Petition updateL'Europa apra le porte ai migranti e usi i finanziamenti per garantire viaggi aerei sicuriEu, la petizione è ricevibile. Un piccolo passo avanti
Floriana LippariniItaly
Dec 29, 2016
Carissime sostenitrici e sostenitori, abbiamo sperato insieme di fermare l’orrore delle stragi di innocenti nelle acque del Mediterraneo, sottraendole alle violenze, agli abusi e alla morte. Abbiamo sognato insieme che si aprissero strade sicure e legali per le migliaia di persone in cerca d’asilo: voli aerei, permessi umanitari, diritti di soggiorno. Abbiamo creduto insieme che tutto questo possa e debba essere fatto. La situazione purtroppo sostanzialmente non è cambiata, ma se si moltiplicheranno le voci, le proteste e gli appelli qualcosa alla fine dovrà accadere, ci dovranno ascoltare. Ecco perché oggi sono felice di darvi quella che considero una buona notizia, un piccolo passo avanti della nostra petizione. La Commissione europea per le petizioni l’ha esaminata e l’ha dichiarata “ricevibile in base al regolamento del Parlamento europeo, dal momento che le questioni sollevate rientrano nell’ambito di attività dell’Unione europea”, prendendo quindi atto delle osservazioni “che saranno trasmesse alle commissioni competenti”. Personalmente lo considero un piccolo successo per la Rete femminista “No muri, no recinti” insieme a cui ho proposto la petizione, e per tutte le persone firmatarie che l’hanno supportata. Mi pare di buon augurio per l’anno nuovo, trattandosi di un gesto in controtendenza rispetto al rinascere di integralismi e razzismi che la diffusa barbarie sociale sta favorendo in molti Paesi europei. Le premesse su cui l’Europa è nata parlavano di solidarietà, di apertura, di accoglienza e inclusione, ma se tutto questo viene negato nei fatti l’Europa cessa di esistere. Dunque grazie a tutti coloro che nel Parlamento europeo e nelle Commissioni lavorano per fermare la deriva genocida di chiusura delle frontiere, cercando di ritrovare un senso umano nella costruzione di questa Europa, ma non c’è davvero più tempo, troppo orrore abbiamo già visto e non possiamo tacere o voltarci dall’altra parte. Voi che sedete in quelle stanze dovete fare qualcosa di decisivo per dire basta e dare avvio a una nuova politica dell’accoglienza. Noi che stiamo fuori dai palazzi continueremo a ricordarvene la drammatica urgenza.
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