Le collaborazioni tra università italiane e israeliane devono proseguire

Firmatari recenti
Eleonora Modigliani e altri 19 hanno firmato di recente.

Il problema

Siamo laureati e studenti dell'università di Torino di ogni età e in ogni scienza, si uniscono a noi persone che hanno a cuore il progresso scientifico. Chiediamo al Rettore Geuna che l'ateneo mantenga i rapporti con le università israeliane. Questa connessione è fondamentale per la crescita accademica e culturale dei nostri studenti e docenti.

Israele è un paese democratico avanzato con alcune delle migliori università al mondo. Ha uno dei più alti tassi di premi Nobel pro capite, dimostrando la sua eccellenza nel campo dell'istruzione superiore. Interrompere questi legami preziosi danneggia non solo gli studenti e docenti della nostra università, ma anche il progresso della scienza e dell'istruzione e di conseguenza il nostro Paese. Si tratterebbe di una decisione leggera e superficiale che nulla ha a che fare con le legittime opinioni personali di alcuni e che alimenta un clima già teso.

Noi abbiamo studiato in questa Università, alcuni di noi ancora vi studiano e insegnano, altri semplicemente amano la democrazia. Chiediamo un'università focalizzata sulla ricerca di frontiera e sulla didattica intelligente, che sia sede di libertà di pensiero e fonte di nuovo sapere, non di involuzione.

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Elisabetta CoviniPromotore della petizione

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Siamo laureati e studenti dell'università di Torino di ogni età e in ogni scienza, si uniscono a noi persone che hanno a cuore il progresso scientifico. Chiediamo al Rettore Geuna che l'ateneo mantenga i rapporti con le università israeliane. Questa connessione è fondamentale per la crescita accademica e culturale dei nostri studenti e docenti.

Israele è un paese democratico avanzato con alcune delle migliori università al mondo. Ha uno dei più alti tassi di premi Nobel pro capite, dimostrando la sua eccellenza nel campo dell'istruzione superiore. Interrompere questi legami preziosi danneggia non solo gli studenti e docenti della nostra università, ma anche il progresso della scienza e dell'istruzione e di conseguenza il nostro Paese. Si tratterebbe di una decisione leggera e superficiale che nulla ha a che fare con le legittime opinioni personali di alcuni e che alimenta un clima già teso.

Noi abbiamo studiato in questa Università, alcuni di noi ancora vi studiano e insegnano, altri semplicemente amano la democrazia. Chiediamo un'università focalizzata sulla ricerca di frontiera e sulla didattica intelligente, che sia sede di libertà di pensiero e fonte di nuovo sapere, non di involuzione.

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