Lanciare una petizione per il cessate il fuoco in Medio Oriente

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Raggiungiamo 200 firme!
Le petizioni con più di 1.000 sostenitori hanno 5 volte più possibilità di vincere!

Il problema

L’altrapagina, Moni Ovadia, Raniero La Valle e la Fondazione PerugiAssisi vi invitano a firmare con urgenza la petizione per un Cessate il Fuoco Immediato in Medio Oriente

 

Noi, firmatarie e firmatari di questa petizione, chiediamo con urgenza la fine delle ostilità a Gaza, in Cisgiordania e in Libano, perpetrate con modalità diverse ma con l’identica ferocia. Dopo il cessate il fuoco proclamato a ottobre, in realtà la politica di Israele non ha cessato un solo momento di perseguire il suo intento genocidario di espulsione e/o eliminazione della popolazione civile. Di fronte a quello che sta accadendo, organismi internazionali, Stati, nazioni e gran parte dell’opinione pubblica sembrano incapaci di reagire. La forza di Israele si radica sulla debolezza dell’Occidente, sul silenzio, sull’indifferenza, sulla rinuncia, sulle quiete coscienze che non riescono ad alzare la voce contro uno scempio consumato alla luce del sole e in presa diretta. Questa situazione non solo fa male al cuore, ma ci disumanizza tutti.  Esiste inoltre un vero e proprio pericolo che possa accadere qualcosa di incontrollabile, capace di far deflagrare un conflitto di dimensioni e dalle conseguenze catastrofiche.  

La situazione attuale, caratterizzata da un’escalation di violenze, bombardamenti, attacchi contro civili e un deterioramento drammatico delle condizioni umanitarie, richiede un intervento rapido e deciso della Comunità internazionale.

La prosecuzione delle ostilità sta causando un numero crescente di vittime innocenti, tra cui bambini, famiglie e persone che non hanno alcun ruolo nel conflitto. Le infrastrutture essenziali — ospedali, scuole, reti idriche ed elettriche — sono gravemente compromesse, aggravando una crisi umanitaria già insostenibile. Organizzazioni internazionali e operatori umanitari segnalano difficoltà crescenti nel fornire assistenza vitale, mentre intere popolazioni sono esposte a traumi, sfollamenti forzati e mancanza di beni primari.

Chiediamo pertanto:

un cessate il fuoco immediato, verificabile e sostenuto da osservatori internazionali;

l’apertura di corridoi umanitari sicuri, per garantire l’accesso a cure mediche, acqua, cibo e protezione;

il rispetto del diritto internazionale umanitario, con particolare attenzione alla protezione dei civili a Gaza, Cisgiordania e Libano;

l’avvio urgente di negoziati diplomatici, mediati dall’Onu, per costruire un percorso politico che ponga fine alle ostilità e apra la strada a una pace duratura.

Crediamo che la sicurezza e la dignità di ogni persona debbano essere al centro di ogni decisione politica. La pace non può essere rimandata: è una responsabilità collettiva e un imperativo morale.

 

Invitiamo governi, istituzioni internazionali, leader politici, cittadine e cittadini ad agire immediatamente.

 

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