Libertà di stampa a rischio: le false rivendicazioni copyright contro Rumore Popolare.

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Il problema

Noi sottoscritti ci uniamo all'appello di Alberto Fazolo e Stefano Spataro, nel chiedere attenzione e verifica su una vicenda che riguarda un piccolo canale di informazione indipendente, Rumore Popolare, e che solleva dubbi seri sulla tutela della libertà di stampa, di espressione e sul corretto uso degli strumenti di rimozione per copyright.

Chi è Rumore Popolare

Rumore Popolare è un canale di informazione indipendente nato dal lavoro di due creator, Alberto Fazolo (giornalista) e Stefano Spataro (videomaker). Su tutte le piattaforme social al momeno conta meno di 5.000 follower totali. Realizza contenuti originali di informazione, cronaca e approfondimento.

Cosa è successo
Tra il 1° agosto e il 22 settembre 2026, su YouTube sono stati rimossi quattro video totalmente autoprodotti. Tutti i video sono contenuti originali. Contengono musica di sottofondo scaricata legalmente da Pixabay, coperta da licenza royalty-free che ne consente l’uso anche per la monetizzazione. Le immagini di persone pubbliche sono utilizzate per finalità di cronaca e informazione, ai sensi degli Articoli 65 e 70 della Legge italiana sul Diritto d’Autore n. 633/1941.

Inoltre le richieste di rimozione sono fatte da persone diverse, mentre i contenuti potenzialmente protetti da copyright (come le musiche di sottofondo) sono sempre gli stessi.

In un caso precedente, la stessa traccia Pixabay era stata oggetto di una rivendicazione (senza rimozione) su un altro video del canale. In quella circostanza la contestazione è stata accettata e la rivendicazione rimossa. Oggi, invece, le richieste di rimozione si moltiplicano. Evidentemente i contenuti come le musiche non sono il problema.

Il primo strike è arrivato 10 giorni dopo aver realizzato un’intervista alla giornalista di Investigate Europe, il consorzio giornalistico indipendente che ha realizzato l’inchiesta “Shady Bets” sull’industria del gioco d’azzardo online.

La prima rimozione dopo una settimana dall'intervista con Maria Maggiore

Il fatto non è secondario, poichè quando l’inchiesta “Shady Bets” è stata pubblicata, a marzo 2025, Google ha ricevuto oltre 50 denunce per violazione del copyright (DMCA). Secondo fonti pubbliche e un’interrogazione parlamentare europea (P-002235/2025), quelle denunce erano false: anonimi avevano copiato gli articoli di inchiesta su Tumblr, li avevano retrodatati e poi avevano denunciato a Google gli articoli originali come copie. Molti partner del consorzio – tra cui Amphora Media (Malta), Frontstory (Polonia), Reporters United (Grecia) e Delfi (Estonia) – hanno visto i loro articoli sparire dai risultati di ricerca. Questa tecnica è definita "Copyright Trolling".

Gli altri strike a Rumore Popolare sono arrivati dopo il 17 settembre 2026, quando il canale ha pubblicato un video che espone questi fatti. Inoltre collega gli attori di quell'inchiesta ad un progetto di ristrutturazione, finanziato dagli stessi, di un immobile di proprietà del Comune di Roma (Video).

I dubbi che poniamo
Al momento non abbiamo prove di un collegamento diretto tra l’inchiesta “Shady Bets” e le rimozioni subite da Rumore Popolare. Stiamo investigando al meglio per scoprire cosa sta succedendo. Non accusiamo nessuno. Non affermiamo che le rivendicazioni siano false in senso penale. Ma la sequenza dei fatti presenta elementi oggettivamente anomali:

  1. Tempistica sospetta: il primo strike arriva 10 giorni dopo l’intervista su “Shady Bets”; gli altri arrivano subito dopo la pubblicazione del video che espone i fatti legati a “Shady Bets”.
  2. Molteplicità di autori: le rivendicazioni sono a nome di persone diverse (Al-Turshi, Rossi, Johansson), circostanza che può rendere più difficile la difesa per un piccolo canale.
  3. Natura delle rivendicazioni: una rivendicazione per “Opera d’arte” su un video che contiene musica royalty-free e materiale giornalistico appare quantomeno insolita.
  4. Precedente favorevole: la stessa musica Pixabay era già stata oggetto di una rivendicazione, poi risolta a favore del canale.
  5. Sproporzione: un canale con meno di 5.000 follower viene colpito da una raffica di rimozioni in un breve lasso di tempo, con il rischio di chiusura in una settimana di tempo.
  6. Possono sentirsi al sicuro gli operatori del campo dell'informazione, se dopo colloqui privati e non ancora pubblici, cominciano a ricevere questo tipo di intimidazioni?

Questo è un modus operandi che, per gli esperti, è tipico del "Copyright Trolling": frammentare le contestazioni per sopraffare il creatore e rendere più difficile la difesa, farlo senitre impotente, derubarlo dei suoi contenuti per modificarli, retrodatarli e creare le contestazioni. Come abbiamo scoperto grazie alla partecipazione ai webinar del GJIN, i quali ci hanno mostrato come decine di giornalisti e attivisti siano attaccati quotidianamente con questi metodi, in tutto il mondo. Una pratica che sta mettendo a rischio l'esistenza del giornalismo e dell'informazione indipendente.

Questi elementi, nel loro insieme, sollevano un dubbio legittimo: le rimozioni stanno colpendo contenuti giornalistici scomodi, invece di essere semplici violazioni del diritto d’autore?

Le nostre richieste

A YouTube:

  • Verificare l’eventuale abuso del processo di rimozione per copyright.
  • Riesaminare le rivendicazioni che hanno portato alla rimozione dei video di Rumore Popolare.
  • Ripristinare i video qualora le rivendicazioni risultino infondate.
  • Fornire maggiore trasparenza sui criteri con cui vengono gestite rivendicazioni multiple e potenzialmente coordinate.
  • Proteggere i canali giornalistici indipendenti da campagne di molestie legali.

Ad AGCOM:

  • Monitorare la vicenda e valutare se vi siano profili di abuso degli strumenti di tutela del copyright.
  • Verificare il rispetto dei principi di pluralismo e libertà di informazione.
  • Attivarsi, nei limiti delle proprie competenze, per tutelare i contenuti giornalistici.

Al Parlamento Europeo ed Italiano:

  • Prendere atto della segnalazione e del seguito dell’interrogazione P-002235/2025.
  • Valutare se il quadro normativo europeo (in particolare il Digital Services Act) sia sufficiente a contrastare le false notifiche DMCA e il copyright trolling.
  • Promuovere iniziative a tutela del giornalismo indipendente e della libertà di stampa.

All'Ordine dei Giornalisti Italiano e alle organizzazioni in difesa della libertà di stampa e di espressione:

  • Offrire il proprio sostegno, anche solo morale o di monitoraggio, a Rumore Popolare.
  • Includere la vicenda nei rapporti sulla libertà di espressione e sui diritti digitali.
  • Fornire, se possibile, assistenza legale o advocacy.
  • Diffondere questo appello presso le rispettive reti.

Cautele legali ed etiche
Ribadiamo che non stiamo accusando nessuno. Non stiamo affermando che le rivendicazioni siano false. Non stiamo chiedendo a YouTube di ignorare il diritto d’autore. Stiamo chiedendo verifiche, trasparenza e attenzione. I nomi delle persone che compaiono nelle rivendicazioni sono riportati esclusivamente perché presenti nelle notifiche ricevute da YouTube. Nessuna di esse è destinataria di accuse da parte nostra. Al contempo rischiamo la chiusura in meno di una settimana, quinid dobbiamo agire in fretta e continuare a fare il nostro lavoro, quello di informare.

Perché firmare
Questa non è solo la storia di un piccolo canale. È la storia di come strumenti pensati per proteggere il diritto d’autore possano essere usati per mettere a tacere il giornalismo e l'informazione indipendente. Se succede a Rumore Popolare, può succedere a chiunque. Firmare significa chiedere a YouTube e alle autorità di verificare, di tutelare la libertà di stampa e di impedire che le false rivendicazioni diventino un’arma di censura.

Firma e condividi. La libertà di stampa riguarda tutti.

#RumorePopolare #ShadyBets #Censura #LibertàDiStampa #YouTube #Copyright #FalseDMCA #GiornalismoIndipendente

 

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Stefano …Promotore della petizione

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