LE NOSTRE STRADE NON SI PAGANO A CHILOMETRO! NO AI PORTALI FREE-FLOW


LE NOSTRE STRADE NON SI PAGANO A CHILOMETRO! NO AI PORTALI FREE-FLOW
Il problema
PETIZIONE PUBBLICA
NO AL PAGAMENTO A METRO, SÌ AL DIRITTO ALLA MOBILITÀ
LA NOSTRA LOTTA
«Ogni giorno percorro 5 km della tangenziale per lavorare e accudire mio padre malato. Con i portali, pagherò 300€ l’anno in più solo per sopravvivere. Non è giusto!
La A55 è una strada di tutti, non un lusso. Questa speculazione colpirà chi è già in difficoltà: famiglie, anziani, piccole imprese. Se non agiamo ora, domani sarà troppo tardi.»
— Luca, padre e caregiver
----------------------------------------
CONTRO L’INTRODUZIONE DEL SISTEMA “FREE-FLOW” E LA TARIFFAZIONE A CHILOMETRO SULLA TANGENZIALE DI TORINO (A55)
Noi sottoscritti cittadini, residenti, pendolari e utenti della Tangenziale di Torino (A55), chiediamo con urgenza alla Regione Piemonte, al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, e alla società ITP (Ivrea-Torino-Piacenza) di bloccare il progetto di eliminazione dei caselli e l’introduzione del sistema di pagamento a chilometro tramite portali free-flow.
RIFERIMENTI LEGALI
Art. 16 della Costituzione: "Ogni cittadino può circolare liberamente".
Art. 8 della CEDU: Diritto al rispetto della vita privata e familiare.
Regolamento UE 2016/679 (GDPR): Protezione dei dati personali.
----------------------------------------
Motivazioni della protesta
- Aumento dei costi per gli utenti
La tariffazione proporzionale ai chilometri percorsi, seppur apparentemente equa, rischia di penalizzare chi utilizza la tangenziale per brevi tratte (es. spostamenti locali), imponendo un pedaggio anche per percorsi minimi che oggi sono gratuiti o a costo fisso ridotto. - Sistema intrusivo e rischi per la privacy
L’installazione di telecamere per il riconoscimento delle targhe solleva preoccupazioni sulla gestione dei dati personali e sulla sorveglianza massiva degli spostamenti dei cittadini. - Mancanza di alternative concrete
Prima di imporre un nuovo modello tariffario, è indispensabile potenziare il trasporto pubblico locale e garantire opzioni di mobilità sostenibile, soprattutto per chi non può permettersi costi aggiuntivi. - Rischio di disparità territoriale
Il sistema "pay per use" potrebbe aggravare le disuguaglianze tra chi ha necessità di percorrere lunghe distanze (es. lavoratori pendolari) e chi vive in aree già servite da mezzi pubblici efficienti. - Assenza di consultazione pubblica
La decisione è stata presa senza un confronto trasparente con le comunità locali, gli enti territoriali e gli utenti diretti dell’infrastruttura.
----------------------------------------
✅ TARIFFE INGIUSTE: Il “pay per use” è una tassa occulta su chi non ha alternative all’auto.
Statistica: Il 40% dei pendolari torinesi guadagna meno di 1.500€ al mese (fonte: Istat 2023).
Conseguenza: Con i portali, una famiglia media spenderà 500€ in più all’anno.
✅ PRIVACY A RISCHIO: Telecamere che tracciano ogni spostamento? Siamo cittadini, non criminali.
Statistica: Il 78% degli italiani teme il tracciamento massivo dei propri dati (fonte: Eurobarometro 2023).
Conseguenza: Ogni giorno, 200.000 veicoli saranno schedati senza il nostro consenso.
✅ DISASTRO AMBIENTALE: Più traffico nei quartieri per evitare i portali? Aria inquinata e strade insicure.
Statistica: Torino è già la 4ª città più inquinata d’Italia (fonte: Legambiente 2023).
Conseguenza: I quartieri residenziali vedranno un aumento del 30% del traffico.
----------------------------------------
Cosa chiediamo:
- Blocco immediato del progetto free-flow e apertura di un tavolo di confronto con cittadini, comuni e associazioni di categoria.
- Mantenimento dei caselli tradizionali con eventuali migliorie tecnologiche, garantendo la possibilità di scelta tra pagamento fisso e tariffa proporzionale.
- Investimenti prioritari nella manutenzione della tangenziale e nella sicurezza stradale, anziché in sistemi di riscossione punitivi.
- Trasparenza sui costi del progetto e sull’impatto economico per le famiglie e le imprese del territorio.
----------------------------------------
Diritto alla Mobilità e Libertà di Circolazione
"L'introduzione del pedaggio a chilometro sulla A55 limita il diritto alla mobilità garantito dall'Art. 2 della Costituzione Italiana e crea disuguaglianze tra cittadini, in contrasto con l'Art. 3 della Costituzione, mentre i pedaggi eccessivi si configurano come una restrizione indiretta della libertà di circolare, in violazione del Protocollo 4 della CEDU (Art. 2)."
Privacy e Protezione dei Dati
"Il tracciamento delle targhe tramite telecamere free-flow costituisce una violazione del diritto alla privacy sancito dall'Art. 7 della Carta dei Diritti Fondamentali dell’UE, contravvenendo alle norme della Direttiva ePrivacy (2002/58/CE) e violando il principio del consenso informato previsto dal Codice Privacy italiano (D.Lgs. 196/2003)."
Ambiente e Salute
"L'aumento del traffico indotto dal sistema free-flow nei quartieri residenziali peggiora l'inquinamento atmosferico, mettendo a rischio la salute pubblica, in contrasto con l'Art. 32 della Costituzione Italiana e la Direttiva UE 2008/50/CE sui limiti alle emissioni, e violando il diritto alla partecipazione nelle decisioni ambientali sancito dalla Convenzione di Aarhus (1998)."
Trasparenza e Democrazia
"La gestione opaca dei 1 miliardo di investimenti destinati alla A55 è in contrasto con l'Art. 97 della Costituzione Italiana, che richiede il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione, e con il Regolamento UE 1049/2001 che garantisce il diritto di accesso ai documenti, oltre a violare il principio di sussidiarietà stabilito dall'Art. 118 della Costituzione."
Tutela dei Consumatori
"Il sistema free-flow, imponendo costi aggiuntivi ai pendolari senza garantire trasparenza sui criteri di tariffazione, costituisce una pratica commerciale aggressiva in violazione dell'Art. 20 del Codice del Consumo (D.Lgs. 206/2005) e contravviene alla Direttiva UE 2011/83, che richiede informazioni chiare e trasparenti sui costi e le condizioni dei servizi offerti."
Diritto Europeo e Autostrade
"L'assenza di prove che i ricavi derivanti dai pedaggi free-flow siano destinati al miglioramento della tangenziale viola la Direttiva Eurovignette (1999/62/CE), che impone che i pedaggi siano proporzionati ai costi di manutenzione, e rischia di configurare un illecito ai sensi dell'Art. 107 del TFUE, in quanto potrebbe rappresentare un aiuto di Stato distorsivo nei confronti della concorrenza."
----------------------------------------
Firma e condividi!
Ogni firma conta per difendere il diritto a una mobilità equa, accessibile e rispettosa della privacy.
Non possiamo permettere che la tangenziale diventi un privilegio per pochi!
----------------------------------------

97
Il problema
PETIZIONE PUBBLICA
NO AL PAGAMENTO A METRO, SÌ AL DIRITTO ALLA MOBILITÀ
LA NOSTRA LOTTA
«Ogni giorno percorro 5 km della tangenziale per lavorare e accudire mio padre malato. Con i portali, pagherò 300€ l’anno in più solo per sopravvivere. Non è giusto!
La A55 è una strada di tutti, non un lusso. Questa speculazione colpirà chi è già in difficoltà: famiglie, anziani, piccole imprese. Se non agiamo ora, domani sarà troppo tardi.»
— Luca, padre e caregiver
----------------------------------------
CONTRO L’INTRODUZIONE DEL SISTEMA “FREE-FLOW” E LA TARIFFAZIONE A CHILOMETRO SULLA TANGENZIALE DI TORINO (A55)
Noi sottoscritti cittadini, residenti, pendolari e utenti della Tangenziale di Torino (A55), chiediamo con urgenza alla Regione Piemonte, al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, e alla società ITP (Ivrea-Torino-Piacenza) di bloccare il progetto di eliminazione dei caselli e l’introduzione del sistema di pagamento a chilometro tramite portali free-flow.
RIFERIMENTI LEGALI
Art. 16 della Costituzione: "Ogni cittadino può circolare liberamente".
Art. 8 della CEDU: Diritto al rispetto della vita privata e familiare.
Regolamento UE 2016/679 (GDPR): Protezione dei dati personali.
----------------------------------------
Motivazioni della protesta
- Aumento dei costi per gli utenti
La tariffazione proporzionale ai chilometri percorsi, seppur apparentemente equa, rischia di penalizzare chi utilizza la tangenziale per brevi tratte (es. spostamenti locali), imponendo un pedaggio anche per percorsi minimi che oggi sono gratuiti o a costo fisso ridotto. - Sistema intrusivo e rischi per la privacy
L’installazione di telecamere per il riconoscimento delle targhe solleva preoccupazioni sulla gestione dei dati personali e sulla sorveglianza massiva degli spostamenti dei cittadini. - Mancanza di alternative concrete
Prima di imporre un nuovo modello tariffario, è indispensabile potenziare il trasporto pubblico locale e garantire opzioni di mobilità sostenibile, soprattutto per chi non può permettersi costi aggiuntivi. - Rischio di disparità territoriale
Il sistema "pay per use" potrebbe aggravare le disuguaglianze tra chi ha necessità di percorrere lunghe distanze (es. lavoratori pendolari) e chi vive in aree già servite da mezzi pubblici efficienti. - Assenza di consultazione pubblica
La decisione è stata presa senza un confronto trasparente con le comunità locali, gli enti territoriali e gli utenti diretti dell’infrastruttura.
----------------------------------------
✅ TARIFFE INGIUSTE: Il “pay per use” è una tassa occulta su chi non ha alternative all’auto.
Statistica: Il 40% dei pendolari torinesi guadagna meno di 1.500€ al mese (fonte: Istat 2023).
Conseguenza: Con i portali, una famiglia media spenderà 500€ in più all’anno.
✅ PRIVACY A RISCHIO: Telecamere che tracciano ogni spostamento? Siamo cittadini, non criminali.
Statistica: Il 78% degli italiani teme il tracciamento massivo dei propri dati (fonte: Eurobarometro 2023).
Conseguenza: Ogni giorno, 200.000 veicoli saranno schedati senza il nostro consenso.
✅ DISASTRO AMBIENTALE: Più traffico nei quartieri per evitare i portali? Aria inquinata e strade insicure.
Statistica: Torino è già la 4ª città più inquinata d’Italia (fonte: Legambiente 2023).
Conseguenza: I quartieri residenziali vedranno un aumento del 30% del traffico.
----------------------------------------
Cosa chiediamo:
- Blocco immediato del progetto free-flow e apertura di un tavolo di confronto con cittadini, comuni e associazioni di categoria.
- Mantenimento dei caselli tradizionali con eventuali migliorie tecnologiche, garantendo la possibilità di scelta tra pagamento fisso e tariffa proporzionale.
- Investimenti prioritari nella manutenzione della tangenziale e nella sicurezza stradale, anziché in sistemi di riscossione punitivi.
- Trasparenza sui costi del progetto e sull’impatto economico per le famiglie e le imprese del territorio.
----------------------------------------
Diritto alla Mobilità e Libertà di Circolazione
"L'introduzione del pedaggio a chilometro sulla A55 limita il diritto alla mobilità garantito dall'Art. 2 della Costituzione Italiana e crea disuguaglianze tra cittadini, in contrasto con l'Art. 3 della Costituzione, mentre i pedaggi eccessivi si configurano come una restrizione indiretta della libertà di circolare, in violazione del Protocollo 4 della CEDU (Art. 2)."
Privacy e Protezione dei Dati
"Il tracciamento delle targhe tramite telecamere free-flow costituisce una violazione del diritto alla privacy sancito dall'Art. 7 della Carta dei Diritti Fondamentali dell’UE, contravvenendo alle norme della Direttiva ePrivacy (2002/58/CE) e violando il principio del consenso informato previsto dal Codice Privacy italiano (D.Lgs. 196/2003)."
Ambiente e Salute
"L'aumento del traffico indotto dal sistema free-flow nei quartieri residenziali peggiora l'inquinamento atmosferico, mettendo a rischio la salute pubblica, in contrasto con l'Art. 32 della Costituzione Italiana e la Direttiva UE 2008/50/CE sui limiti alle emissioni, e violando il diritto alla partecipazione nelle decisioni ambientali sancito dalla Convenzione di Aarhus (1998)."
Trasparenza e Democrazia
"La gestione opaca dei 1 miliardo di investimenti destinati alla A55 è in contrasto con l'Art. 97 della Costituzione Italiana, che richiede il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione, e con il Regolamento UE 1049/2001 che garantisce il diritto di accesso ai documenti, oltre a violare il principio di sussidiarietà stabilito dall'Art. 118 della Costituzione."
Tutela dei Consumatori
"Il sistema free-flow, imponendo costi aggiuntivi ai pendolari senza garantire trasparenza sui criteri di tariffazione, costituisce una pratica commerciale aggressiva in violazione dell'Art. 20 del Codice del Consumo (D.Lgs. 206/2005) e contravviene alla Direttiva UE 2011/83, che richiede informazioni chiare e trasparenti sui costi e le condizioni dei servizi offerti."
Diritto Europeo e Autostrade
"L'assenza di prove che i ricavi derivanti dai pedaggi free-flow siano destinati al miglioramento della tangenziale viola la Direttiva Eurovignette (1999/62/CE), che impone che i pedaggi siano proporzionati ai costi di manutenzione, e rischia di configurare un illecito ai sensi dell'Art. 107 del TFUE, in quanto potrebbe rappresentare un aiuto di Stato distorsivo nei confronti della concorrenza."
----------------------------------------
Firma e condividi!
Ogni firma conta per difendere il diritto a una mobilità equa, accessibile e rispettosa della privacy.
Non possiamo permettere che la tangenziale diventi un privilegio per pochi!
----------------------------------------

97
I decisori

Aggiornamenti sulla petizione
Condividi questa petizione
Petizione creata in data 4 febbraio 2025