LARGO CAIROLI - Non sotterriamo la storia della nostra città

Il problema

I SOTTOSCRITTI CITTADINI DI TERNI CONDIVIDENDO LE CONSIDERAZIONI SOTTO ESPOSTE CHIEDONO CHE L'AMMINISTRAZIONE COMUNALE CON I SUOI TECNICI LAVORI A SOLUZIONI CHE POSSANO VALORIZZARE E MANTENERE VISIBILI E FRUIBILI I RESTI DEL CONVENTO CARMELITANO DI LARGO CAIROLI, EVITANDO L'INTERRAMENTO.


A differenza di una prima progettualità la parte del convento di Largo Cairoli, riemersa con gli scavi non sarà fruibile ed integrata con l'originaria destinazione a giardino dell'area perché definita di "scarso valore archeologico" e quindi destinata a tornare ad essere per sempre sepolta dalla terra.

Non avrà lo stesso valore storico di un muro romano, per il quale è previsto un "lucernaio" ma è quel poco e prezioso che rimane di un convento carmelitano del cinquecento che fa profondamente parte della storia della nostra citta'. 

Ha una grande importanza culturale e documentale. Quelle parti oggi visibili ci parlano di una Terni che i più ignorano.

Ciò che è oggi visibile, le fondamenta del chiostro del convento con archi a botte è anche scenograficamente bello e se restaurato e ben illuminato arricchirebbe meravigliosamente il giardino urbano che si vuol realizzare. 

Quel sito merita qualcosa di meglio: uq n sito archeologico a cielo aperto che mostri le varie fasi di sviluppo di quella porzione di centro storico non è "poca roba" ma una testimonianza unica della storia della nostra cittá. 

Valorizzare ciò che ha "anche solo" valore di testimonianza storica e culturale, in una città come la nostra che per i più non ha storia, ha un valore culturale, documentale e didattico immenso. Se veramente a livello tecnico,come ci è stato detto, non si possono posizionare i vetri sugli archi di fondamenta del convento del cinquecento allora magari si ragioni su di un consolidamento e su una adeguata recinzione o la creazione di un percorso archeologico. Su questo non ci si può rispondere che il problema sarebbe poi l'ordinaria pulizia da future cartacce. Puo' essere questo il problema che ci porta all'interramento di queste testimonianze?  

Decidere su queste scelte ovvero se rimettere sotto terra la nostra storia di città o meno non dipende da nessun'altro ne dalla Soprintendenza, richiamata da qualcuno a motivo di garanzia, ma solo da noi ternani.

Nessuno ci vieta di valorizzare ciò che  riteniamo meritevole. E un convento che è storia della nostra città dovrebbe meritarlo per tutti, senza alcuna discussione.

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michele rossiPromotore della petizione

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I SOTTOSCRITTI CITTADINI DI TERNI CONDIVIDENDO LE CONSIDERAZIONI SOTTO ESPOSTE CHIEDONO CHE L'AMMINISTRAZIONE COMUNALE CON I SUOI TECNICI LAVORI A SOLUZIONI CHE POSSANO VALORIZZARE E MANTENERE VISIBILI E FRUIBILI I RESTI DEL CONVENTO CARMELITANO DI LARGO CAIROLI, EVITANDO L'INTERRAMENTO.


A differenza di una prima progettualità la parte del convento di Largo Cairoli, riemersa con gli scavi non sarà fruibile ed integrata con l'originaria destinazione a giardino dell'area perché definita di "scarso valore archeologico" e quindi destinata a tornare ad essere per sempre sepolta dalla terra.

Non avrà lo stesso valore storico di un muro romano, per il quale è previsto un "lucernaio" ma è quel poco e prezioso che rimane di un convento carmelitano del cinquecento che fa profondamente parte della storia della nostra citta'. 

Ha una grande importanza culturale e documentale. Quelle parti oggi visibili ci parlano di una Terni che i più ignorano.

Ciò che è oggi visibile, le fondamenta del chiostro del convento con archi a botte è anche scenograficamente bello e se restaurato e ben illuminato arricchirebbe meravigliosamente il giardino urbano che si vuol realizzare. 

Quel sito merita qualcosa di meglio: uq n sito archeologico a cielo aperto che mostri le varie fasi di sviluppo di quella porzione di centro storico non è "poca roba" ma una testimonianza unica della storia della nostra cittá. 

Valorizzare ciò che ha "anche solo" valore di testimonianza storica e culturale, in una città come la nostra che per i più non ha storia, ha un valore culturale, documentale e didattico immenso. Se veramente a livello tecnico,come ci è stato detto, non si possono posizionare i vetri sugli archi di fondamenta del convento del cinquecento allora magari si ragioni su di un consolidamento e su una adeguata recinzione o la creazione di un percorso archeologico. Su questo non ci si può rispondere che il problema sarebbe poi l'ordinaria pulizia da future cartacce. Puo' essere questo il problema che ci porta all'interramento di queste testimonianze?  

Decidere su queste scelte ovvero se rimettere sotto terra la nostra storia di città o meno non dipende da nessun'altro ne dalla Soprintendenza, richiamata da qualcuno a motivo di garanzia, ma solo da noi ternani.

Nessuno ci vieta di valorizzare ciò che  riteniamo meritevole. E un convento che è storia della nostra città dovrebbe meritarlo per tutti, senza alcuna discussione.

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michele rossiPromotore della petizione

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Petizione creata in data 8 ottobre 2024