido asesinados deliberadamente por Israel.

El resultado de expresar una opinión legítima de disenso en referencia a las declaraciones de la senadora Segre ha sido una denuncia por difamación. Cecilia Parodi lleva años trabajando por Gaza, con proyectos humanitarios destinados a aliviar el sufrimiento de la población palestina, devastada durante casi un siglo por abusos, violaciones, violencia y apartheid. Ha escrito un libro cuyo único propósito es recaudar fondos para las familias palestinas en extrema dificultad. Las críticas a las declaraciones de la senadora Segre no pueden instrumentalizarse hasta el punto de convertirse en un mecanismo para silenciar una de las voces en apoyo a Palestina. Con esta petición, pedimos a la senadora Segre que retire la denuncia contra Cecilia Parodi, quien lleva meses recibiendo amenazas de muerte por parte de un grupo de Telegram, reportado en varias ocasiones a las autoridades, creado por la comunidad judía sionista en Italia con el objetivo de llevar a cabo una auténtica cacería contra los defensores de Palestina: destruyendo su vida personal y profesional, su imagen, credibilidad y valores, insultándola repetidamente con vulgaridades sexistas y racistas, difundiendo calumnias y difamaciones, y lanzando amenazas de muerte explícitas.

Cecilia Parodi es una ciudadana común, sin antecedentes penales, desvinculada de grupos políticos, que reside en un estado civil y democrático y que ha expresado su indignación por el exterminio del pueblo palestino, que hasta la fecha cuenta con más de 186,000 víctimas (fuente: The Lancet, aproximación conservadora), el mayor número de amputados en la historia, una cantidad desproporcionada de huérfanos y familias enteras borradas del registro civil.

Además, se quiere llamar la atención sobre la evidente disparidad de poder entre Cecilia Parodi, una ciudadana común, y la señora Liliana Segre, senadora vitalicia, quien gracias a su rol institucional puede beneficiarse de apoyo económico, legal y mediático, haciendo que el conflicto entre ambas partes sea desigual tanto en el plano moral como en el legal.

Por lo tanto, cada firma es necesaria para expresar el rechazo hacia la denuncia presentada por la senadora Segre contra Cecilia Parodi, una ciudadana que legítimamente invoca su derecho a expresar disenso y su opinión en un Estado donde la ley debe ser igual para todos, pero que, debido a las campañas mediáticas y políticas impregnadas de censura y prejuicios, se está transformando rápidamente en una nación peligrosa donde la brecha medieval, clasista y racista entre los ciudadanos y los personajes del poder debería preocuparnos a todos.

Après plus d’un an de bombardements et de tueries indiscriminées, visant principalement des femmes et des enfants, après des images horrifiantes montrant les corps mutilés de milliers de personnes innocentes tuées par Israël, lors d’un GÉNOCIDE, comme l’a également établi la Cour internationale de justice, des crimes de guerre avérés tels que l’utilisation d’armes interdites par les conventions internationales, la destruction systématique d’hôpitaux, d’ambulances, d’écoles, de mosquées, de bâtiments et de quartiers résidentiels entiers, l’interdiction d’entrée des aides humanitaires (nourriture, eau et médicaments), Cecilia Parodi, écrivaine et journaliste, simple citoyenne, a publiquement contesté les déclarations de la Sénatrice à vie Liliana Segre, qui a nié à plusieurs reprises le génocide en prononçant des affirmations telles que : « celui qui utilise le mot génocide profère un blasphème », « à Gaza, les caractéristiques typiques d’un génocide ne sont pas réunies », « l’abus du mot génocide devrait être évité… pour éviter la complaisance, la jouissance avec laquelle trop de gens semblent saisir l’occasion d’accuser les Juifs de faire aux autres ce qui leur a été fait ».

Avec ces déclarations, Liliana Segre a suscité une vague d’indignation et de colère parmi des millions de citoyens italiens, contredisant non seulement les déclarations explicites de chaque ministre du gouvernement israélien concernant la volonté précise de détruire Gaza et d’y construire des colonies illégales, mais surtout les innombrables preuves d’une intention génocidaire israélienne, diffusées en direct sur les réseaux sociaux par des journalistes palestiniens, ainsi que par des femmes et des enfants, principales cibles de l’armée israélienne ; à ce jour, près de 200 journalistes ont été délibérément tués par Israël.

Le résultat d’avoir exprimé une opinion légitime de désaccord, en référence aux déclarations de la Sénatrice Segre, a été une plainte pour diffamation. Cecilia Parodi travaille depuis des années pour Gaza, à travers des projets humanitaires visant à soulager la population palestinienne, martyrisée depuis presque un siècle par des abus, des violences et un régime d’apartheid. Elle a écrit un livre dont l’unique objectif est de collecter des fonds destinés aux familles palestiniennes en détresse extrême. Les contestations relatives aux déclarations de la Sénatrice Segre ne peuvent être instrumentalisées au point de devenir un outil pour faire taire l’une des voix soutenant la Palestine. Par cette pétition, nous demandons à la Sénatrice Segre de retirer la plainte contre Cecilia Parodi, qui subit depuis des mois des menaces de mort provenant d’un groupe Telegram, signalé à plusieurs reprises aux autorités, créé par la communauté juive sioniste en Italie dans le but de mener une véritable chasse aux partisans de la Palestine : détruisant sa vie personnelle, professionnelle, son image, sa crédibilité et ses valeurs, l’insultant à plusieurs reprises avec des vulgarités sexistes et racistes, proférant des calomnies, des diffamations et des menaces explicites de mort.

Cecilia Parodi est une simple citoyenne, sans casier judiciaire, non affiliée à des groupes politiques, résidant dans un État civil et démocratique, qui a exprimé son indignation face à l’extermination du peuple palestinien, qui compte aujourd’hui plus de 186 000 victimes (source : The Lancet, estime pour défaut), le plus grand nombre d’amputés de l’histoire, un nombre disproportionné d’orphelins et des familles entières rayées des registres de l’état civil.

Il convient également de souligner l’inégalité objective de pouvoir entre Cecilia Parodi, simple citoyenne, et madamefonte Segre, Sénatrice à vie, qui, grâce à son rôle institutionnel, peut bénéficier d’un soutien économique, juridique et médiatique, rendant la situation entre les deux parties inéquitable, tant sur le plan moral que juridique.

Chaque signature est donc nécessaire pour exprimer désaccord envers la plainte déposée par la Sénatrice Segre contre Cecilia Parodi, une citoyenne qui invoque légitimement le droit d’exprimer son désaccord et son opinion dans un État où la loi doit être égale pour tous, mais qui, en raison de campagnes médiatiques et politiques empreintes de censure et de préjugés, se transforme rapidement en une nation dangereuse où le fossé médiéval, classiste et raciste entre citoyens et figures de pouvoir devrait inquiéter tout le monde.

Efter mere end et år med bombninger og vilkårlige drab, især på kvinder og børn, med rædselsvækkende billeder, der viser lemlæstede kroppe af tusindvis af uskyldige mennesker dræbt af Israel under et FOLKEMORD, som også er blevet bekræftet af Den Internationale Domstol, samt krigsforbrydelser som brugen af ulovlige våben i strid med internationale konventioner, systematisk ødelæggelse af hospitaler, ambulancer, skoler, moskeer, hele bygninger og boligkvarterer, og blokering af humanitær bistand (mad, vand og medicin), har Cecilia Parodi, forfatter og journalist, en almindelig borger, offentligt kritiseret livstidssenator Liliana Segres udtalelser. Segre har gentagne gange nægtet at anerkende folkemordet og udtalt ting som: “Den, der bruger ordet folkemord, begår en blasfemi,” “Situationen i Gaza opfylder ikke kriterierne for et folkemord,” og “Misbrug af ordet folkemord bør undgås for at forhindre den tilfredsstillelse, som nogle finder i at anklage jøder for at gøre mod andre, hvad der blev gjort mod dem.”

 

Disse udtalelser fra Segre har skabt en bølge af forargelse og vrede blandt millioner af italienske borgere. De modsiger ikke kun de klare udtalelser fra hver israelsk minister, som har erklæret en intention om at ødelægge Gaza og etablere ulovlige bosættelser, men også de utallige beviser på israelsk folkemordsintention, der er dokumenteret live på sociale medier af palæstinensiske journalister. Kvinder og børn, som er hovedmål for den israelske hær, har været særligt udsatte, og indtil videre er næsten 200 journalister blevet dræbt med overlæg af Israel.

 

Konsekvensen af Cecilia Parodis legitime udtryk for uenighed over for senator Segres udtalelser har været en anklage om bagvaskelse. Cecilia Parodi har i årevis arbejdet for Gaza med humanitære projekter for at hjælpe den palæstinensiske befolkning, som i næsten et århundrede har lidt under undertrykkelse, vold og apartheid. Hun har skrevet en bog, hvis eneste formål er at samle midler til palæstinensiske familier i ekstrem nød. Kritik af senator Segres udtalelser bør ikke bruges som et redskab til at tavse en af de få stemmer, der støtter Palæstina. Med denne underskriftsindsamling beder vi senator Segre om at trække anklagen mod Cecilia Parodi tilbage. Parodi har i flere måneder modtaget dødstrusler fra en Telegram-gruppe, der er blevet anmeldt gentagne gange. Gruppen blev oprettet af den zionistiske jødiske fællesskab i Italien med det formål at forfølge Palæstinas støtter gennem personlige angreb, arbejdsrelaterede chikaner, nedgørelse, sexistiske og racistiske fornærmelser samt dødstrusler.

 

Cecilia Parodi er en almindelig borger uden straffeattest, uden politiske tilknytninger og bosat i en civil og demokratisk stat. Hun har udtrykt sin forargelse over folkemordet på det palæstinensiske folk, som nu har kostet over 186.000 liv (kilde: The Lancet, en lavt sat vurdering), det højeste antal amputerede i historien, et uforholdsmæssigt stort antal forældreløse børn og hele familier slettet fra folkeregisteret.

 

Vi ønsker desuden at henlede opmærksomheden på den objektive magtubalance mellem Cecilia Parodi, en almindelig borger, og Liliana Segre, livstidssenator, som på grund af sin institutionelle rolle har adgang til økonomisk, juridisk og mediemæssig støtte. Dette gør konflikten mellem de to parter ulige, både moralsk og juridisk.

 

Hver underskrift er derfor nødvendig for at udtrykke modstand mod den anklage, som senator Segre har rejst mod Cecilia Parodi. Anklagen er rettet mod en borger, der legitimt har påkaldt sig retten til at udtrykke sin uenighed og mening i en stat, hvor loven bør være lige for alle. Men på grund af medie- og politiske kampagner præget af censur og fordomme er Italien ved hurtigt at blive en farlig nation, hvor middelalderlig, klassistisk og racistisk ulighed mellem borgere og magthavere bør bekymre alle.

 

 

avatar of the starter
Maddalena AmodioPromotore della petizione

Aggiornamenti sulla petizione

Condividi questa petizione

Petizione creata in data 2 dicembre 2024