Libertà e Diritto di Amare

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Viene negata la "Libertà individuale di scegliere il proprio partner sentimentale" ad una giovane di anni 15, in contrasto con l’articolo 147 c.c. (che rende "legislativamente arbitraria ogni iniziativa dei genitori volta a forzare la personalità del minore e, inoltre, viene data la legittimità al figlio di resistere a ogni compressione e alterazione della propria individualità"), oltre che in contrasto dell'Art. 12 Legge 27 maggio 1991, n. 176  (ratifica ed esecuzione della Convenzione sui diritti del fanciullo, fatta a New York il 20 novembre 1989) :

1. Gli Stati parti garantiscono al fanciullo capace di discernimento il diritto di esprimere liberamente la sua opinione su ogni questione che lo interessa, le opinioni del fanciullo essendo debitamente prese in considerazione tenendo conto della sua età e del suo grado di maturità.

2. A tal fine, si darà in particolare al fanciullo la possibilità di essere ascoltato in ogni procedura giudiziaria o amministrativa che lo concerne, sia direttamente, sia tramite un rappresentante o un organo appropriato, in maniera compatibile con le regole di procedura della legislazione nazionale.

e con la vigente normativa italiana relativa all' "Età del consenso" (anni 14).


A tali propositi (Cit.) "...ricordo la prima e significativa decisione del Tribunale per i minorenni di Bologna nel 1973, nella quale veniva affermato l’obbligo educativo dei genitori di tener sempre conto della personalità del minore e, pertanto, si impediva ai genitori di inserirsi, tanto meno di opporsi, alle scelte ideologiche e sentimentali di un figlio".

Il riconoscimento di tale diritto e nella fattispecie nella relazione tra "Anita" (nome di fantasia) e il sottoscritto, consentirà a noi di vivere in modo palese, libero, indipendente e responsabile la nostra relazione sentimentale, la nostra progettazione del futuro della famiglia che vogiamo realizzare come coppia amorosa.

Oggi l'URGENZA è di permettere ad "Anita" di tornare a frequentare la sua scuola, il suo ambiente sociale consueto e a lei familiare, le sue amicizie più strette e prevenire tutta la serie di disagi e compromissione del suo attuale stato psico-fisico, che l'hanno portata prima ad un ricovero ospedaliero ed ora, dal 18/12 in seguito di provvedimento nei confronti dei genitori, presumo in corrispondenza degli Art. 330 e 333 cc (Dispositivo dell'art. 330 Codice civile (1) Il giudice può pronunziare la decadenza dalla [potestà] responsabilità genitoriale quando il genitore viola o trascura i doveri ad essa inerenti [147; 30 Cost.; 570 c.p.] o abusa dei relativi poteri [320, 323, 324; 571 ss. c.p.] con grave pregiudizio del figlio. In tale caso, per gravi motivi, il giudice può ordinare l'allontanamento del figlio dalla residenza familiare [333]) quindi "Anita" oggi si trova in una sistemazione "forzosa" in una comunità (con omissione di notizia del luogo, sia allo scrivente che alle persone care da "Anita" riconsciute e desiderate accanto da lei stessa, come le amiche più care e la zia paterna...).

La nostra Storia d'AMORE, ampiamente dimostrabile sin dall'inizio della nostra frequentazione, attraverso tutta la "corrispondenza" esistente tra le parti (e anche con i genitori di "Anita"), portata immediatamente a conoscenza appunto dei genitori di "Anita" e attuato un continuativo tentativo di "mediazione" familiare (ad ottobre quasi concluso positivamente), ora è ricaduta in una condizione di "impossibilità" di frequentarci in quanto tale provvedimento a carico dei genitori impedisce di fatto anche a me ed "Anita" di avere qualsiasi tipo di contatto.

Chiedo/chiediamo (io e “Anita”) pertanto l'intervento urgente del Presidente del Tribunale dei Minori di Milano, affinché venga dibattuto il nostro caso e riconosciuto il Diritto di "Anita" di poter vivere liberamente la sua Storia di Amore e che le vengano di conseguenza evitati tutti i disturbi purtroppo in fase degenerativa, del suo stato psico-fisico, prima che questa degenerazione diventi oltremodo critica e le possa portare danni mentali e psicologici.

Grazie.

"Anita" & Paolo

 



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