Libertà di opinione per delegati e precari sui posti di lavoro

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Carissimi e carissime,

vi chiediamo 5 minuti di attenzione per leggere questa lettera aperta per la libertà di opinione contro i ricatti aziendali che trovate sul nostro sito alla pagina: https://lavoratoriautoconvocati.wordpress.com/2018/10/17/lettera-aperta-liberta-di-opinione-contro-i-ricatti-aziendali/ 

Sono sempre più frequenti i licenziamenti ed i provvedimenti disciplinari da parte delle aziende contro lavoratrici, lavoratori, precari e delegati sindacali che esprimono opinioni pubbliche dentro e fuori i luoghi di lavoro sulle loro condizioni lavorative, le loro vertenze, le ristrutturazioni o sui problemi della sicurezza e degli appalti. E purtroppo sono sempre più frequenti anche le sentenze con cui la magistratura conferma la legittimità del cosiddetto “obbligo di fedeltà” nei confronti dell’azienda rifacendosi ad una interpretazione distorta dell’art. 2105 del Codice Civile.

E’ diventato in questi giorni noto all’opinione pubblica il caso dei 4 operai della FCA di Pomigliano, ma quello non è un caso isolato. Ha riguardato anche i primi 4 promotori di questa lettera (i cui casi potrete leggere all'interno), ma il ricatto del “vincolo di fedeltà” è stato usato per decine e decine di casi che non sono noti ai più e agisce come deterrente, insieme ai contratti senza tutele, su migliaia di precari che hanno difficoltà anche solo a denunciare soprusi o ingiustizie aziendali. Insomma non solo ci cancellano i diritti esistenti, ma ora ci impediscono anche di rivendicare quelli residui.

La lettera è promossa da Augustin Breda, RSU operaio Electrolux; Riccardo De Angelis, RSU TIM spa; Dante De Angelis, RLS Ferrovie; Gian Paolo Adrian, RSU operaio Fincantieri.

Chiediamo il sostegno a questa lettera anche con la vostra firma, individuale o collettiva, per rendere più visibile possibile la voce di denuncia: se toccano uno, toccano tutti.



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