LE CARTOLARIZZAZIONI SOCIALI: UNA SPERANZA CONCRETA
Il 28 agosto è stato pubblicato questo articolo: https://www.huffingtonpost.it/economia/2024/08/21/news/casa_la_lega_studia_il_comodato_sociale_affitti_calmierati_e_certezze_per_i_proprietari-16726462/
È molto interessante perché definisce con chiarezza cosa possono essere le cartolarizzazioni sociali e come possono essere utili a debitori e creditori "La finalità è quella di promuovere il più possibile, specialmente con riguardo al caso di crediti in sofferenza, la stipulazione di accordi che, mediante la definizione di una rata sostenibile e un piano di ammortamento sufficientemente lungo, permettano al debitore di avviare un percorso di riabilitazione finanziaria" sottolinea Giovanni Pastore, coordinatore del gruppo di lavoro che ha portato alla introduzione delle cartolarizzazioni sociali. Il sistema della cartolarizzazione prevede che le banche vendano i crediti a speciali veicoli di cartolarizzazione, detti Spv. Nel quadro della cartolarizzazione sociale la Spv deve costituire una nuova società o Real Estate Owned Company, cui cede l’immobile pignorato. Quest’ultima utilizza l’incasso dei canoni di locazione per pagare la Spv che le ha venduto l’immobile. Il meccanismo prevede sempre il coinvolgimento di una associazione di promozione sociale che affianchi il debitore. Le modifiche allo studio, che sarebbero a costo zero per lo Stato, ampliano il sistema cercando di intervenire sulle difficoltà riscontrate in questi quattro anni. La volontà è anche permettere ai creditori di recuperare una fetta maggiore del dovuto, rispetto a quanto tornerebbe con le aste dell'immobile, che normalmente restituiscono soltanto il 30-35% del dovuto.”
1° Si permette alle SPV e alle società di recupero credito di creare REOCO sociali, senza che sia necessario attivare SPV per cartolarizzazioni aventi valenza sociale, con i relativi costi.
2° Si estende la possibilità di attuare cartolarizzazioni sociali anche sui crediti deteriorati acquistati sul mercato secondario
3°Viene finalmente fornita una normativa chiara per una prassi che, a volte, è già attuata. La finalità è quella di promuovere il più possibile, la stipulazione di accordi che, mediante la definizione di una rata sostenibile e un piano di ammortamento sufficientemente lungo, permettano al debitore di avviare un percorso di riabilitazione finanziaria. A ciò si aggiunge una nuova e ulteriore specifica che permette alle società di cartolarizzazione di “rifinanziare” i crediti ceduti. Non essendoci l’erogazione di ulteriore finanza, il coinvolgimento del soggetto vigilato assicura la sussistenza di presidi sufficienti.
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