

In vista del referendum del 29 maggio, in cui noi cittadini decideremo se la legge SVP-Lega-Forza Italia dovrà entrare in vigore,
basta sapere che, la maggioranza di governo nel Consiglio provinciale con questa legge NON vuole migliorare e facilitare l'uso degli strumenti di democrazia diretta.
- Non vuole introdurre la raccolta firme online come nel resto d'Italia a livello nazionale;
- non vuole facilitare la raccolta delle firme ampliando il numero di persone autorizzate ad autenticare le firme dei cittadini;
- non vuole abbassare il numero delle firme, perché in tre anni questi strumenti non sono mai stati utilizzati;
- non vuole prevedere un consiglio dei cittadini estratti a sorte, secondo le regole con cui si svolge in tutto il mondo con grande successo;
- non vuole stabilire che, soprattutto, le leggi più importanti che determinano le regole della democrazia possano essere co-determinate dai cittadini;
- non vuole ...
tutte richieste più volte rivolte al Consiglio e la Giunta provinciali,
... ma
- vuole abolire il referendum sulle leggi ordinarie provinciali, il quale è già previsto dallo Statuto di autonomia per le leggi più importanti, quelli sulla forma di governo (art. 16);
- vuole togliere ai cittadini addirittura la possibilità di convocare il piccolo e debole Consiglio dei cittadini estratti a sorte previsto dalla legge (art. 10);
- vuole porre l'Ufficio per l'educazione civica e la partecipazione, previsto dalla legge, ma mai istituito, sotto il controllo della Presidenza del Consiglio provinciale composto da 5 membri dell'SVP e da un consigliere dell'opposizione (art. 11-13);
- vuole anche trasferire la redazione dell'opuscolo referendario alla Presidenza del Consiglio abolendo così la sua indipendenza (art. 13);
- vuole che lo spazio nell'opuscolo referendario per gli argomenti a favore e contro il referendum sia assegnato in base al numero di consiglieri dei partiti che in consiglio sostengono le rispettive posizioni (art. 13);
- vuole abolire la tutela dei gruppi linguistici su questioni di particolare sensibilità nei referendum (art. 3);
- vuole abolire la tutela delle minoranze sociali nei referendum (art. 3).
La maggioranza di governo provinciale veicola le proprie vere intenzioni con una legge provinciale, approvata in giugno 2021, con la quale originariamente dovevano essere fatte solo necessarie correzioni tecniche alla legge del 2018. Questa legge mina il diritto di partecipazione ma non è ancora in vigore perché è sottoposta al voto referendario.
È quindi chiaro:
Questa maggioranza di governo provinciale vuole impedire il controllo della propria attività legislativa e vuole al contrario essa controllare la partecipazione e co-determinazione dei cittadini, addirittura abolendo lo strumento più importante, il referendum confermativo, e limitarla ulteriormente. Respinge la collaborazione all’interno del Consiglio provinciale così come evita quella con i cittadini. Proprio il referendum però esige la collaborazione. Per questo essa cerca di abrogarlo.
La legge provinciale sulla democrazia diretta e la partecipazione del 2018 è stata resa possibile dopo il referendum del 2014 contro la legge-SVP mirata a evitare ogni voto referendario, sotto la pressione dal basso, e realizzata eccezionalmente in collaborazione con i cittadini e in modo sovrappartitico. Con la legge ora sottoposta al voto la vogliono rendere innocua. Quello che è stato conquistato dai cittadini con quella legge del 2018 in questo modo andrebbe di nuovo perso.
PERCIÒ VOTA CONTRO QUESTA ESCLUSIONE DEI CITTADINI DALLA POLITICA
IL 29/5 VOTA
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