Lettera per dire "Stop ai bombardamenti su Gaza"

Il problema

In questi giorni gli studenti nelle università di tutto il mondo stanno protestando per fermare il massacro in atto ora a Gaza. I media e i governi cercano di minimizzare la portata delle proteste o addirittura di additarle come antisemite e violente. I ragazzi di quelle università non sono niente di tutto ciò, ci stanno mostrando la strada da seguire. Purtroppo quando sentono di non essere ascoltati l'unico modo che hanno di farsi sentire è di alzare ancora di più la voce. La cosa che stupisce in questo scenario di proteste nei confronti di Israele, che non sta facendo altro che commettere un crimine di guerra dopo l'altro, è il silenzio totale di chi ha una voce potente e non vuole usarla. Celebrità di grande calibro che hanno il potere di fare sentire la voce di tutti, tacciono. Negli Stati Uniti in questo momento è in atto il "Blockout 2024", cioè le persone comuni bloccano (non fanno unfollow, ma bloccano proprio) una serie di celebrità che non hanno usato la loro voce per chiedere il cessate il fuoco su Gaza e che non hanno speso un secondo del loro tempo per denunciare il massacro in atto. Io ho scelto, invece, di scrivere una lettera di protesta. Siamo noi persone comuni che diamo visibilità e fama e chiedere il cessate il fuoco non ha niente di politico, ma è una questione puramente umana e farebbe sentire ascoltati tutte quelle persone per voi hanno grande ammirazione e sentono questo problema come loro. I bombardamenti su Rafah non possono lasciarci indifferenti. Si spara sui civili per colpire i terroristi. Il terrorismo va condannato sempre e comunque senza se e senza ma. Il punto è che oggi, con tutta la tecnologia di cui siamo a disposizione, con i social che ci mostrano in tempo reale quello che accade, non possiamo rimanere indifferenti. La crisi in Medio Oriente non è iniziata il 7 Ottobre 2023 e se le parti non riescono a concordare una pace, non si arriverà mai ad una fine. Io chiedo a tutte le celebrità presenti sul pianeta, di alzare la voce e dire BASTA AI BOMBARDAMENTI SUI CIVILI. Chiedo loro di aiutare tutte le persone che stanno protestando a far sì che i governi e i media e le Università inizino ad ascoltare quello che abbiamo da dire al riguardo. 

La posta in gioco è davvero alta: la vita di quelle persone potrebbe dipendere da noi ed è ora che i governi capiscano che noi non vogliamo stare dal lato sbagliato della storia e che un massacro (sul quale la Corte Penale Internazionale sta indagando per presunto genocidio) resterà sempre sbagliato, da qualsiasi angolazione la si guardi.

Non è uno schieramento politico, è un sentire umano. Vuol dire aiutare i nostri fratelli e le nostre sorelle che soffrono in Medio Oriente. 

Dobbiamo farlo e dobbiamo farlo ora perché se aspettiamo troppo allora sarà inutile piangere chi poteva essere salvato. 

Io sono una mamma di trentun anni che ha una voce piccola piccola, ma spero che se tutti insieme uniamo le nostre forse qualcuno prima o poi ci ascolterà.

E tu ci darai una mano?

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Rosa Anna MontellaPromotore della petizione

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Il problema

In questi giorni gli studenti nelle università di tutto il mondo stanno protestando per fermare il massacro in atto ora a Gaza. I media e i governi cercano di minimizzare la portata delle proteste o addirittura di additarle come antisemite e violente. I ragazzi di quelle università non sono niente di tutto ciò, ci stanno mostrando la strada da seguire. Purtroppo quando sentono di non essere ascoltati l'unico modo che hanno di farsi sentire è di alzare ancora di più la voce. La cosa che stupisce in questo scenario di proteste nei confronti di Israele, che non sta facendo altro che commettere un crimine di guerra dopo l'altro, è il silenzio totale di chi ha una voce potente e non vuole usarla. Celebrità di grande calibro che hanno il potere di fare sentire la voce di tutti, tacciono. Negli Stati Uniti in questo momento è in atto il "Blockout 2024", cioè le persone comuni bloccano (non fanno unfollow, ma bloccano proprio) una serie di celebrità che non hanno usato la loro voce per chiedere il cessate il fuoco su Gaza e che non hanno speso un secondo del loro tempo per denunciare il massacro in atto. Io ho scelto, invece, di scrivere una lettera di protesta. Siamo noi persone comuni che diamo visibilità e fama e chiedere il cessate il fuoco non ha niente di politico, ma è una questione puramente umana e farebbe sentire ascoltati tutte quelle persone per voi hanno grande ammirazione e sentono questo problema come loro. I bombardamenti su Rafah non possono lasciarci indifferenti. Si spara sui civili per colpire i terroristi. Il terrorismo va condannato sempre e comunque senza se e senza ma. Il punto è che oggi, con tutta la tecnologia di cui siamo a disposizione, con i social che ci mostrano in tempo reale quello che accade, non possiamo rimanere indifferenti. La crisi in Medio Oriente non è iniziata il 7 Ottobre 2023 e se le parti non riescono a concordare una pace, non si arriverà mai ad una fine. Io chiedo a tutte le celebrità presenti sul pianeta, di alzare la voce e dire BASTA AI BOMBARDAMENTI SUI CIVILI. Chiedo loro di aiutare tutte le persone che stanno protestando a far sì che i governi e i media e le Università inizino ad ascoltare quello che abbiamo da dire al riguardo. 

La posta in gioco è davvero alta: la vita di quelle persone potrebbe dipendere da noi ed è ora che i governi capiscano che noi non vogliamo stare dal lato sbagliato della storia e che un massacro (sul quale la Corte Penale Internazionale sta indagando per presunto genocidio) resterà sempre sbagliato, da qualsiasi angolazione la si guardi.

Non è uno schieramento politico, è un sentire umano. Vuol dire aiutare i nostri fratelli e le nostre sorelle che soffrono in Medio Oriente. 

Dobbiamo farlo e dobbiamo farlo ora perché se aspettiamo troppo allora sarà inutile piangere chi poteva essere salvato. 

Io sono una mamma di trentun anni che ha una voce piccola piccola, ma spero che se tutti insieme uniamo le nostre forse qualcuno prima o poi ci ascolterà.

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Petizione creata in data 10 maggio 2024